Toro News Interviste Comotto a TN: "Al Toro manca l'entusiasmo, serve una scintilla"

Comotto a TN: "Al Toro manca l'entusiasmo, serve una scintilla"

Matteo Curreri
L'ex capitano granata in esclusiva a Toro News: "La strada di un tecnico giovane italiano è quella giusta"

Gianluca Comotto è stato uno dei volti simbolo del Torino dei primi anni duemila. Cresciuto nel settore giovanile granata, ha indosssato anche la fascia di capitano. Ha attraversato stagioni difficili e cruciali per la storia del club, compresi gli anni del fallimento. Rimarrà nella storia granata per aver segnato il gol che decise la partita del centenario. In occasione della Partita della Leggenda andata in scena sabato scorso, Comotto è entrato per la prima volta nel nuovo Filadelfia e ha avuto l'opportunità di riaffacciarsi nel mondo che lo ha visto crescere e maturare, prima come uomo e poi come calciatore.

Gianluca, cosa significa essere qui al Filadelfia?

"Significa, prima di tutto, riaprire un po' il cuore a questi colori che per me hanno rappresentato tantissimo. Significa vedere il Filadelfia che non avevo ancora mai visto: l'ultima volta era un rudere. È stato fatto qualcosa di bello e importante. Quando giocavo nel Torino dovevamo girare per i campi attorno alla città, quindi avere una sede fissa, storica e importante è qualcosa di molto bello".

Difficile togliersi la maglia granata di dosso.

"La maglia granata mi è rimasta addosso. Mi è rimasta la mentalità che ho trasmesso anche a mio figlio: quella della grinta e del non mollare mai, che sono i cardini dell'essere un vero granata".

Che ne pensi della scelta di puntare su un allenatore giovane?

"La strada di un tecnico giovane italiano è quella giusta".

Di cosa ha più bisogno il Toro per la prossima stagione?

"Ci sarebbe bisogno di una scintilla che faccia ritornare l'entusiasmo un po' in tutto l'ambiente, che è la cosa più difficile da trovare".

Ha fatto effetto vedere la curva vuota per un lungo tratto della stagione?

"Fa effetto anche a me che la guardo tante volte dalla televisione, abituato com'ero. È un po' il calcio che sta cambiando, un po' un ciclo, quello di Cairo, che probabilmente è finito. Però trovare l'acquirente giusto non è semplice e quindi si cercherà di andare avanti facendo il meglio possibile, per vedere se poi emergerà qualcosa da quel punto di vista".