''Con Brighi il Toro farebbe un ottimo affare''
di Stefano Rosso - In attesa che il mercato e soprattutto il diesse Petrachi regalino qualche nome nuovo alla truppa di Giampiero Ventura, TN ha sentito in esclusiva il tecnico veneto Bepi Pillon, reduce da un'ultima annata non troppo fortunata ad Empoli, ma che nella stagione 2005-2006 portò il Chievo in Coppa Uefa - diventata poi Champions League a seguito delle sentenze di Calciopoli - basando la linea mediana della sua squadra proprio sul prossimo granata Matteo Brighi.
''Il Torino secondo me ha fatto un ottimo acquisto - ha esordito Pillon sentendo pronunciare il nome di Brighi - è un giocatore perfetto per il 4-2-4 di Ventura, dove può mettere in mostra le sua capacità di impostare e soprattutto di interdire, ma poi dal punto di vista umano è una grande persona ed un bravissimo ragazzo: è intelligente, sa ascoltare e segue anche molto i consigli e le direttive dell'allenatore''.
Come per quasi tutti gli interni di centrocampo italiani degli ultimi anni, anche su Matteo Brighi si è aperta la diatriba tecnica: c’è chi lo dipinge come un regista, o comunque uno che sa un po’ dettare i tempi dell’azione, chi come un interditore che non lesina corsa e grinta, ma a cui al contempo piace inserirsi in attacco e cercare il tiro:
''Credo che regista proprio non sia, però è molto bravo con il pallone tra i piedi e può unire bene le due fasi di gioco: per fare, però, un esempio molto chiaro ai tifosi granata, assolutamente non è un Manuel Iori. E' diverso per caratteristiche, ruba molti più palloni e pur essendo capace anche ad impostare l'azione, dettare i tempi della squadra non è nelle sue corde''.
Secondo Pillon, quindi, come si può inquadrare tatticamente Matteo Brighi: meglio 4-2-4 o 4-3-3?
''E' assolutamente un interditore, bravo in fase difensiva ma molto utile anche davanti perchè è capace di inserirsi e tende molto spesso a cercare con successo il gol. In un centrocampo a 4, come lo utilizzavo io al Chievo assieme a Federico Giunti, si trova molto a suo agio, ma può fare bene anche a 3 dove la sua duttilità gli permette sia di giocare mezz'ala destra o sinistra, sia come play davanti alla difesa: a Roma, per esempio, ricopriva molto bene questo ruolo andando a recuperare palla tra i centrali difensivi come un mediano. Il tutto, però, dipende ovviamente dall'impronta che vorrà dare Ventura alla squadra''.
Una delle perplessità maggiori che serpeggiano attorno al giocatore sono legate alle sue condizioni fisiche: dopo una stagione praticamente fermo a Bergamo e quattro anni ad alto livello a Roma non potrebbe esserci il rischio che Matteo Brighi arrivi in granata già appagato?
''Per quello che conosco il ragazzo - ha ammesso lo stesso Pillon - assolutamente no: è un professionista esemplare, oltre ad essere un ragazzo umile e molto serio. Poi quando non gioca ci sta proprio male, è uno di quei calciatori che anche se non è al top piuttosto stringe i denti, si sacrifica, ma fa comunque di tutto per dare il suo contributo e farlo al meglio: ama giocare a calcio, dunque non credo che a Torino corriate questo rischio''.
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