Doudou: 'Con De Biasi salvezza sicura'
Se ne è andato a Cesena ma ha lasciato un gran rimpianto sotto la Mole, soprattutto a livello umano. Diaw Doudou è stato il giocatore più istrionico e simpatico che abbia lasciato la neonata società granata, ed è stato un peccato che le conferenze stampa a cui ha accettato di partecipare siano state poche. Oggi, seppure da lontano, continua a seguire le vicende del Toro.
Doudou, come ha vissuto la notizia del ritorno di De Biasi ?
Sono contento perché con lui ho giocato e vinto un campionato. E’ un buon allenatore, anche se ci siamo scontrati quando non giocavo. Poi la gioia dell’ultima partita ha cancellato tutto.
Che ricordo ha di quel periodo ?
Io lavoravo per scendere in campo tutte le domeniche e chiaramente ci rimanevo male se non succedeva. Ho apprezzato molto quando il presidente mi aveva invitato pubblicamente a non mollare durante la cerimonia al Filadelfia.
Con il mister che rapporto aveva ?
Con il mister ho avuto sempre un buon rapporto è uno da Toro che sta tirare fuori il meglio dai ragazzi, sta sempre sul pezzo, sa motivare i giocatori in tutti i modi possibili.
Con lui in panchina sarebbe rimasto ?
Sono stato penalizzato dalle cinque giornate di squalifica che ho avuto. Però durante le amichevoli estive con De Biasi ho capito che avevo grande considerazione perché mi faceva giocare sempre, anche da mediano davanti alla difesa.
Con Zaccheroni come sono andate le cose ?
Zaccheroni mi fece un discorso bello ma che non fu seguito dalla pratica. Non chiedo mai perché non mi fanno giocare, ho sempre lavorato e lavoro professionalmente in modo serio. Poi è normale che se prendono dei giocatori a gennaio è per farli andare in campo.
Di Torino che ricordo ha ?
Bellissimo, Torino non si può scordare né come città né come esperienza professionale perché è la squadra che mi ha dato il più grande successo della mia vita lavorativa. Mia moglie poi si era inserita bene in città, lavorando al tribunale. Ha sofferto più a lasciare la città che casa sua.
Si aspettava le difficoltà incontrate dal Toro dopo la sua partenza ?
Non me l’aspettavo proprio dopo la promozione e poi con la striscia positiva di risultati che avevamo fatto. Pensavo, come i miei ex-compagni, di essere fuori dal tunnel, però mi sono chiesto come mai è capitata questa situazione.
E quale risposta si è dato ?
Non me lo so spiegare nemmeno io. Non c’è un perché vero e proprio. Ho cercato di capire parlando con i miei ex-compagni, ma nemmeno loro se lo sanno spiegare.
Come se ne esce ?
L’unico modo è lavorare sodo. De Biasi per questo è la persona giusta, sa trovare le motivazioni e ha i giocatori che conosce da un anno e che sono molto affidabili. Non è solo questione di gruppo, ma di essere anche delle brave persone.
Con il Catania che partita sarà ?
E’ un replay di una partita già giocata l’anno scorso che abbiamo anche vinto. Domenica è indubbiamente una sfida tosta. Il Catania gioca bene è una squadra alla spagnola che pensa più ad attaccare che a difendere, per questo se il Toro parte subito forte e va in vantaggio loro andranno in difficoltà. Se invece i miei ex-compagni andassero sotto le cose non saranno semplici. Però credo che il Toro si salverà.
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