''Credo in Comi. Sforzi? Ne farò. Cambio il Toro''
Suona strano a dirsi, ma alla vigilia della sua settima stagione in sella alla poltrona di numero 1 del club, la presidenza di Urbano Cairo é già formalmente la terza più lunga della storia del Toro. Davanti a lui, le icone Novo e Pianelli, irraggiungibili non solo per questioni temporali.
Il presente della società dice di una terza annata consecutiva in Serie B che va invece ad eguagliare gli altri due peggiori risultati del secolo abbondante di vita granata. Un insieme di circostanze (i risultati, il Filadelfia, il vivaio che fu e che non é più, il calcio che é cambiato) che rende questo momento storico forse il più grigio di sempre, per il popolo di Valentino Mazzola; abbiamo dunque sentito il presidente perché ci dicesse cosa pensa della fase che attraversa il Torino FC, se e come può uscire dalle sabbie mobili, e soprattutto se e come può recuperare il rapporto con i tifosi, che oggi in molti contestano, o lasciano lo stadio, o -peggio- sono indifferenti alla sorte di quello che ea stato il loro grande amore.
Parte la stagione 2011-2012. Presidente Cairo, partiamo dalle cose fatte.
Iniziando con un allenatore, Ventura, di grande esperienza e carisma, che spesso é stato garanzia di risultati. Poi, quest'anno ci siamo posti l'obiettivo di andare in ritiro con il 90% della rosa già completata, e direi che ce l'abbiamo fatto, facendo i salti mortali in un mercato del calcio che generalmente langue, ragione per la quale abbiamo dovuto attuare qualche forzatura per essere veloci come desideravamo.
In che senso? Onestamente, da un punto di vista economico, non sembra siano stati fatti investimenti reali.
Non é così, spesso siamo dovuti intervenire con indennizzi, promesse e quant'altro per far arrivare più presto possibile i giocatori. E ora la squadra é completamente fatta o quasi, direi che ci sono undici titolari su undici; forse potranno arrivare ancora un paio di elementi, ma dipenderà pure dalle partenze.
Ha la sensazione che quanto si sta facendo sia gradito alla piazza, oppure no o non abbastanza?
Mi pare proprio di sì, perché nelle cose fatte ci metto una campagna abbonamenti che mi sembra molto bella, e che sta andando decisamente bene. L'offerta é ottima, oggi si possono andare a vedere tutte la partite in casa con 4,5 € mentre la prima di Coppa Italia é in regalo. In pratica, le partite con l'abbonamento possono costare da un minimo di 3 € per una tessera ridotta di curva, a un massimo di 7 per una intera di distinti o tribuna. Davvero prezzi bassissimi, mai visti. E infatti, finora ne sono stati venduti 3700, contro i 1850 dello stesso momento di un anno fa: esattamente il doppio.
Restando alle cose fatte, ecco ciò per cui abbiamo insistito in questi anni: la nomina di un direttore generale. Perché Comi?
Il direttore generale é una figura importante, che noi non avevamo. Personalmente conosco bene Comi, é con me dall'inizio, in questi anni il vivaio ha prodotto buoni giovani e soprattutto lui ha gestito globalmente bene un settore molto complesso. E' una persone fedele, aziendalista, capace. Ed é granata dentro, il che non guasta.
Al di là della stima per l'uomo, e per il dirigente del vivaio, perché una persona che prima non aveva mai svolto questa mansione?
Tutti prima di fare una cosa non l'avevano mai fatta. Nei miei giornali, ho nominato direttori persone che prima erano stati solo al massimo vicedirettori; perché se in una persona vedi delle qualità, e ci credi, allora puoi affidarle un compito. Come un giocatore della Primavera può essere lanciato in prima squadra, no?
Penso che Comi possa fare ottime cose, poi mi piace l'idea di far crescere un interno, una risorsa di valore già in casa.
Ma avrà un vero potere, Comi? Il fatto di essere così vicino al presidente non susciterà l'unico effetto di diminuirne la credibilità?
Assolutamente no, Comi avrà larga libertà operativa, così come ce l'aveva nel suo precedente ruolo di responsabile tecnico del settore giovanile. Chiaramente ci sarà un continuo confronto con me, ma se l'ho scelto é per dargli fiducia.
Passando dalle cose fatte a quelle in bilico, parliamo di Petrachi: in questi giorni, da più parti si dice che le sue azioni siano in calo.
Intanto vorrei precisare che quello di Comi sarà un ruolo di coordinamento generale, magari meno tecnico, per cui delle cose più inerenti la squadra continuerò a confrontarmi con il ds.
Dopodiché, Petrachi ha un contratto, quindi non ci sono problemi. A Torino, nei primi sei mesi ha fatto un lavoro eccellente, l'anno successivo magari é stata sbagliata qualche valutazione e commessi alcuni errori, come tutti ne commettiamo; ma ora si può ripartire. Anzi, lo vedo particolarmente motivato.
Possiamo sgombrare il campo da equivoci, dunque? Presidente, può affermare senza giri di parole che Petrachi é confermato, oppure no?
Sì, certo. Ritenevo e ritengo possa fare bene, l'ho confermato nel suo contratto in scadenza quando evidentemente potevo non farlo, per cui ci credo: avanti così.
Detto dei due anni scorsi, come giudica il lavoro svolto fino ad oggi in questa estate di calciomercato?
Bene, ma non voglio redigere la pagella di Agosto, perché lascia spesso il tempo che trova e non porta nulla. Evitiamo, ora mi interessano solamente le pagelle di Maggio, intanto valuteremo se Ventura avrà bisogno di qualche aggiustamento.
A proposito: le fa piacere o le dà un po’ fastidio che i giocatori di maggior richiamo, come Guberti, si dicano convinti del Toro dalla presenza di Ventura, e non da quella di Cairo?
No, mi fa anche piacere. E’ specialmente con lui che dovranno confrontarsi, quotidianamente, quindi va bene se abbiamo un tecnico di personalità, che sappia attirare dei buoni calciatori.
E' vero che Cairo é tornato interventista, e ha già scordato di delegare?
Guardate, io ho dato un'accelerata ad alcune cose che senza di me magari sarebbero andate più a rilento. E' normale che il presidente debba fare degli interventi, ogni tanto; non soffermiamoci troppo su questo, però, proprio perché non c'é nulla di strano o di particolare.
Spostiamoci a Sappada: coro unanime di consensi, aria buona nel gruppo, armonia nel lavoro. Ok, tutto vero. Ma ci mancherebbe non fosse così, a Luglio... e infatti ogni anno é così, salvo poi deteriorarsi durante la stagione.
Lo scorso anno non mi recai in ritiro, mentre ora sono già andato più volte e devo dire mi pare le cose funzionino bene. Non voglio però magnificare troppo nulla di ciò che si sta facendo, perché non si é fatto nulla; diciamo che in una maratona come la stagione sportiva che ci aspetta, o anche solo in una mezza maratona di 21 km, siamo al km 1. Non soffermiamoci troppo su quanto si sta facendo, comunque, ma facciamolo più avanti su quelli che saranno i risultati.
E allora parliamo invece delle cose che rimangono da fare, che sono tante. Partendo dal mercato, e passando poi a cose...più importanti. Dei tre casi “spinosi” che sono in casa, Rubin é quello già risolto?
Ha molte richieste, e mi ha espresso chiaramente la sua volontà di giocare in Serie A, se ci sarà chi gliene offrirà l'opportunità. Non contrasto questa sua volontà, perché é forte.
Diversa la situazione legata a Ogbonna e Bianchi.
Io cerco di tenerli entrambi con noi. Li voglio fortemente nel prossimo Toro. L'importante é che, davanti a certe offerte quando dovessero arrivare, anche loro siano convinti quanto me di voler restare in granata.
Le parole su Bianchi non sono una tattica, per carità legittima, di mercato?
No, é evidente che Bianchi é il nostro capitano e un giocatore di caratura importante, per cui é normale volerlo con noi. E' normale che i tifosi pure vogliano vedere ancora lui e Ogbonna con la maglia granata ancora per un anno, spero di poterli accontentare ma dipende anche da loro, dai giocatori.
Stanno piacendo parecchio i due ragazzi arrivati dal Milan, Oduamadi e Verdi.
Sì, stanno ben impressionando, mi sono piaciuti personalmente soprattutto perché li ho visti umili. Mi sono sembrati ragazzi per bene, con la testa sulle spalle, hanno caratteristiche diverse ma qualità notevoli.
Mentre lei afferma che ora Torino e Milan controllano tre giocatori, altri potrebbero ribattere che il vero potere é in mano ai rossoneri, che se vorranno potranno riprenderli tutti quanti.
Non é vero, perché il diritto é incondizionato, dunque noi potremo farne quel che vorremo e nessuno ci potrà costringere a fare una scelta piuttosto che un'altra. Poi vediamo quel che succederà, le valutazioni a fine stagione. Ma sbagliate a dire così, perché su uno c'é un discorso di comproprietà, sull'altro un diritto di riscatto, non é vero che non avremo voce in capitolo, gli accordi dicono altro.
Però Benedetti e Comi junior avevano una valenza non solo tecnica, per i tifosi.
Li capisco, ma non sempre tutto dipende solo da te, e comunque ribadisco che non sono persi: sono ancora nostri per metà, e ripeto quanto appena detto sul fatto che un certo modo di vedere queste operazioni é ingiusto e sbagliato.
Va bene. Torniamo alle cose da fare: quando il Torino FC avrà una vera sede? Non quell'ufficio nascosto che ha ora.
Penso in tempi molto brevi. Ho letto anche da voi dell'ipotesi di spostarla all'interno dello Stadio Olimpico e sì, posso confermare che è quanto dovremmo fare, disponendo se possibile di spazi maggiormente adeguati.
Passando da uno stadio a uno Stadio, cosa farà per il Filadelfia? In Fondazione lavorerà Comi a rappresentare la società?
Vedremo. In Fondazione di norma c'è Ferrauto che lavora, Comi potrà seguirne gli sviluppi, in ogni caso il Torino sarà presente sempre.
Sì, ma fattivamente, ci sarà uno sforzo? Un tentativo di forzare la mano alle istituzioni?
C'é un iter che ora é partito, dopo la costituzione della Fondazione, e che va rispettato; anche perché é un iter teso a portare alla ricostruzione del Filadelfia, mica ad altro. Personalmente, spero di incontrare presto il sindaco Fassino, e poi anche Cota e Saitta, per addivenire ad un accordo sul percorso da seguire. Spero anche di riuscire a provocare un intervento adeguato del Credito Sportivo.
Ma metterà dei soldi?
Dopo aver capito le intenzioni delle istituzioni, perché certo non posso e non devo farlo da solo, certamente.
E questo incontro, quando avverrà?
Dopo l'Estate.
A proposito di futuro: il vivaio, che lo incarna, da chi sarà guidato ora che Comi é passato ad altro ruolo?
Vedremo, ci sono diverse candidature che stiamo vagliando. Benedetti? E' una possibilità. Un esterno? Anche. Braghin? Ci siamo parlati tempo fa, ma ad oggi non penso sarà lui. Quante candidature? Tre, forse quattro. Quando una nomina? A Settembre.
Per quanto riguarda il rapporto con la tifoseria, c'é l'invito del Cctc a disertare lo stadio. E' facile aspettarsi che non sarà l'unica forma ci contestazione messa in atto. Mesi addietro chiese una tregua, ora?
Ora non ho voglia di parlare di questo, perché non c'é molto da dire; ognuno ha la propria posizione, vedremo come si evolveranno le cose. Ma ora lasciamo perdere questi discorsi.
Concludiamo con la promessa di fare almeno un investimento di peso per la squadra, se servirà?
Voglio realizzare una squadra all'altezza dei desideri del mister, come obiettivo. Da parte mia, devo dire che la Serie B dal punto di vista dei ricavi mette a dura prova, e costringe a fare continuamente i conti; ma se serviranno degli sforzi finali, valuteremo il da farsi e sì, li faremo.
(foto M.Dreosti)
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