Da Lecce: "Ilic? A lui le chiavi del centrocampo. Ma l'infortunio..."
"Fondamentale" è la parola chiave: perché nella sfida tra Torino e Lecce per entrambe le formazioni sarà fondamentale vincere. Sabato 7 novembre va in scena Torino-Lecce. A partire dalle 15:00 al via la gara tra granata e salentini allo stadio Olimpico Grande Torino. Come arrivano i giallorossi all'undicesima giornata di Serie A? Scopriamo la situazione del Lecce, punti di forza e di debolezza grazie al collega che segue sempre da vicino la squadra di Di Francesco. Si tratta di Gabriele De Pandis, giornalista che segue il Lecce per Calcio Lecce, che noi ringraziamo per essersi concesso ai nostri microfoni e per averci presentato il prossimo avversario del Toro.
Come arriva il Lecce alla partita contro il Torino? "L’emergenza infortuni ha complicato tantissimo l’ultima settimana del Lecce. Tre sconfitte di fila (Juventus, Frosinone e Genoa) e tre al Via del Mare (Bologna, Juventus e Genoa) sono sintomo di una squadra che ha dal suo un bel po’ di problemi. Dati alla mano, il Lecce subisce tantissimo nella prima mezz’ora. Sono ben 11 i gol subiti in quel lasso di tempo, più della metà del totale. Questo è un segnale di una squadra che arriva con un pesante fardello psicologico, reso ancor più grave dall’emergenza infortuni. In tutto questo, gli attaccanti centrali latitano. Stulic, Esteban e Geubbels sono ancora a 0 gol e i 9 punti (3 vittorie e 7 sconfitte) sono frutto dei due blitz esterni a Venezia e Udine oltre alla vittoria interna con il Monza. Offensivamente, il Lecce si poggia molto sulle palle inattive, ma serve una svolta per sperare di salvarsi. In questo momento, insomma, sorride solo la classifica".
Qual è la situazione in infermeria? "Si inizia a vedere la luce dopo un periodo nero. Saranno assenti i lungodegenti Berisha e Ilic, operato in Finlandia, e Pierotti, anch’egli operato oggi dopo una frattura composta al malleolo. In questa settimana sta rientrando Coulibaly, elemento importantissimo per il centrocampo. Vedremo quanto minutaggio potrà avere. Si rivedrà anche Gaspar, reduce da due turni di squalifica. È out per lesione muscolare anche l’esterno offensivo Monteiro".
C'è la sensazione che si possa ripetere la salvezza dell'anno scorso? "La piazza è molto umorale. Il recente filotto di sconfitte sta facendo inoltrare del pessimismo, è normale però per i tifosi. Dall’altra parte, il sostegno allo stadio non manca e c’è l’abitudine a restare attaccati alla lotta salvezza fino all’ultimo, come è sempre stato in queste stagioni. Di certo, serve una svolta da parte degli attaccanti. Ad oggi il bottino di reti del reparto offensivo è di 3 (1 gol per N’Dri, Fatah e Monteiro, con solo quest’ultimo in gol a Frosinone sul punteggio di 4-0 per i ciociari). Serve una svolta".
Ilic e Dembele, gli innesti dal Torino: come si stanno comportando? "Purtroppo, Ilic si vedrà verosimilmente a marzo. Il serbo è stato l’elemento in più richiesto espressamente da di Francesco per fare un diverso tipo di gioco. Gli sono state date subito le chiavi del centrocampo e lui ha ricambiato con due assist in successione da corner durante Lecce-Monza. Il suo infortunio però ha tolto un regista che avrebbe potuto dare tanto al mister, voglioso quest’anno di un gioco più propositivo rispetto all’anno scorso in cui il Lecce si è più stretto in difesa. Dembélé è arrivato per coprire le spalle a Danilo Veiga e si è visto solamente (in gare ufficiali) nel finale di Lecce-Genoa. È oggettivamente troppo poco per pensare ad una sua valutazione. Chissà se non potrà trovare spazio proprio all’Olimpico Grande Torino".
Il punto di forza e il punto di debolezza del Lecce. "In questo momento le debolezze sono tante. Oltre alle cose già descritte, in difesa la squadra si macchia di distrazioni ed errori di lettura. Sarà sufficiente riguardare i due gol del Genoa domenica o la prima segnatura del Frosinone, incassata a difesa schierata. Se si unisce questo a un attacco che fa fatica a livello di qualità e giocate del singolo, il mix è letale. Dall’altra parte, però, e la partita col Genoa lo ha confermato, basta poco per riaccendersi. Il Lecce stava per riacciuffare la gara da 0-2 a 2-2 in pochi minuti al termine del primo tempo. Solo il Var ha annullato il gol di Stulic. La forza può essere negli spazi lasciati liberi da un Toro che fisiologicamente vorrà fare la sua partita forte della sua maggiore qualità. Gallo ha dal suo una capacità di corsa non da tutti, N’Dri e Fatah sono pericolosi nel primo dribbling. E poi, ben conosciuto dai torinisti viste le voci delle estati 2025 e 2026, c’è Falcone, spesso decisivo con le sue parate che portano almeno 10 punti, baluardo della scorsa salvezza insieme a Tiago Gabriel".
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