'E un Toro da centroclassifica'
Malgrado la sua doppia esperienza sulla panchina del Toro non sia stata tra le più felici, nel cuore di Walter Alfredo Novellino c’è sempre un posto speciale per il colore granata. All’ambiente torinista lo legano, infatti, i ricordi dei suoi inizi come calciatore, all’inizio degli anni Settanta, sul prato del Filadelfia, dove spiccò il volo per una gloriosa carriera, incominciata come centrocampista offensivo, fino a ricoprire il ruolo di attaccante nel Milan della stella. All’ex tecnico granata, che come allenatore ha frequentato assiduamente entrambi i principali campionati nazionali, abbiamo chiesto un parere sulla formazione di Ventura, a cominciare dagli elementi più congeniali al ruolo che ricopriva da giocatore: quelli del reparto offensivo.
Walter Novellino, ritiene che l’attacco del Torino abbia legna sufficiente per fare un buon fuoco in serie A?
“Penso che per il Torino fare gol non sarà un problema. Bianchi e Sgrigna mi sembrano una coppia ben assemblata e il gioco di Ventura prevede un valido supporto anche dagli esterni. Contro il Pescara mi sono piaciuti molto sia Stevanovic che Santana”.
A proposito di Sgrigna, all’inizio molti storcevano il naso, non ritenendolo all’altezza della serie A. Lei cosa ne pensa?
“Che si sbagliavano. Anche perché Sgrigna ha le caratteristiche per far bene nel gioco di Ventura, dato che è agile e veloce. In più, è adatto per sfruttare al meglio le palle spizzicate che può darli un attaccante alto e potente come Bianchi”.
E Bianchi?
“E’ un giocatore che non si finisce mai di scoprire. Ogni volta che si apre il mercato i giornali lo danno con il piede in partenza, ma la verità è che lui è molto legato al Toro. Purtroppo, nella mia esperienza sulla panchina granata l’ho avuto poco a disposizione, perché non stava bene. Contro il Pescara, a parte il rigore sbagliato, che non fa testo, ha dato un ampio saggio del proprio repertorio, segnando un gol e fornendo un assist decisivo”.
Meggiorini le piace?
“Come Sgrigna, è un giocatore che mi è sempre piaciuto. Spero che nel Toro riesca ad avere la fortuna che gli è mancata a Novara. Nel calcio, purtroppo, c’è poca pazienza, ma lui ha qualità, un buon tiro ed è forte nell’uno contro uno”.
Rimane Sansone: pensa che riuscirà a ritagliarsi uno spazio importante nel Toro?
“L’anno scorso ha entusiasmato nel campionato cadetto con il Sassuolo. I suoi punti di forza sono il sinistro e le punizioni. Non so se potrà inserirsi subito, come ha fatto, ad esempio, Insigne nel Napoli, ma potrebbe essere lui la vera sorpresa del Toro”.
Dovendo esprimere un giudizio complessivo sulla squadra di Ventura, quale pensa che possa essere il ruolo del Toro in questo campionato di serie A?
“Penso che quest’anno il Torino possa riuscire a dare finalmente delle soddisfazioni ai suoi tifosi anche in serie A. Rispetto a quando allenavo io, la squadra è più competitiva e mi sembra che anche l’ambiente societario sia maturato. Cairo è una brava persona e in più ha la fortuna poter usufruire dell’apporto di un direttore che conosce il calcio come Petrachi. E poi c’è Ventura. Contro il Pescara si è vista una squadra ben organizzata, che si è mossa bene in campo, con dei buoni automatismi ed un gioco armonico. Penso che, se tutto andrà bene, questo Toro possa piazzarsi tranquillamente a centro classifica”.
Giovanni Rolle
giovanni.rolle@toronews.net
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