Toro News Interviste Enrico Fantini: ''Toro, devi stare attento ma tranquillo''
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Enrico Fantini: ''Toro, devi stare attento ma tranquillo''

Roberto Maccario
C’è un giocatore che è molto legato alla Fiorentina e al Torino: Enrico Fantini forse non sarà stato un campione, ma è sicuramente uno di quelli che è meglio avere come compagni che come avversari, uno che corre dal primo all’ultimo minuto e che ti può mettere in difficoltà con...

C’è un giocatore che è molto legato alla Fiorentina e al Torino: Enrico Fantini forse non sarà stato un campione, ma è sicuramente uno di quelli che è meglio avere come compagni che come avversari, uno che corre dal primo all’ultimo minuto e che ti può mettere in difficoltà con la sua grinta, la sua velocità ed i suoi gol pesanti. Ora il bomber cuneese milita nel Savona, in Lega Pro Seconda Divisione.

Ciao Enrico, partiamo da quello che è forse il momento più bello della tua carriera: il gol segnato da vero uomo d’area con la maglia della Fiorentina nello spareggio del 2004 contro il Perugia, una rete che valse la serie A, giusto?

Forse non è stato il momento più bello, visto che ho vinto otto campionati, ma sicuramente il più alto della mia carriera. A Firenze in quei giorni si respirava un’atmosfera incredibile, c’era tanta voglia di tornare nel grande calcio e quella vittoria fu davvero un mezzo miracolo.

A Torino, con te in campo, ci fu un altro miracolo: la promozione del 2006 sotto la guida di De Biasi. In quell’annata partisti molto forte, diventando il protagonista delle prime giornate, per poi smarrirti con il passare del tempo: forse un po’ di stanchezza?


Io credo che ci sia una spiegazione a tutto: quell’anno giocavo come esterno per via della mia facilità di corsa ma, nonostante i miei nove gol, arrivò la concorrenza e, con gli acquisti di Lazetic e Ferrarese, inevitabilmente giocai meno. Poi ci fu anche un fastidioso infortunio alla caviglia che mi impedì di essere in forma per una parte del girone di ritorno e per i play-off. Reputo comunque quella al Torino un’esperienza unica.

Il Toro quest’anno sta raccogliendo forse meno di quanto seminato: nelle ultime giornate sono arrivati pochi punti ma, anche domenica contro la Roma, la squadra di Ventura non ha demeritato, cogliendo anche due legni con Cerci. Credi che serva solo un po’ di fortuna in più?


Mi auguro che il Toro riesca a raggiungere la salvezza prima dell’ultima giornata: ora sicuramente deve guardarsi le spalle, con un Siena che sta andando molto forte, ma i punti di vantaggio sono ancora parecchi quindi bisogna stare attenti ma nello stesso tempo tranquilli.

Domenica sarà una bella sfida all’Artemio Franchi?


Spero sia un bello spettacolo per la gente che si recherà allo stadio poi…vinca il migliore!

La Fiorentina è un’ottima squadra, con una mentalità europea, ma forse non ancora al top: perché?


Per un progetto vincente ci vuole tempo: i viola hanno comunque disputato un campionato devastante, peccato per il calo avuto nel mese di gennaio. Gli uomini di Montella esprimono un calcio a tratti spettacolare, sono grandi palleggiatori e sanno far girare bene il pallone. A centrocampo uno come Pizarro può cambiarti la squadra da solo, ma oltre a lui ci sono Aquilani e Borja Valero che garantiscono un tasso tecnico di primo livello.

Anche nel Toro però si vede la mano dell’allenatore, con un’idea di gioco ben precisa basata sugli esterni: i granata mi piacciono.

Un buon risultato e una buona prestazione a Firenze potrebbero essere un buon viatico per il derby, non credi?


Certo, il derby è una partitissima, molto attesa da entrambe le parti, e poi sicuramente non sarebbe bello, da granata, vedere la festa scudetto allo stadio Olimpico. Bisogna fare un buon risultato ed evitarlo.

Roberto Maccario