Toro News Interviste Fabio Pane
Interviste

Fabio Pane

Redazione Toro News
La persona che abbiamo intervistato è un tifoso del Toro un po' particolare, probabilmente non è l'unico, ma uno degli studenti coraggiosi che hanno deciso di fare una tesi sul Torino FC. Ma come nasce un'idea simile?: 'Un po’ casualmente a dire il vero, come molte delle idee migliori.Volevo fare una tesi “sperimentale” come seguito di uno stage ma non ne ho avuto l’occasione, così ho pensato a cosa...

La persona che abbiamo intervistato è un tifoso del Toro un po' particolare, probabilmente non è l'unico, ma uno degli studenti coraggiosi che hanno deciso di fare una tesi sul Torino FC. Ma come nasce un'idea simile?: 'Un po’ casualmente a dire il vero, come molte delle idee migliori.Volevo fare una tesi “sperimentale” come seguito di uno stage ma non ne ho avuto l’occasione, così ho pensato a cosa mi piaceva e immediatamente ho pensato al Toro. Il fallimento della società con Cimminelli, il salvataggio dei lodisti e l’avvento di Cairo mi hanno fornito poi un argomento interessante ed attuale su cui lavorare'.

Quando
hai scoperto la passione granata?

“Dalla nascita direi. Mi ricordo che da piccolo dicevo, sono nato a Torino, sono del segno del toro, il toro è un animale che mi piace,quindi per quale altra squadra potrei tifare? È stata una scelta individuale senza la “tradizione di famiglia”, perché mio papà è dell’Inter e mia mamma della Juve. Scelta poi che ho sempre più amato conoscendo la storia del club e vivendo la Maratona!”.

I tuoi professore quando hanno saputo del tuo progetto come l'hanno accolto?


“Intanto il professore con cui ho fatto la tesi, Pier Paolo Patrucco, è del Toro, così ha accolto con entusiasmo la proposta. Ovviamente essendo un elaborato per la tesi specialistica doveva avere dei contenuti teorici specifici, si è deciso così di analizzare la figura dell’imprenditore, studiando le ragioni che hanno spinto Cairo ad investire nel settore calcio acquistando il Toro”.


C'è qualcuno in particolare che ti ha spronato a farlo?

“Senza dubbio la mia ragazza, Valeria, anche lei del Toro che mi ha dato un grosso aiuto, soprattutto nella fase di concepimento del progetto”.

E' stato l'avvento di Cairo a darti l'impulso o l'avresti fatto a prescindere?

“Sicuramente l’avvento di Cairo mi ha fornito lo spunto necessario per il mio lavoro”.

Nella tua tesi parli soprattutto degli obiettivi che Cairo potrebbe prefiggersi per sviluppare maggiormente il marchio Toro. Ci puoi dare qualche indicazione a proposito?

“Dalla raccolta dei dati che ho effettuato è emerso innanzitutto la volontà di Cairo di rilanciare l’immagine del Toro rompendo ogni legame con la gestione di Cimminelli. Questo si è visto col nome nuovo (che poi era quello in uso fino all’avvento del fascismo), il simbolo, la sede, etc. etc. Cairo è un abile imprenditore esperto di comunicazione, il successo della campagna abbonamenti, l’accordo con sponsor importanti, il ritorno mediatico ottenuto tra agosto e settembre scorsi, sono tutti elementi che hanno contribuito ha riportare in auge la società ed il nome del Torino. Sicuramente un “limite” attuale del club è avere tifoseria e simpatizzanti per lo più concentrati sul territorio piemontese. Su questo si sta lavorando al fine di accrescere il numero dei simpatizzanti in tutta Italia ed incrementare la popolarità del club anche in campo internazionale!”.

A tuo avviso quanto ha fatto finora Cairo solo per passione e quanto per un ritorno suo personale?

Cairo ha compiuto sicuramente un ingente investimento per ottenere la promozione in serie A prima e “speriamo” un piazzamento UEFA ora. Considero però l’acquisto del Toro, sì legato alla passione e alla fede granata dell’uomo, ma soprattutto un investimento dell’imprenditore. Quindi credo che la società non è vista come un giocattolino in cui sperperare denaro (tipo Moratti), ma piuttosto come efficace mezzo per promuovere la propria immagine.


A livello di immagine, per il futuro il Toro dovrà sempre porre la passione al primo posto oppure, per fare il salto di qualità, dovrà guardare ovviamente più al business?


Credo che la passione sia una caratteristica imprescindibile per l’immagine del Toro, dal “quarto d’ora granata” al “cuore Toro”, il colore stesso delle maglie è a mio avviso simbolo di passione. Son convinto però che ormai una società di calcio sia paragonabile ad una qualsiasi impresa commerciale e quindi da gestire con tali criteri. Il business è dunque una priorità per garantirsi un futuro “roseo”; costruito però tenendo conto dei valori e della storia della società”.


Può il Torino diventare veicolo di messaggi di lealtà sportiva, considerando l'effetto Calciopoli?

“Sicuramente! L’estraneità a queste vicende è un elemento importante. Anche se poi si è avuta la sensazione che tutto sia finito a “tarallucci e vino” con sconti e riduzioni di pena per tutti. Inoltre penso che investire sul vivaio e sui giovani possa essere un ulteriore viatico per affermarsi come società pulita!”.


Della squadra attuale cosa ne pensi? Contento dell'arrivo di Zac o avresti dato ancora una chance a De Biasi?

Quest’estate leggendo i nomi mi ero lasciato andare a voli pindarici: Fiore, Abbiati, il riscatto di Rosina e Abbruscato. In realtà poi la squadra si sta rivelando un po’ troppo vecchia e con alcuni giocatori che sembrano esser venuti senza troppi stimoli, giusto per finire la carriera in un grande club. Personalmente non mi piace la difesa, a Pancaro, Di Loreto e Franceschini preferisco mille volte capitan Brevi, Dodou e Balestri! Per il mister mi spiace per De Biasi, gli avrei dato la possibilità di guidare la squadra in A. Magari avremmo qualche punto in più ora. Comunque Zac mi piace e credo che tra poco inizieremo a vedere un bel Toro!


A tuo parere
l'esonero improvviso di De Biasi, a livello di immagine, è stato positivo o negativo?

Non saprei. Certamente ha generato scetticismo la scelta di cambiare il mister quattro giorni prima dell’inizio del campionato, però Cairo ha motivato discretamente bene tale scelta. Inoltre Zac ha un curriculum sicuramente più prestigioso di De Biasi quindi potrebbe dare del valore aggiunto alla squadra. Comunque l’immagine del club è, per forza, strettamente legata ai risultati sul campo”.

Abbiamo appreso subito dopo aver pubblicato l'intervista che Fabio ha preso 110 per la sua tesi di laurea. Complimenti da parte della redazione di TN, questo è un altro segnale che il Toro oggi porta bene, anzi benissimo.