Toro News Interviste Galante: 'Felice di essere stato al Toro'
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Galante: 'Felice di essere stato al Toro'

Redazione Toro News
Tre anni al Livorno e il futuro ancora tinto di amaranto non gli hanno fatto dimenticare la sua pur lunga esperienza granata.

Fabio Galante è un giocatore che ha la parola facile da vero toscanaccio qual è, infatti proprio a casa sua ha trovato una nuova identità. Tre anni al Livorno e il futuro ancora tinto di amaranto non gli hanno fatto dimenticare la sua pur lunga esperienza granata, cinque anni a cavallo tra la dirigenza Vidulich (prestito dall’Inter), per essere acquistato definitivamente da Cimminelli.

Che succede al Toro? Ci sono stati giocatori che hanno avuto parecchi problemi, Lucarelli, Fiore, Galante, che si sono poi ritrovati altrove. Qual è il problema?

Il Torino, non voglio dar la colpa a nessuno, deve sempre combattere con qualche media che, dovendo riempire pagine e pagine di notizie sui granata, crea sempre qualche problema negli spogliatoi, mettendo magari in difficoltà i giocatori tra la gente. A Livorno questo problema non c’è. Poi le difficoltà esistono dappertutto. Ci sono anche giocatori che si trovano meglio in realtà diverse, più piccole. A mio giudizio i troppi paragoni con il passato a volte possono pesare. Tutti i tifosi chiedono cuore e grinta, a Livorno è la prima cosa che mi hanno chiesto, meno donne e più calcio…

Ha mantenuto le promesse?

Mi sono comportato sempre come ho fatto a Genova, a Milano, così come a Torino. Ma se gioco ancora a buoni livelli vuol dire che ho saputo distinguere bene la vita professionale da quella privata.

Che ricordi le sono rimasti dei suoi cinque anni in granata?

Non so se sono rimasto nel cuore dei tifosi, ma sono felice di aver vissuto questa esperienza, anche perché il Toro ha sempre il suo fascino ed è una società prestigiosa. Poi ci sono annate belle e altre meno. Ho dato tutto veramente, sono andato via a testa alta perché credo di aver fatto anche buone cose. Penso al record in B a 73 punti, come non ricordare quel 3-3 memorabile nel derby, un risultato che resterà nella storia, poi è sempre esaltante mettere in difficoltà la Juve. Poi non è colpa mia se Ulivieri prima e Rossi dopo mi hanno spedito in tribuna.

Il suo futuro sarà sempre al Livorno?

Sì, già a Natale ho raggiunto un accordo, Spinelli mi conosce bene, c’è di mezzo un buon rapporto umano, sa che ragazzo sono e quanto soprattutto amo il calcio. Cerco anche di dare dei consigli ai presidenti, vista la mia esperienza, li diedi anche a Cimminelli, ma non mi ascoltò molto. Comunque è un miracolo per il Livorno essere per il quarto anno consecutivo in serie A. Fiore resterà al Livorno?

Difficile, costa troppo, ha un ingaggio alto. Peccato perché è un giocatore che fa sempre la differenza, ma può contare ancora su palcoscenici importanti.

Ora che Nesta vuole lasciare la Nazionale si aspetta una chiamata da Donadoni, che oltretutto l’ha allenata al Livorno?

No, non penso più all’azzurro. Donadoni non m’ha chiamato nemmeno per un’amichevole che la Nazionale ha giocato a Livorno. Ho rinunciato anche ad una partita benefica che si giocherà lunedì a Napoli con la Nazionale cantanti!

Nei giorni scorsi si è parlato di Arrigoni al Toro, lo consiglierebbe?

Sì, è una gran persona così un ottimo tecnico, lui fu già al Toro quando poi avvenne il fallimento e il suo desiderio è sempre stato quello di poterci tornare. Io, insieme ad altri compagni, ho fatto di tutto per non farlo esonerare quest’anno al Livorno, perché conosco il suo valore. Lo consiglierei senza dubbio.

Sta seguendo il calciomercato?

No, ho staccato completamente, voglio godermi le vacanze e non pensare per un po’ al calcio.

C’è un suo corregionale interessante, tale Rickler, giovane difensore del Chievo, lo conosce?

No, ma l’ho visto giocare a Firenze e mi ha impressionato, anche se è ancora difficile dare un giudizio su di lui. Tutti sognano i grandi nomi, da Ronaldinho, Eto’o e così via, ma costano moltissimo e pochi club se li possono permettere.

Il Toro ha bisogno di gente giovane in squadra, anche se Brevi, 39 anni, se l’è cavata egregiamente?

Brevi ha fatto davvero bene e poi, sinceramente, c’è sempre bisogno di giocatori d’esperienza in una squadra.