Gambarotta: 'Il calcio è un gioco truccato'
Al Granata Day che si è tenuto sabato a Gavi è stato assegnato il riconoscimento Fotogramma Granata a Bruno Gambarotta, scrittore, giornalista conduttore radio e tv e notissimo cuore granata. Dopo la premiazione, nella quale ha regalato interventi ricchi di ironia che hanno strappato applausi e risate tra il pubblico presente (e chGae potete guardare sulla nostra WebTV), Gambarotta ha parlato di Toro al microfono di Federico Floris.
A Bruno Gambarotta è stato assegnato il premio Fotogramma Granata dell'anno 2008.
Sono molto orgoglioso, anche se di fatto quest'anno non ho visto nessuna partita; sono un tifoso granata, come si può vedere anche da quello che ho indosso, ma quest'anno per varie ragioni non ho potuto seguire le partite.
Abbiamo sentito che c'è anche un pizzico di scaramanzia in questo.
Sì, se riesco a non sentire il risultato della partita fino al lunedì mattina, allora il Torino ha vinto. Quindi la domenica sera cerco di non sentire tv, radio, non mi informo, non rispondo al telefono, perchè se qualcuno mi dice il risultato allora di solito abbiamo pareggiato o perso.
Quest'anno non l'ha saputo spesso il lunedì...
Già, quest'anno l'ho sempre saputo troppo presto, c'era sempre qualcuno che me lo diceva, è andata così. Alla fine ce l'abbiamo fatta, per fortuna. Però non è neanche giusto ridursi così... Mi han fatto socio onorario di una decina di club, e quello di cui ho la sciarpa al collo ha un nome perfetto, si chiama Tribolazione Granata, è il Club Gran Paradiso. Son contento di questo ma ci sono tifosi più meritevoli di me, Caselli, Gramellini, Chiambretti, Culicchia, son sempre alla partita.
Nella parola "tribolazione" c'è molto della fede granata.
Sì, una specie antropologica cui piace soffrire. Siamo fatti così, a me piace, molto.
Abbiamo rivisto i gol di Pulici e Graziani, un'emozione?
Altroché. Magari rivedere qualcosa di simile, è difficile, la divaricazione economica tra i club aumenta sempre più; bisognerebbe partire con uguali mezzi, invece... Io penso al Palio di Siena: i cavalli vengono sorteggiati. Lo sport significa uguali punti di partenza; ma se un Moratti tira fuori 1000 miliardi e tu no, questo non esiste più. E' un gioco truccato, se così si può dire, cui noi cerchiamo di sopravvivere. Ma è dura, perchè è un circolo vizioso, i soldi portano più giocatori forti che portano più soldi...
Quindi quali possono essere le speranze per il Toro dell'anno prossimo?
Non lo so. Qualcuno parlava di UEFA, ma mi sembra difficile. Staremo a vedere. L'importante intanto è restare in A, poi vedremo, la speranza non è mai morta.
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