Toro News Interviste Giacalone a TN: "Primavera? Da play-off. Al Memorial ho trovato un Cairo..."

Giacalone a TN: "Primavera? Da play-off. Al Memorial ho trovato un Cairo..."

Andrea Calderoni
Dal Torino di Baldini visto al Memorial Cairo alle parole del presidente granata: il volto di Sportitalia ci racconta le sue sensazioni

Chi segue il campionato Primavera non può non conoscere Giada Giacalone. Giornalista di Sportitalia, ormai da anni segue le vicende delle giovani leve italiane. A inizio agosto, come da tradizione, ha seguito da vicino il Memorial Cairo e ha potuto osservare le prime mosse della squadra granata allenata da Francesco Baldini. In esclusiva su Toro News Giacalone prova a introdurci nella stagione Primavera e ci dà una sua chiave di lettura sulle parole spese dal presidente Urbano Cairo proprio ai suoi microfoni qualche settimana fa.

Buongiorno Giada. Che stagione di Primavera si aspetta? Come la seguirete su Sportitalia? "Come prima cosa fammi dire finalmente si torna in campo. Come sempre il campionato Primavera ai nastri di partenza è imprevedibile, ogni anno il ricambio generazionale per limiti d’età porta con sé incognite che solo strada facendo danno riscontri oggettivi. Questo è anche il bello del campionato stesso perché può letteralmente succedere di tutto. Lo scorso anno, ad esempio, nessuno si sarebbe aspettato una stagione del genere dal Parma o dal Cesena e sono curiosa di capire chi sarà la squadra rivelazione quest’anno. Noi su Sportitalia saremo pronti come sempre a seguire tutte le gare in diretta, sul canale 60 e su PrimaveraTv, il canale dedicato interamente al campionato".

Che Torino ha visto al memorial Cairo? Dove secondo lei si può collocare? "Ho visto un grande Torino, non solo per la vittoria ai rigori contro l’Inter ma per la qualità del gioco mostrato e per il carattere. Baldini è un ottimo allenatore e sono contenta che i granata abbiano deciso di continuare con lui. Lo ricordo da giocatore e da allenatore ai tempi della Juventus Primavera, già a quel tempo avevo capito che a lavorare con i giovani è bravissimo. La squadra è stata costruita bene, il lavoro del responsabile del settore giovanile Ludergnani sta dando i suoi frutti nonostante lo scorso anno ci siano stati momenti non facili, ma con i ragazzi è così. Credo che quest’anno le aspettative siano molto diverse dalla passata stagione e per quanto visto, questo gruppo è da play-off".

Possiamo sfruttare un po' la sua profonda conoscenza del mondo Primavera per chiederle se ha ricordi o aneddoti sugli ultimi Toro vincenti, quelli di Longo e Coppitelli? "Se mi chiedi di Longo e Coppitelli non posso che parlarne bene, gli aneddoti sono mille perché oltre a essere stati vincenti sono due grandi professionisti e degli uomini eccezionali. Sul Torino di Longo come non ricordare quell’intervista che fece Simone Ededa che diventò virale nel 2016 per via del suo linguaggio diciamo così molto colorito. Ma era la grinta di un Torino che non ci stava a perdere mai. Delle stagioni di Coppitelli lasciami dire che si sviluppò un binomio perfetto con l’allora responsabile Massimo Bava. Ecco su quelle stagioni potrei scrivere un libro. Quasi tutte le gare casalinghe al Filadelfia le ho vissute a bordocampo, ricordo un Torino-Fiorentina di Coppa Italia con un certo Vlahovic in maglia viola e la tifoseria non particolarmente contenta. In campo finì di tutto, e tutta la panchina del Torino si preoccupò per me. Ecco fammi dire che, al di là degli aneddoti magari calcistici che più volte ho raccontato, quando si va a Torino hai la sensazione di entrare in una famiglia. Millico, Rauti, Adopo, Buongiorno, Kone, Gemello tutti giocatori che in quegli anni hanno fatto la differenza".

Un'ultima: ha intervistato il presidente Cairo al Memorial, come l'ha trovato? Ha la sensazione che possa essere davvero ai saluti? "Ho trovato un presidente sempre molto socievole e pronto a rispondere alle domande. Questa è una domanda al quale è impossibile dare una risposta senza aver paura di essere smentiti. Quando dice se lascio voglio che sia il mio miglior Torino, io gli credo. Non so però se realmente venderà la società perché tra il dirlo e il trovare acquirenti reali e intavolare una cessione del genere c’è molta differenza. Io capisco i tifosi, si chiedono perché negli ultimi due anni in Europa ci sono andati Bologna e Como e non loro. Il Torino ha una storia che non va dimenticata anche se poi bisogna vivere il presente. Auguro sicuramente ai tifosi di vivere un anno con qualche soddisfazione in più e me lo auguro per Abate che merita questa chance. Largo ai giovani in campo e in panchina".