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Esclusiva

Giannattasio (La Nazione): “Cairo? Una storia simile a quella dei Della Valle”

Federico De Milano

In esclusiva ai microfoni di Toro News il giornalista che segue da vicino la Fiorentina ci fornisce un suo punto di vista sul match di sabato

Sabato sera Fiorentina e Torino si affronteranno allo stadio Franchi di Firenze in una gara valida per la seconda giornata di Serie A. Come di consueto abbiamo fatto una chiacchierata con un giornalista che segue da vicino le vicende dell'altra squadra.

Abbiamo parlato stavolta con Andrea Giannattasio di Radio Bruno,FirenzeViola e La Nazione che ci ha introdotto la partita tra viola e granata da un punto di vista più vicino al mondo fiorentino.

Buongiorno Andrea, come sta la Fiorentina? Sarà un match interessante tra due squadre alla ricerca dei primi punti?

"La Fiorentina è una squadra ancora incompleta, ha preso solo ieri Torreira e adesso è vicina ad Odriozola del Real Madrid. Manca ancora un esterno offensivo, probabilmente titolare, si fanno i nomi di Orsolini e Berardi e poi manca un vice Vlahovic, quindi è un cantiere aperto. Contro la Roma non ha fatto una brutta partita, ha perso oltre i propri demeriti e tanti episodi con il Var hanno penalizzato la Fiorentina. Al di là della sconfitta è una squadra che sta bene ma che deve ancora trovare la fisionomia giusta perché mancano ancora dei giocatori. Torreira che è arrivato ieri non sarà certamente della partita".

Questa sconfitta con la Roma come è stata presa dalla squadra? Saprà reagire contro il Toro per la prima gara in casa?

"Chiaramente nessuna delle due squadre vorrà andare alla sosta con zero punti perché poi ci saranno 14 giorni che sarebbero pesanti e pieni di critiche. Anche se la Fiorentina dovesse pareggiare sarebbe un problema per l'ambiente perché poi la terza giornata i viola andranno a Bergamo contro l'Atalanta e quindi questo inizio di campionato non è semplice. La condizione fisica farà certamente la differenza ma quello che si è visto a Roma fa ben sperare i tifosi della Fiorentina. Non credo che psicologicamente la sconfitta si farà sentire perché anche Italiano ha fatto i complimenti al gruppo e ha visto tanto del lavoro svolto in estate e questo è un punto da cui ripartire".

Italiano è un allenatore molto giovane ma anche preparato per quel che si è visto allo Spezia, saprà far fare il salto di qualità alla Fiorentina?

"Sicuramente il mercato gli ha dato una mano, vedi gli arrivi di Torreira, Gonzalez e Odriozola uniti alle conferme di Milenkovic e Vlahovic. Lui è molto bravo e potrà regalare alla Fiorentina una stagione più tranquilla rispetto alle ultime. Credo che la Fiorentina possa ambire alla parte sinistra della classifica, magari insidiando l'ottavo posto ma non credo che abbia la forza di arrivare tra le prime sette".

Torino e Fiorentina hanno avuto tanti obiettivi in comune sul mercato: significa che avranno gli stessi obiettivi anche durante la stagione secondo te?

"Non saprei, penso che la Fiorentina abbia comprato dei nomi più pesanti rispetto al Torino però credo che, come la Fiorentina con Italiano, anche il Torino con Juric abbia un'arma in più. Il Verona nelle ultime due stagioni aveva una squadra tutto sommato modesta, ma lui è stato in grado di arrivare sempre nella parte sinistra della classifica, la marcia in più arriva sempre dall'allenatore in questi casi. Sinceramente credo che la Fiorentina sia nel complesso un po' più avanti del Torino, entrambe però sono due squadre che vorranno una rivincita dopo qualche anno di magra. Nella prima giornata Torino e Fiorentina sono tra le squadre che hanno impressionato di più, anche se hanno perso contro due grandi del campionato, e per questo sarà interessante vederle sabato sul campo".

Si tratta di una sfida anche tra due presidenti come Cairo e Commisso che hanno fatto mercati diversi. Il Torino ha speso poco mentre il patron viola ha investito parecchio, come è visto Commisso a Firenze dopo queste prime stagioni dal suo arrivo?

"Sicuramente quando è arrivato c'era più entusiasmo, nelle ultime due stagioni anche se gli stadi erano chiusi il malcontento si è fatto sentire. Commisso i soldi li ha messi e anche tanti, non solo sul mercato ma anche nel nuovo centro sportivo che costerà 80 milioni. Credo che con questo mercato sia stata dimostrata l'intenzione di voler dare una svolta dopo due anni amari. Per quanto riguarda Cairo, mi sembra una storia simile a quella dei Della Valle, dopo tanti anni di presidenza si crea malcontento e passare la mano è spesso il naturale epilogo. Non è mai semplice cambiare proprietà perché rischi un salto nel buio però spesso questo porta un po' di serenità".