Toro News Interviste ''Granata e amaranto, difficile scegliere''
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''Granata e amaranto, difficile scegliere''

Redazione Toro News
di Valentino Della Casa Reggina-Torino è una partita dai molti, moltissimi doppi ex. Amoruso, Di Michele, Diana, Ivan Franceschini sono tra gli ultimi di una lunghissima serie di persone che sono transitate sia in granata, sia in amaranto. Un ricordo sicuramente positivo è stato lasciato proprio dal difensore centrale, ora legatosi al Cesena. La squadra di Bisoli, tra l’altro,...

di Valentino Della Casa

Reggina-Torino è una partita dai molti, moltissimi doppi ex. Amoruso, Di Michele, Diana, Ivan Franceschini sono tra gli ultimi di una lunghissima serie di persone che sono transitate sia in granata, sia in amaranto. Un ricordo sicuramente positivo è stato lasciato proprio dal difensore centrale, ora legatosi al Cesena. La squadra di Bisoli, tra l’altro, ha nei suoi punti di forza proprio la difesa, e una parte del merito va sicuramente ad uno dei suoi interpreti più rappresentativi, proprio quel Franceschini, con il quale abbiamo intrapreso una piacevole chiacchierata.

Ciao Ivan. Reggina e Torino sono due squadre nelle quali hai militato per un lungo periodo, il legame più forte va a…?
Buon giorno a tutti. Dunque, per me è veramente molto difficile dire a quale sia rimasto più legato. A Reggio sono rimasto per ben 5 anni, a Torino 3 (anche se per un anno e mezzo praticamente non ho giocato). Domanda veramente difficile, alla quale non so dare risposta. A Torino ho comunque avuto un ricordo positivo: anche quando non giocavo sentivo il calore della gente. Certo, siamo retrocessi, e questa è una macchia che difficilmente riuscirò ad eliminare.

Almeno un pronostico, però, ce lo puoi fare…
Adesso io gioco per il Cesena. Quindi, professionalmente parlando, mi tocca sperare che il Toro faccia meno punti possibile, anche perché la nostra favola spero che continui fino alla fine del campionato. Non me ne vogliano i tifosi, ma siamo professionisti, e come tali dobbiamo ragionare.

La favola Cesena è accompagnata dal fatto che questo campionato sia equilibratissimo, e che ancora nessun gioco può essersi detto chiuso.
Verissimo, a parte la Salernitana, credo che sia un campionato di difficilissima interpretazione. Si capisce davvero poco: una volta trionfi in trasferta, e poi magari fai un flop in casa. Ma non penso che sia livellato verso il basso, perché giocatori forti ce ne sono, in realtà. Prendiamo proprio Torino e Reggina. Non essendo dentro le dinamiche dei rispettivi spogliatoi, per me è difficile dire cosa sia successo, però i giocatori tecnici non sono certo mancati, anzi. Comunque hanno ragione in molti a dire che sarà la continuità, a decretare chi veramente merita la promozione o la salvezza, e chi no.

Torniamo al Toro, nella tua esperienza hai avuto quattro allenatori (Zaccheroni, De Biasi, Novellino e Camolese). Con chi hai avuto i rapporti migliori?
Beh, credo che la risposta venga da sé. A Camolese devo praticamente gran parte del mio rilancio, lui che mi ha tirato fuori da una bruttissima situazione. Con Zac, che reputo un ottimo allenatore, ho avuto sempre dei rapporti umani fantastici. Ti sentivi comunque tenuto in considerazione. Francamente mi ha un po’ stupito il rapporto di De Biasi: fu lui a volermi a Torino, ma poi quando tornò non mi prese mai in considerazione. Così come anche Novellino, non hai mai veramente pensato di impiegarmi.

Fra qualche giornata, però, tornerai con il Cesena all’Olimpico. Che effetto farà?
Intanto speriamo di arrivare per quell’incontro con un buono stato di forma, così da poter affrontare questa temibile squadra nel migliore dei modi. Adesso siamo lanciati al secondo posto, cerchiamo, vivendo alla giornata, di confermare quanto di buono fatto fin’ora. Circa il mio ritorno, mi farà sicuramente moltissimo piacere, anche perché reputo l’Olimpico un bellissimo stadio. Se sarò emozionato? Lo ammetto, un pochino, probabilmente, sì.

(Foto: M. Dreosti)