Toro News Interviste ''Il Toro ha dimostrato di avere un grande gruppo''
Interviste

''Il Toro ha dimostrato di avere un grande gruppo''

Roberto Maccario
Mille battaglie, trofei importanti e momenti indimenticabili: Napoli e Toro non sono due squadre come le altre per Luca Fusi, capitano del Torino con cui vinse la Coppa Italia 1993 e protagonista con la maglia azzurra delle vittorie in Coppa Uefa...

Mille battaglie, trofei importanti e momenti indimenticabili: Napoli e Toro non sono due squadre come le altre per Luca Fusi, capitano del Torino con cui vinse la Coppa Italia 1993 e protagonista con la maglia azzurra delle vittorie in Coppa Uefa nel 1989 e in campionato nel 1990. E’ lui il nostro doppio ex per il big match di domani pomeriggio.

Buongiorno Luca: quella di domani non sarà per lei una gara come le altre, vero ?

E’ vero: con entrambe le squadre ho vissuto momenti bellissimi e ho uno splendido ricordo dei due anni vissuti a Napoli e soprattutto dei quattro con la maglia del Torino.

Se dovesse scegliere il momento più bello della sua carriera in granata direbbe il goal contro il Real Madrid nella semifinale Uefa del 1992 o la Coppa Italia conquistata l’anno successivo?

Nessuno dei due: quelli sono stati momenti fantastici dal punto di vista sportivo ma se penso al Toro mi viene in mente l’onore che ho avuto salendo a Superga da capitano e leggendo i nomi dei caduti sulla lapide, un’esperienza che in pochi possono dire di aver vissuto. Si tratta di qualcosa di estremamente coinvolgente, che ti rimane dentro per sempre e che non ti scordi più.

Per quanto riguarda il Napoli invece cosa ci racconta?

Furono due stagioni molto positive, con la vittoria dello scudetto ma soprattutto della Coppa Uefa, un traguardo storico in quanto fu il primo successo della società: posso quindi dire di essere entrato nella storia di questo club.

Può fornirci un suo personalissimo ritratto di Diego Armando Maradona?

Chi come me ha giocato al suo fianco può solo parlarne bene: era un grande compagno e un grande trascinatore, capace di coinvolgere tutti in campo e fuori. Quando c’era qualche festa di compleanno, sua o dei suoi famigliari, invitava sempre tutti noi contribuendo a creare un gruppo molto compatto: Diego è sempre riuscito a farsi volere bene da tutti.

E’ vero che si fermava sempre a calciare le punizioni a fine allenamento?

Verissimo: punizioni, rigori e tanto altro, era sempre l’ultimo ad andare via.

Arrivando ad anni più attuali, come sta vedendo il Toro? Con la Lazio è arrivato un altro buon pareggio ma ora serve vincere e fare punti, anche contro un’avversaria temibile come il Napoli, non crede?

Sì, sarà un match complicato perché i partenopei vengono da un momento di flessione e vorranno riscattarsi. Per il Toro sarà una partita difficile ma bisogna provare a sfruttare il momento no della squadra di Mazzarri. D’altra parte i granata, anche a Roma, hanno dimostrato di avere un grande gruppo e di potersela giocare con tutti: sarà una battaglia.

Da ex schermo davanti alla difesa, come vede i due mediani granata, Brighi e Gazzi?

Nel primo anno in A è importante avere un centrocampo di quantità, con giocatori capaci di fare un grande lavoro di copertura e di interrompere le trame di gioco avversarie proteggendo anche la difesa. Nel Toro poi la loro importanza è doppia visti gli esterni molto offensivi utilizzati dal Mister.

Nell’attacco del Napoli ci sono tanti buoni giocatori ma, quando manca Cavani, diventa complicato buttarla dentro, non crede?

La fortuna degli allenatori è fatta anche dai giocatori e quindi è normale che quando te ne manca uno in grado di fare la differenza fai fatica. Credo che però questo piccolo appannamento napoletano non sia solo dovuto alla mancanza del “Matador” ma che sia una flessione fisiologica durante la stagione, da sfruttare per ripartire.

Che idea si è fatto relativamente alla polemica Europa League? Mazzarri fa bene a tenere a riposo i titolari per puntare al campionato?

Non credo che il Mister voglia tenere fuori i titolari per puntare allo scudetto ma semplicemente che voglia dare a tutti la possibilità di dimostrare il loro valore anche in una competizione internazionale. L’obiettivo di far ruotare la rosa è giusto, anche se è normale che chi gioca meno faccia più fatica ad abituarsi al ritmo partita.

Infine vuole fare un saluto speciale ai tifosi granata?

Li ringrazio ancora e li ringrazierò sempre per aver fatto parte della mia vita e per avermi dato tanto.

Roberto Maccario