Toro News Interviste ''Io ci credo, ne usciremo!''
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''Io ci credo, ne usciremo!''

Redazione Toro News
È un Gianluca Petrachi molto determinato, quello che interviene alla consueta trasmissione “Toro News” del Lunedì sera (ore 21.20) su Rete 7. Il DS granata analizza con il conduttore (e direttore di TN) Alessandro Salvatico e con tutti gli ospiti in studio il momento del Toro, traendo un piccolo bilancio dopo circa quattro mesi dall’insediamento di Franco Lerda sulla panchina granata.“E’...

È un Gianluca Petrachi molto determinato, quello che interviene alla consueta trasmissione “Toro News” del Lunedì sera (ore 21.20) su Rete 7. Il DS granata analizza con il conduttore (e direttore di TN) Alessandro Salvatico e con tutti gli ospiti in studio il momento del Toro, traendo un piccolo bilancio dopo circa quattro mesi dall’insediamento di Franco Lerda sulla panchina granata.

E’ inutile nasconderlo” esordisce il dirigente “il Toro non sta rendendo da Toro. Sono ancora convinto che abbiamo una squadra molto competitiva. Se dovessi tornare indietro, rifarei sicuramente tutte le scelte sul mercato, anche perché sono sicuro che questa sia una squadra di valore e con delle ottime potenzialità. Cosa non funziona? Sicuramente pecchiamo in continuità e di un pizzico di personalità. Io vedo il calcio in questa maniera: se un giocatore ci mette davvero tutto se stesso, ci mette tutta l’adrenalina necessaria, allora la squadra riesce a raggiungere l’obiettivo. La dimostrazione è a Giugno, dove siamo riusciti nell’impresa di centrare la finale dei Play Off con un gruppo costruito ex novo a Gennaio. Ora il Toro deve essere semplicemente più semplice e spartano. Non parlo solo a livello di modulo, io non mi permetto di mettere bocca circa le decisioni dell’allenatore. Sarà lui, e continuerà lui, a decidere chi schierare e in che modo. Io, insieme a Ferri e tutti gli altri componenti dello staff, faccio sentire la mia presenza con i giocatori, parlando, cercando di infondere quella grinta necessaria per tornare competitivi. Per questo ho optato per il ritiro, che non è assolutamente punitivo: servirà solo a migliorare l’intesa l’un l’altro”.

Sì è anche dibattuto circa il modulo adottato dall’allenatore, che non sembra esaltare appieno le caratteristiche della squadra, così Petrachi: “Quello che vi ho detto prima, l’ho detto anche al mister per quanto riguarda la mentalità. E lui ovviamente concorda con me. Sul modulo, ripeto, non voglio e non mi permetto di dire nulla: l’allenatore ha la completa autonomia in questione. Dite che ci sono giocatori che non stanno rendendo secondo il dovuto? Può darsi, ma io vorrei però fare un po’ da scudo per coloro che sono nel bersaglio della critica. Filipe, per esempio, è un calciatore straniero che sta palesando evidenti problemi di ambientamento. Non è il primo caso per chi viene in Italia, non sarà neanche l’ultimo. Con un po’ di tempo sono convinto che migliorerà. Sento anche molte critiche nei confronti di Stevanovic: è un ragazzo giovanissimo, classe ’91, bisogna assolutamente avere pazienza con lui! Le qualità non si possono discutere, se riuscirà a crescere con costanza, allora potrà essere molto utile alla causa, già ora. Ma lo ripeto, il problema non è nel modulo, o nei giocatori, piuttosto nell’atteggiamento. Non si può perdere a Cittadella come abbiamo fatto: quelli sono proprio punti regalati. Prendiamo come esempio Torino-Vicenza: negli ultimi dieci minuti i ragazzi erano così carichi che sono riusciti a trascinare il pubblico in una maniera incredibile. Addirittura io volevo scendere in campo. Torino è una piazza che ha bisogno di essere trascinata, per trascinare la squadra. Ma per farlo, i ragazzi devono scendere in campo con la giusta mentalità, e sono convinto che se ciò accadrà non avremo problemi a colmare il gap creatosi in queste ultime settimane”.

Abbiamo un centrocampo, attualmente criticatissimo, che vanta giocatori come De Vezze (che ha vinto tre campionati di B, non di dilettanti), De Feudis (che è stato tra i migliori a Cesena) e Obodo, sul quale è inutile soffermarsi. Poi abbiamo Scaglia, che l’anno scorso ha fatto vedere di che pasta è fatto; Lazarevic, il quale attualmente sta giocando benissimo. Abbiamo un gruppo molto competitivo, e continuerò a ripeterlo perché ne sono convinto. Panchina qualitativamente corta? Modello Atalanta? Io volevo solo ricordare una questione burocratica, che è spesso stata dimenticata. Nelle varie liste, una società può includere anche quattro giocatori bandiera (di qualsiasi età, ma con almeno tre anni – dai 14 ai 21 – trascorsi nelle giovanili, ndr). Il che vuol dire contare su un gruppo di quattro giocatori, maturi, in più. L’Atalanta questo ha potuto farlo. Noi no. E allora sono stato costretto a prendere tantissimi Under 21, di grande qualità a mio parere, ma comunque molto giovani, e quindi scommesse. Mi sono trovato a dover escludere in Serie B un giocatore come Saumel a causa di questo regolamento! Non è per cercare alibi, altrimenti non sarei neanche intervenuto in questa trasmissione, ma è un dato di fatto che bisogna tenere presente”.

E al momento della conclusione il DS ribadisce: “Ne sono convinto. Questa squadra potrà dare, e darà, sicuramente di più rispetto a quanto visto fin’ora. Se cambia l’atteggiamento, se chi deve mettere 100, metterà 110, allora veramente miglioreremo tutti, perché ciascuno di noi deve farsi un bell’esame di coscienza e avere la forza di ripartire”.

(Foto: M. Dreosti)