''La gara con il Toro? Sono sereno''
di Ivana Crocifisso
Gubbio-Toro non è solo la gara tra un neopromossa che sta faticando in questo campionato e la prima della classe. Gubbio-Toro è anche, ma non solo, la sfida tra Simone Benedetti e il granata. Se ancora fosse stato in piedi, il difensore, cresciuto proprio al Torino, sarebbe stato appellato come il 'ragazzo del Filadelfia'. Ma il significato è lo stesso, perché Benedetti, a metà tra Inter e Torino, ha passato la sua ancor breve carriera proprio in granata, prima di tentare l'avventura con la Primavera dell'Inter prima, e con il Gubbio poi.
Arriva il Torino, Simone. Quello che al momento è il tuo passato ma che potrebbe essere il tuo futuro.
Sì, ovviamente è una partita diversa da tutte le altre, questo non posso negarlo. Sto cercando di viverla il più serenamente possibile.
Non è la prima volta che incontri, da avversario, il Toro. È successo lo scorso anno con la Primavera, nelle fasi finali. Più emozione adesso o allora?
So che può sembrare strano, ma non sono assolutamente il tipo di persona che si fa prendere dall'emozione. Sono tranquillo, non sono teso. Sarà una partita particolare per me, questo sì, ma non sono in preda all'agitazione.
Conosci personalmente alcuni dei giocatori granata, e a Torino hai anche degli amici. Che effetto ti farà rivederli?
Uno strano effetto, conosco diversi giocatori, quelli del gruppo di Colantuono di due stagioni fa, l'anno in cui ho esordito in B. E poi ci sono Lys Gomis e Sergiu Suciu, due amici. Sono contento per loro, Sergiu ha trovato spazio, se lo merita.
Spazio che per te, molto giovane, non c'era quando Lerda è arrivato. Si è detto di tutto sulla tua partenza. Che lo avessi fatto per soldi, per gloria. Qual è la verità?
La verità è che al Torino, in Prima squadra intendo, avrei avuto poco spazio. Ero chiuso, ho deciso di fare un'esperienza diversa, lontano da casa, lontano dal nome di mio padre. Perché non è facile quando hai alle spalle un uomo che ha dato tanto al granata, e che continua a farlo. Non giocavo nel Toro perché sono suo figlio, ma se ne dicono tante, si è detta pure questa. Ho valutato bene tutto, e la scelta di andare a giocare all'Inter, seppur in Primavera, è quella che in quel momento ho ritenuto più opportuna per me. Non sono andato via per soldi.
Ventura sta lavorando bene con i più giovani. Ti sarebbe piaciuto allenarti con lui? Magari fai ancora in tempo il prossimo anno..
Lavorare con Ventura? Certo che mi piacerebbe. Il fatto che lui tenga così tanto in considerazione i più giovani gli fa onore. Si parla tanto dell'Inghilterra, dove i tecnici con coraggio buttano nella mischia i ragazzini, ma anche qui in casa nostra abbiamo degli ottimi esempi.
Presto per parlare di futuro, ma Torino è nei tuoi pensieri?
Sì, ovvio. A fine stagione se ne parlerà
Ma se segni esulti?
Devo ammettere che per un attimo mi è venuto in mente. Ma no, assolutamente, questo è ovvio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA