Toro News Interviste Lazio e Torino, contestazioni a confronto. Passaro a TN: "Vi racconto la protesta"

Lazio e Torino, contestazioni a confronto. Passaro a TN: "Vi racconto la protesta"

Davide Bonsignore
Tifosi biancocelesti in protesta: oltre 20 mila in marcia. Il racconto di chi l'ha vissuto in diretta

Cosa accomuna in questo momento Lazio e Torino? Due tifoserie che non hanno mai avuto gemellaggi, né grandi rapporti di amicizia. Due tifoserie, però, che in questo momento sono legate dalla contestazione nei confronti della propria presidenza: da una parte Claudio Lotito, dall'altra Urbano Cairo. Nella giornata di giovedì 2 luglio si è tenuta a Roma una manifestazione di grandissima portata da parte dei tifosi della Lazio, proprio per contestare il patron biancoceleste. Noi ci siamo fatti raccontare tutto nel dettaglio da Gabriele Passaro, giornalista e speaker di Radio Olympia, che ringraziamo per la disponibilità.

Cos'è successo giovedì 2 luglio? “C'è stata una manifestazione con partenza da Ponte Milvio alle 17.30. Poi si è diretta nel piazzale antistante allo Stadio Flaminio. Una passeggiata di due chilometri e mezzo dove questo fiume d'amore, perché a me viene da definirlo solo così, di oltre ventimila persone per la Lazio. Un fiume di contestazione per la gestione Lotito. La cosa che fa un po' riflettere e che lascia anche qualche spiraglio di speranza in più rispetto a qualche cambiamento che può arrivare è il fatto che per la prima volta, a differenza delle precedenti, ha messo la faccia anche qualche politico. Sul palco dell'evento c'è stato il governatore della regione Lazio, Francesco Rocca, che oltretutto fa parte della stessa corrente politica di Lotito. Si sono susseguiti saluti e videomessaggi di tanti ex calciatori della Lazio che hanno voluto mostrare vicinanza alla tifoseria”.

Un'unione di intenti in tutta la tifoseria

Una grande affluenza, di ogni tipologia? “Sì, ridurre questa contestazione ai gruppi organizzati, quindi alla base calda del tifo, è proprio riduttivo, appunto. Ho visto anziani, bambini, gente che non c’entra nulla con la Curva e che però ha voluto mostrare la vicinanza a questa idea di non volere più la presidenza di Lotito”.

La piazza biancoceleste sembra unita sotto questa idea. “Devo dire che la vittoria più grande di chi ha iniziato questa contestazione è stata proprio riuscire a riunire tutti i tifosi. Perché, al netto di tutto, i numeri delle presenze allo stadio nella scorsa stagione si attestavano in media intorno ai 7-8 mila. Però bisogna tenere conto che c'erano 30 mila abbonati, che avevano già pagato. Quindi vuol dire che un 90% ha partecipato alla protesta. A breve uscirà la nuova campagna abbonamenti ma si attendono numeri molto bassi. Non voglio fare stime, però se viene confermato quello che è successo l'anno scorso non ci saranno più di 5 mila abbonati”.

Alla manifestazione hanno partecipato tanti personaggi illustri… “La vicinanza da parte di alcuni ex calciatori o allenatori o comunque gente che ha vissuto la tifoseria della Lazio e l'amore dei tifosi verso la Lazio a me non sorprende. Però bisogna dire che loro hanno più che altro fatto dei saluti alla piazza, senza esporsi in maniera pesante. Invece Il presidente della regione ha usato il termine “ostaggi”. Per me fa tutta la differenza del mondo. Non certo per sminuire, però i saluti degli ex calciatori non spostano l’ago della bilancia. Il punto è cercare di spostare qualcosa”.

Alle radici della contestazione

Il movente della manifestazione è stato solo ed esclusivamente la contestazione? “Il motivo era la contestazione alla presidenza, dimostrare che i tifosi della Lazio non vogliono più questa presidenza. Però devo dire che nel presentare l'evento la tifoseria e i gruppi organizzati hanno usato dei termini che secondo me hanno invogliato anche qualcuno che era dubbioso. L’hanno annunciata come una festa, hanno chiesto di partecipare anche a chi l'anno prossimo entrerà allo stadio. A livello di comunicazione sono stati molto bravi, più della società, perché sono riusciti a coinvolgere anche chi per esempio va allo stadio, non vuole più Lotito ma va lo stesso”.

Qual è il movente, invece, che muove questa contestazione? “Nasce più di vent'anni fa. Ci sono svariati motivi per cui il tifoso della Lazio non vuole più Lotito. La motivazione principale è che Lotito non ha mai perso occasione per mancare di rispetto alla tifoseria, non ha mai perso occasione per puntare il dito quando succedeva qualcosa di sbagliato, non ha mai perso occasione per prendere distanze dalle persone che in teoria dovrebbe coccolare. Giovedì ero in collegamento con la radio, in diretta dalla piazza, e mi chiedevo ad alta voce rispetto a quello che vedevo come si possa non comprendere l'enorme potenzialità di questo fiume di persone e portarselo a proprio vantaggio. Mi sembra una cosa folle. 25 mila persone che a luglio col caldo vanno in piazza, e non c'è la partita… Come fai a rimanere sordo e cieco a tutto questo? E invece lui continua ad andare per la sua strada. Perché questa manifestazione porterà dei risultati? A livello reale, io devo dire di no. Secondo me non cambierà nulla, perché non è che da oggi Lotito cambierà completamente il modo di gestire la Lazio, oppure metterà dei soldi. No, lui continuerà a gestire la Lazio come ha sempre fatto, quindi con l'autosostentamento. Non cambierà mai nulla. Non cambieranno le sue idee verso i laziali. Questa manifestazione è stata un bellissimo, ennesimo, atto d'amore verso la Lazio. Però non credo che porterà dei risultati a breve. Non è che questo farà dire a Lotito “Vabbè, lo sai che c'è, la vendo!”. No, non credo sia così. E questa continua ad essere, secondo me, l'enorme differenza tra il mondo Lazio e il mondo Toro, dove c'è un presidente che ha aperto alla cessione. Qua l'apertura non c'è. Continua ad esserci la chiusura, il ribadire che non la venderò mai”.

Non solo contestazione: anche vittorie...

I tifosi del Torino spesso sottolineano, come differenza, la vittoria di tre Coppe Italia e tre Supercoppe da parte della Lazio. A livello sportivo questi 22 anni di Lotito sono effettivamente negativi? “No, secondo me no. Rispetto a quella che è la storia della Lazio, di 127 anni, questi 22 anni di gestione Lotito non possono essere etichettati come completamente negativi. C'è però da fare una fotografia oggi: la Lazio arriva da un sesto posto di Baroni, che poi è diventato settimo con la Fiorentina per scontri diretti, e la Lazio non è andata in Europa. In quel momento si accende la spia dell'allarme, perché senza gli introiti della competizione europea la Lazio nella stagione successiva ha un mercato bloccato perché mancano i soldi. Questo porta al ridimensionamento, alla vendita dei calciatori migliori, che porta nell'anno successivo ad arrivare noni con il mercato nuovamente bloccato. Adesso è stata cambiata la regola con il “saldo zero”, perché altrimenti anche in questa stagione la Lazio avrebbe avuto un mercato bloccato. E quindi il tifoso si fa delle domande: “Va bene tutto quello che hai fatto in passato, sei coppe, abbiamo festeggiato, tutto bene. Ma la prospettiva qual è?”. La prospettiva oggi è che se la Lazio non va in Europa ha meno guadagni, quindi investe meno. E va aggiunto anche il mancato incasso del botteghino. Abbiamo davanti un futuro spaventoso. E quindi questo mare d’amore che ha camminato per le vie di Roma vorrebbe pure far riflettere sulla prospettiva della Lazio. E la prospettiva non può che essere buia. Perché io non penso che Lotito domani metta 20 milioni per far sbloccare il mercato e poi altri soldi per farlo”.

Il tifoso era contro Lotito anche quando sono stati vinti dei trofei? “La contestazione c'è sempre stata. La contestazione non ha mai abbandonato la presidenza Lotito. C'è da dire che però, quando prima parlavo di unione di tutto il mondo laziale, ci sono stati periodi in cui la contestazione la portava avanti solo una parte della tifoseria, perché l'altra parte si aggrappava ai trofei vinti, ai dieci anni di fila in Europa. Invece i risultati di questi ultimi tre anni hanno fatto sì che si creasse quest’unione. Però la contestazione c'era già prima, per questa mancanza di rispetto di Lotito nei confronti dei tifosi”.

I tifosi della Lazio non contestano tanto per i risultati sportivi, quanto perché la Lazio merita di più a livello di rispetto. “Esatto. Poi è normale che se domani iniziasse la Serie A e Gattuso non so per quale motivo venisse baciato dalla fortuna e vincesse le prime dieci partite, e stiamo parlando di una cosa impossibile data la qualità della rosa, io credo che quei 5 mila che vanno allo stadio diventerebbero 10 mila. Questo è inevitabile. L'anno scorso, ed è qui dove poi io do colpe anche a Sarri, ha portato, invece, ad una Lazio inguardabile, a una Lazio che non otteneva risultati. E ha fatto sì che si desse ancora più forza e vapore a questo treno della contestazione”.

È stata la Lazio peggiore dall'arrivo di Lotito? “Non lo so, voglio vedere il calciomercato. La qualità è molto bassa. Lotito ha firmato la cessione di Provedel all'Inter, Romagnoli sta partendo… Se si continua in questa direzione, vendendo tutti i calciatori migliori – anzi, decenti, usando un termine più appropriato -, la prospettiva è quella di fare la Lazio meno forte della gestione di Lotito”.

L'errore di Lotito e uno sguardo sul futuro

Cosa dovrebbe fare adesso Lotito? “Questa è una domanda da un milione di dollari. Lotito qualche settimana fa ha scritto una lunghissima lettera al Messaggero cercando in qualche modo di tendere la mano ai tifosi. Ma credo che sia troppo tardi. Lotito non ha, secondo me, nessuna speranza di ricucire il rapporto con la tifoseria. L'unica cosa che può fare Lotito, perché negli anni l'ha fatta nei precedenti apici della contestazione, è fare una grande squadra, facendo un mercato molto forte. C'è però una differenza che non va sottovalutata: nei momenti in cui c’è riuscito, al suo fianco c'era una persona che capiva di calcio come Igli Tare. Adesso con Angelo Fabiani questa prospettiva non c'è. E il tifoso della Lazio non può neanche aspettarsi un moto d'orgoglio. Io non vedo via d’uscita. Nessuno può togliere la Lazio a Lotito, perché lui è il legittimo proprietario, però non vedo una prospettiva di riavvicinamento con la tifoseria. Ci vorrebbe un fenomeno come direttore sportivo, uno che ti va a ritrovare i Massimo Oddo, i Behrami, quei calciatori che arrivano dal Verona o dal Genoa e che però sono di prospettiva e che hanno un impatto positivo immediato. La Lazio negli anni in cui c'era la contestazione prese Kohler, prese Lichtsteiner. Purtroppo, questa possibilità non c'è più perché non ha a fianco una persona che ha questi guizzi come uno Zarate che arriva dal Qatar. Le prospettive sono prendere qualche calciatore in prestito e cedere i calciatori con l'ingaggio più alto, che spesso sono quelli più forti. Infatti, parte Provedel, parte Romagnoli. Però le alternative Quali sono? Quali saranno? Le prospettive non sono belle. Oltretutto arriva Gattuso, che a me personalmente non dispiace, ma il 90% dei tifosi della Lazio non lo apprezza. E io non posso biasimarlo perché Gattuso oggi porta con sé, sulle spalle, il fallimento dell'Italia. Quindi con quale prospettiva un tifoso della Lazio si avvicina a questa stagione?”.

Il tifoso della Lazio è nel giusto o è un ingrato a contestare nonostante vent’anni positivi di calcio? “Per quello che è il mio modo di vivere, gli auguri di morte non li faccio a nessuno. Quindi a me quando si fanno cori simili o verso la famiglia di Lotito, personalmente, prendo le distanze. Però che il tifoso della Lazio ne abbia le scatole piene di questo tipo di modo di gestire, non si può biasimare. E io non sono un estremista, sono uno di quelli che cercano di essere equilibrati. Però così è troppo. Perché poi, per esempio, l’anno in cui sono arrivati Cissé e Klose. La contestazione c’era. Eppure, lui ha comprato giocatori di quel calibro. Ma se tu mi compri Ratkov e Przyborek, come ti salvo? Come faccio a salvarti? Se vendi Provedel e inizi l'anno prossimo Con Motta e Mandas, e a me piacciono anche, non puoi non parlare di dimensionamento. Come faccio a dire che la protesta è sbagliata? C'è però da dire una cosa, che secondo me è molto importante e non va sottovalutata: i tifosi della Lazio non saranno presenti alle partite casalinghe, ma questo non vuol dire che abbandonano la Lazio. I tifosi della Lazio hanno fatto un comunicato dove danno il benvenuto e augurano buon lavoro al nuovo allenatore. I tifosi della Lazio andranno sempre in trasferta e staranno vicino alla squadra. Non è che l'assenza dallo stadio vuol dire essersi allontanati dalla squadra. E infatti tutte le trasferte saranno sold out”.

Un rapporto irrecuperabile quindi… “Lui non ha mai capito come prendere i laziali. Mi lascia un dolore enorme. Perché questa storia sarebbe potuta andare diversamente. Lui ha avuto dei guizzi che pochi presidenti in Serie A hanno avuto. Però non è mai riuscito a portare dalla sua parte la gente. E questo è stato il suo più grande errore, che lo porterà a non essere mai ricordato come il presidente che ha alzato sei coppe, ma come il presidente meno amato della storia della Lazio”.