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Esclusiva

Luca Fusi a TN: “Juric e Mondonico si somigliano: sanno trascinare i tifosi”

Andrea Calderoni

Le parole in esclusiva a Toro News di una delle colonne portanti del Torino di Emiliano Mondonico nei primi anni Novanta

Luca Fusi ha ancora oggi un posto speciale nel cuore dei tifosi del Torino, in primo luogo per il suo attaccamento alla maglia, poi per le sue caratteristiche tecniche. Un giocatore tutto cuore che ha letteralmente fatto le fortune, con umiltà e in silenzio, del Torino di Emiliano Mondonico nei primi anni Novanta. In esclusiva su Toro News Fusi, ex anche del Napoli, ci parla di questo nuovo Torino in vista della trasferta di Napoli di domenica.

Buongiorno Luca, come giudica quest'avvio di stagione del Torino?

"Al di là dei risultati e dei punti in classifica, ho finalmente visto una squadra con una propria identità e una propria fisionomia. Ci sono sicuramente delle buone prospettive". 

Cosa l'ha sorpresa maggiormente di questo Torino?

"La capacità di adattarsi in breve tempo a quelle che potevano essere le idee del nuovo allenatore. La squadra ha saputo regalare partite molto valide, ripeto al di là di quelli che poi sono stati i risultati". 

Era meglio giocare immediatamente dopo il Derby oppure aver mandato alcuni giocatori qua e là in Nazionale e aver avuto due settimane senza gare ufficiali può giovare?

"Il mister chiede molto dal punto di vista fisico alla squadra e ogni tanto una pausa può fare bene. Credo che il Derby richiede il doppio delle energie rispetto alle altre partite. Aver avuto un attimo di sosta può darsi che sia la cosa migliore". 

Ivan Juric, per caratteristiche caratteriali, può essere paragonato al suo indimenticato tecnico ai tempi del Torino Emiliano Mondonico?

"Caratterialmente si somigliano perchè sono persone che chiedono molto e partecipano parecchio alla partita. Inoltre, Juric sa trascinare i tifosi dalla parte sua e della squadra, come sapeva fare il compianto Mondonico. Questo non è un aspetto secondario. Sono molto simili da questo punto di vista. E' chiaro che Emiliano ha un posto indelebile nella storia del Torino, cosa che non si può ancora dire di Ivan. Comunque, penso che Juric sia partito con il piede giusto magari non per ripetere quei fasti in termini di risultati, ma quanto meno per cercare di far tornare quel tipo di sensazione ai tifosi, quella di potersi riconoscere nella squadra". 

Cosa pensa dei toni duri utilizzati in diverse circostanze dal tecnico croato?

"Penso che lui sa dove vuole arrivare, sa cosa vuole dalla società e sa cosa vuole dalla squadra. Da questo punto di vista ha ricevuto delle risposte e questo è il primo segnale importante. Tutto quello che uscirà dalla sua bocca dovrà far riflettere chi di dovere". 

Caso Belotti. Potrà incidere nella testa del "Gallo" la questione rinnovo?

"E' logico che la speranza di tutti è che situazioni del genere non vadano a incidere sul gruppo squadra e sul giocatore stesso. Speriamo che si possa arrivare al più presto alla soluzione del problema e speriamo che sia la soluzione migliore per tutti. Sarebbe importante chiudere il capitolo in fretta per non lasciare strascichi nell'ambiente". 

Da ex giocatore del Torino come sta vivendo questa vicenda legata al capitano granata?

"Spiace molto. Fa sempre dispiacere vedere andar via giocatori che hanno dato tutto per questa gloriosa maglia. Se Belotti in questo momento non si sente più soddisfatto di vestire la maglia, è logico che cambiano un po' le cose ed è giusto che prenda un'altra strada. Ma se in Belotti c'è ancora uno spirito granata bisognerebbe veramente fare di tutto per cercare di tenerlo ancora legato al Toro". 

Primi giudizi su Tommaso Pobega?

"Si è inserito molto bene e che sta dando un apporto significativo alla squadra. Penso che questa sia la cosa più importante per il momento". 

E su Rolando Mandragora?

"Era già entrato bene nel pianeta Toro nella passata stagione. Quest'anno sta continuando a dimostrare di essere un giocatore di buon livello. Speriamo che la sua crescita personale possa continuare sia per il Torino sia per lui che può raggiungere la Nazionale. Per il Torino Mandragora è un vero valore aggiunto". 

Quale può essere realisticamente l'obiettivo del Torino?

"Secondo me, può stare in scia alle squadre che lottano per l'Europa League e la Conference League. Magari potrebbe approfittare di un'annata sbagliata da parte di una di quelle formazioni per tornare in qualche competizione europea. Per quello che è l'ambiente e per quello che sono i tifosi, il Torino merita il ritorno in Europa".