Toro News Interviste Plantanida e Barell, parlano del tecnico De Biasi
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Plantanida e Barell, parlano del tecnico De Biasi

Redazione Toro News
MACUGNAGA (Verbania) - Sono gli uomini che hanno organizzato il ritiro del Toro e vigilato affinché tutto procedesse per il meglio a Macugnaga. Non sappiamo cosa ne pensino Ienca e compagni (se non che Cioffi ha gradito molto la cucina e detto da un fiorentino qualcosa vorrà pur dire) però è innegabile che la mole di lavoro svolta è stata preziosa e grande quanto la passione che Flavio Barell e Franco Plantanida mettono...

MACUGNAGA (Verbania) - Sono gli uomini che hanno organizzato il ritiro del Toro e vigilato affinché tutto procedesse per il meglio a Macugnaga. Non sappiamo cosa ne pensino Ienca e compagni (se non che Cioffi ha gradito molto la cucina e detto da un fiorentino qualcosa vorrà pur dire) però è innegabile che la mole di lavoro svolta è stata preziosa e grande quanto la passione che Flavio Barell e Franco Plantanida mettono da anni nella gestione dei ritiri delle squadre più diverse che arrivano a Macugnaga per la preparazione estiva. Tutti a lavorare dal mattino alla sera senza chiedere nulla in cambio se non la promessa di un ritorno.
Plantanida, che ritiro è stato questo?
Non è stato facile partire, perché l’abbiamo saputo il 17 di giugno dalla Regione. La mia vita è in cucina (è titolare del ristorante Taverna del Rosa, di fronte agli impianti), ma quando viene qualche squadra da queste parti il lavoro si raddoppia. Però ne è valsa la pena. E’ così da 20 anni.
Di allenatori ne ha visti tanti in questi 4 anni che il Toro viene qui, com’è De Biasi lontano dai riflettori ?
Per quel poco che l’ho visto e conosciuto in questi giorni mi sembra una persona molto attenta alle regole e al buon senso. Mi ha detto così che era soddisfatto, speriamo. Mi è piaciuto molto un giorno che mi ha detto, a proposito dei tifosi: “mi preoccuperei di più se non ci considerassero” per fugare i miei dubbi su un problema che avevamo avuto. Come il segretario generale Ienca che ho visto sia sul lavoro che a luci spente: sotto la scorza del manager duro e inflessibile c’è una persona squisita.
Ha conosciuto il Presidente Cairo ?
Sì, lunedì. Quando è arrivato io e Ienca siamo rimasti stupiti. Lo aspettavamo fuori dall’albergo, ma quando abbiamo visto la macchina sembrava un missile: guidava lui, l’autista era seduto di fianco. E poi ha voluto venire su a piedi dal campo con De Biasi. L’ho trovato molto alla mano e diretto. Una persona notevole.

Cosa vuol dire che “ritira i bocia dall’87” ?
Che è da quell’anno che curo i ritiri delle squadre professionistiche di calcio e non solo. Il primo a venire qui è stato Sergio Vatta con la Primavera del Toro dall’87 al ‘91. Qui, in questo ristorante, è avvenuto il passaggio di consegne fra Rampanti e Vatta quando quest’ultimo è diventato allenatore delle nazionali giovanili. A quel punto sono arrivate a Macugnaga per i ritiri le nazionali under 16-17 e 18 con giovani promesse che si chiamavano Buffon, Totti e Del Piero, Vieri, Galante, Dal Canto e Sottil e che all’epoca erano sconosciuti e Mario Vladovic, oggi segretario generale della Figc.
Quindi il traino è stato Vatta…
Si, è stato un traino vincente. Basta pensare che sono poi venute la Sampdoria primavera, la Polonia con la banda del Paese che suonava l’inno polacco a ragazzi così poveri che non avevano i calzoni uno uguale all’altro tanto erano poveri.
Cosa ricorda dei giovani campioni?
Vieri, per andare a farsi una birra, era sceso giù dalla canala, il tubo di scarico dell’acqua, rovinandola tutta. Del Piero era puntuale, timido e semplice, amava giocare a carte con il mio aiuto cuoco mentre gli altri uscivano. Buffon e Totti invece erano più casinisti, in senso buono ovviamente. Ricordo che con Vatta andavamo a prenderli in giro per il paese quando scattava il copri-fuoco e loro non arrivavano. All’epoca non c’erano ancora i cellulari, se volevi trovarne qualcuno bastava cercare una cabina telefonica.
Che tipo era Vatta ?
Uno capace di espellere dal campo De Cresce o Zago per una bestemmia o di sostituirti se sbagliavi tre stop di fila, attento prima alla formazione dell’uomo e poi del calciatore.
Lei è del Toro ?
C’è chi dice che sia della Juve, chi del Milan. In realtà a me il calcio piace a prescindere dalle squadre. Questa di portarle qui in ritiro è stata una scommessa vinta ma fatta da soli 20 anni fa quando non avevamo niente. Non c’era il campo, che è nato così com’è perché Flavio Barell l’ha tagliato mille volte. Abbiamo fatto debiti, sacrifici, fiumi di riunioni con il sindaco, la Provinca e la Regione e oggi tutto sommato Macugnaga ha avuto un po’ di visibilità. E adesso la festa è doppia quando mi capita di incontrare tanti calciatori, come Jimmy Fontana che dopo 4 anni qui è di casa, o Gasperini della Juve che ha insistito per farmi andare a vedere Torino-Crotone dopo che ci eravamo incontrati per caso in albergo a Torino. Il calcio è bello per questo.
E l’anno prossimo ?
Spero che il Toro torni. Ci stiamo dando da fare per questo e per fare in modo che ci sia una sala stampa adeguata e migliore e per migliorare tante piccole cose.