''Possiamo far male alla Juve: se si passa in vantaggio è fatta''
L’Associazione Torino Club ‘I Civich’ è stata fondata il 30 gennaio 2006 su iniziativa di un gruppo di Vigili Urbani di provata fede granata. Abbiamo contattato il suo Presidente, Daniele Sgavetti, per parlare un po’ di Toro. E, ovviamente, di derby.
Daniele, iniziamo dalla Fiorentina: un bel pari, un ottimo Toro, ma un po’ di amarezza per due punti persi?
''A mio parere non sono due punti persi: sulla carta tutti avrebbero firmato per un pareggio con i viola. Certo, a loro mancavano dei pezzi pregiati come Jovetic e spiace che non siamo riusciti ad approfittarne fino in fondo. E poi, ovviamente, passando due volte in vantaggio brucia non averla vinta. Ma, in fin dei conti, mi sembra si tratti di un pareggio giusto: loro hanno tenuto tantissimo palla. Purtroppo noi abbiamo grosse lacune in attacco, e questo s’è visto già molte volte, non solo con la Fiorentina.''
Ci fa un primo bilancio di questa stagione dei granata? Il Toro viaggia sopra o sotto le aspettative?
''Direi che si tratta di un campionato complessivamente molto equilibrato. Purtroppo con i pareggi non si va molto lontano: se pareggi 38 volte, anche se non perdi mai, finisci in Serie B. Ripeto: ci manca qualcosa in attacco, a gennaio bisognerà assolutamente intervenire. Meggiorini, ad esempio, per me non è un giocatore da Serie A e non è adatto al gioco di Ventura. L’ideale sarebbe stato acquistare un giocatore che il tecnico davvero voleva, come Barreto. Ma un Barreto a posto fisicamente, sia chiaro. Anche Bianchi non sta brillando. E’ vero che si gioca poco per lui, non gli si danno palloni giocabili come li vorrebbe lui, ma questo è il gioco del Mister: servono due attaccanti molto mobili, che corrono, fanno movimento.''
E un regista a gennaio non servirebbe?
''Difficile oggi trovare un regista che faccia anche l’incontrista: nel gioco di Ventura ci sono due centrocampisti che devono avere polmoni grandi così, correre avanti e indietro, contrastare, portare avanti il pallone. La lacuna più urgente è un attaccante da dieci gol. E’ molto più importante che un regista, di cui il tecnico può fare anche a meno: Gazzi, Basha e Brighi sono per me ottimi giocatori e sono sostanzialmente ciò che serve al centrocampo del tecnico.''
Dato che si dimostra così attento ai problemi dell’attacco, inevitabile una domanda su Sansone e sul suo scarso impiego, malgrado le buone prestazioni.
''Questo, in effetti, non si riesce proprio a capire. E’ anche vero che bisogna conoscere l’ambiente e la situazione fisica di ogni giocatore: cosa che il Mister, com’è ovvio, può fare meglio di noi. Sansone non ha esperienza in Serie A, gli sono stati concessi minuti e direi che ha sempre fatto piuttosto bene. Personalmente lo farei giocare di più, ma magari non è in forma perfetta: questo lo sa Ventura. Poi c’è da dire che abbiamo diversi attaccanti con un piede solo: Sansone è mancino, Meggiorini pure. Ma oggi per essere un campione devi essere completo. Anche Sgrigna, poi, è all’esordio in Serie A e si vede: è una categoria completamente diversa e lui lo sta patendo.
Dovremmo puntare di più su quegli attaccanti giovani da scovare in giro per il mondo: non so quanto la società sia organizzata su questo fronte, con degli osservatori attenti a talenti emergenti in Sudamerica o in Africa. Ma mi pare un punto fondamentale da cui partire per trovare grandi attaccanti spendendo poco.
Poi c’è la situazione ambigua con Bianchi...''
Cosa ne pensa?
''Non si capisce perchè non si sia stati chiari col giocatore fin da subito: se non interessava andava ceduto per tempo. Ora tutti lo aspettano svincolato: lo abbiamo tenuto tanti anni e ora lo vediamo andar via gratis. Perché direi che è chiaro che la società non abbia alcuna intenzione di rinnovargli il contratto, altrimenti ne avrebbero già parlato. E ormai siamo a dicembre: a gennaio lui e il suo fratello procuratore possono mettersi d’accordo con chi vogliono.''
Settimana calda: come vede questo derby?
''Innanzitutto spero che mercoledì a Siena giochi praticamente la Primavera: non dobbiamo andare incontro al rischio infortuni di nessun genere. Il derby è il derby! Manca da tanti anni e adesso siamo anche in un momento in cui giochiamo a calcio davvero, grazie all’impronta che Ventura è riuscito a dare a questa squadra. Possiamo far male: se passiamo in vantaggio noi, il derby è vinto. Davvero: sono molto fiducioso, mai come quest’anno. Perché c’è finalmente un gioco anche grazie a due esterni che fanno la differenza. Santana è davvero un fuoriclasse: tiene palla, la sa difendere. Lo stesso si può dire di Cerci.
Ma l’importante, l’ho detto, è passare in vantaggio per primi. Va bene tutto: un gol di mano, un rigore fischiato due metri fuori dall’area. Con la Juve va tutto bene: il rigore dato al Milan l’altra sera è ancora troppo poco!
Ma sul piano del gioco non ho paura: l’allenatore ha insegnato a questi ragazzi a muoversi in campo, potendo anche lavorare con dei giocatori che ha voluto lui. Manca solo la punta: se avessimo quella punta di peso saremmo al sesto posto.''
Infine, qual è il rapporto tra il suo Club e il Torino FC? Ci sono forme di collaborazione significative da parte della società o no?
''Noi siamo un Torino Club un po’ particolare: dedichiamo davvero a questa associazione la nostra attività quotidiana. Siamo sempre stati a disposizione per qualsiasi cosa, abbiamo dato vita a molte iniziative e manifestazioni invitando la società e pubblicizzandole anche attraverso la società stessa. Più volte abbiamo organizzato serate nel nostro Circolo Dipendenti Comunali e con la nostra madrina, la Signora Maroso. I rapporti con la società sono sempre stati di buona collaborazione, anche se mai eccessivamente ‘attaccati’.
Cerchiamo comunque sempre di renderci utili anche con i giocatori nuovi, aiutandoli anche a muoversi per la città. Potrà sembrare banale, ma abbiamo, ad esempio, più di una volta dato informazioni sulla ZTL di Torino: e dopo una cinquantina di multe per chi non sapeva come funzionava, fidatevi che è un buon servizio!''
Fulvio Vallana (Twitter @FulvioVallana)
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