Toro News Interviste Russi (M5S) a TN: "Cairo, Sindaco: ora bisogna passare alle decisioni"

Russi (M5S) a TN: "Cairo, Sindaco: ora bisogna passare alle decisioni"

Davide Bonsignore
A Toro News in esclusiva le parole del Capogruppo del MoVimento5stelle a Torino: "La soluzione migliore è quella che mette d'accordo tutti: tifosi, società e città"

“Io in consiglio comunale seguo da tempo la questione dello stadio, ho presentato diverse interpellanze, sia sulla concessione sia sulle spese di manutenzione. È uno degli impianti sportivi più importanti della nostra città, è un patrimonio pubblico. E soprattutto è lo stadio in cui gioca il Toro". In esclusiva ai microfoni di Toro News ha approfondito il tema caldo Andrea Russi, Capogruppo del MoVimento5stelle a Torino: “Credo che sia giusto che il consiglio comunale venga coinvolto nelle decisioni sul futuro. Il tema è che oggi siamo a pochi mesi della scadenza della concessione e ancora dobbiamo conoscere una proposta completa per il futuro dello stadio. È vero che in questi anni sono stati fatti alcuni passaggi importanti: sono venute meno le ipoteche, il comune ha commissionato la perizia, il Toro ha manifestato interesse per il progetto di partenariato… Però ora serve capire come questi passaggi poi si traducano in una soluzione concreta”.

Tanti passaggi che hanno bisogno ormai da qualche mese di trovare una concretezza, un punto d'accordo finale. Cosa sta mancando? “Io ho visto che il sindaco ha dato un ultimatum al presidente Cairo. Comprendo l'esigenza del sindaco di fissare i tempi in questo momento, nel senso che il comune ha sicuramente delle responsabilità precise nella gestione del patrimonio e deve programmare il futuro dell'impianto, però allo stesso tempo io credo che sarebbe stato utile arrivare prima a una definizione del percorso. Già all'inizio dell'anno l'amministrazione parlava della necessità di trovare una soluzione entro l'estate. Siamo quasi a inizio novembre e ancora siamo in attesa del progetto. A me interessa soprattutto che i prossimi due mesi vengano usati per fare dei passi concreti. Forse è mancato questo: i tempi sicuramente si sono allungati rispetto alle prospettive degli scorsi mesi, questo è un dato, però va anche riconosciuto che liberare lo stadio delle ipoteche ha aperto delle possibilità che prima erano sicuramente più difficili da percorrere. Ora però bisogna passare dalle possibilità alle decisioni”.

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Ritiene che ci sia stata una negligenza dell'attuale amministrazione nel battere il tempo così tardi o quello che pesa tanto è il continuo procrastinare di Cairo? “Il Toro ha manifestato il proprio interesse ad aprile e ha annunciato un lavoro con il Politecnico. È un'iniziativa che può aprire delle prospettive importanti. Secondo me le responsabilità sono un po' di entrambe le parti, la città ha temporeggiato perché lasciare i tifosi senza uno stadio, senza delle prospettive quantomeno di svolgere la stagione in corso e anche la successiva, è impensabile. Quindi io credo che il comune le abbia tentate tutte, non mi sento di dare una responsabilità totale in questo caso all'amministrazione. Credo che le strade che ha tentato probabilmente siano quelle che avrei tentato anche io nel momento in cui fossi stato chiamato ad amministrare questa situazione. Ci sono delle responsabilità di entrambe le parti, in questo caso probabilmente più della società”.

Come ha visto la proposta di partenariato pubblico-privato? “L'ho guardata con interesse, è una soluzione che sicuramente può aprire delle prospettive importanti. Però bisogna poi vederla, bisogna valutare concretamente la possibilità. Io personalmente ho sempre guardato con molto interesse all'idea che il Toro possa avere uno stadio stabilmente legato alla società e alla propria storia. Poi trattandosi di un bene pubblico è ovvio che un'eventuale vendita dovrebbe avvenire a condizioni adeguate sulla base di una valutazione economica corretta, di un percorso trasparente. Con il project financing, che è ciò di cui si parla oggi, sicuramente cambia la formula giuridica e questo può avere delle conseguenze importanti. Con un partenariato lo stadio resterebbe di proprietà comunale, mentre la società avrebbe la possibilità di gestirlo e di investire sull'impianto per un periodo lungo. È una strada sicuramente da valutare. Quello che conta però poi sono i dettagli: conoscere la durata della concessione, gli investimenti, gli obblighi di manutenzione, il canone, le garanzie per il comune… Però la questione centrale per me continua a rimanere quella di trovare una soluzione che sia stabile, che sia sostenibile, che sia accettata da entrambe le parti, che possa mettere i tifosi del Toro nelle condizioni di avere delle certezze per il proprio futuro”.

Tra i vantaggi legati alla permanenza del Torino FC allo stadio Olimpico Grande Torino, da dove arriverebbe il valore aggiunto più importante? “La soluzione migliore è quella che mette d'accordo tutti: tifosi, società e città. Io in questo momento, seppur all'opposizione, sono un amministratore pubblico che guarda agli interessi della città. Poi da amministratore pubblico che fa politica guardo anche agli interessi di una grande parte della città, che è quella che tifa Toro. Quindi in realtà sono questi gli interessi principali: la soluzione che mette d'accordo tutti è quella migliore. Io credo che l'obiettivo sia quello di dare al Toro una prospettiva stabile. La proprietà sarebbe sicuramente una possibilità importante, però anche una concessione di lungo periodo, magari accompagnata da investimenti seri, potrebbe consentire alla società di programmare il futuro dell'impianto. Per scegliere tra queste soluzioni, prima bisogna vedere numeri e condizioni. Poi il valore dello stadio attualmente è stato stimato, la perizia non è ancora stata resa pubblica. Io capisco che una perizia possa contenere delle informazioni da tutelare durante una procedura di gara, però il consiglio comunale, di cui faccio parte, deve anche essere messo nelle condizioni di esercitare il proprio ruolo. Secondo me è importante sapere quali criteri guidano l'amministrazione, quali sono le garanzie previste per tutelare il patrimonio pubblico. Credo che queste siano le considerazioni che debbano essere fatte”.

Quanto sarebbe rischioso se lo stadio Olimpico Grande Torino dovesse andare a bando pubblico? “Secondo me rappresenterebbe un rischio molto elevato, sarebbe l'unica prospettiva che non dà delle certezze. Poi è ovvio che i criteri da definire devono essere il più trasparenti possibile. Quello che mi auguro è che il progetto annunciato dal Toro arrivi in tempo per essere esaminato seriamente, se esiste. Ripeto: se questo percorso dovesse interrompersi, l'amministrazione dovrà per forza individuare una soluzione che tuteli il patrimonio comunale e che garantisca la continuità dell'attività sportiva. Se mi sta chiedendo se esiste il rischio che il Toro si ritrovi senza uno stadio in cui giocare, io penso che la continuità delle partite resti un'esigenza enorme, fondamentale e che debba essere garantita. Poi il comune ha già chiarito che in presenza di alcune condizioni potrà essere valutata una prosecuzione temporanea mentre si conclude l'iter. Però penso anche che tutte le parti siano più che consapevoli dell'importanza di assicurare questa continuità, di questo ne sono convinto”.

È quello che chiedono i tifosi. “La cosa più importante ora è assicurare al mondo granata che il Toro potrà avere finalmente una casa stabile, con un impianto valorizzato, un impianto sicuro e capace di ospitare anche altre attività durante l'anno, se guardiamo con l'occhio dell'amministratore pubblico. Però che ci siano delle prospettive concrete e che il Toro possa anche programmare investimenti di lungo periodo. Abbiamo bisogno di conoscere il progetto e di arrivare a una decisione concreta anche in tempi rapidi”.

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