''Scommesse? Non riguarda solo il calcio''
di Alessandro Brunetti
Appese la scarpette al chiodo, Nicola Amoruso ricopre da settembre la carica di responsabile del settore giovanile della Reggina, società in cui ha vissuto le stagioni più belle della sua seconda parte di carriera.
Allora Amoruso, come si trova in questa nuova veste?
“Mi trovo bene, è quello che ho sempre voluto fare. Questa è la società a cui sono più legato e in cui conservo i ricordi migliori”.
Reggina che ha un’ossatura formata da giocatori provenienti dal settore giovanile. Come valuta il campionato della squadra di Breda?
“La Reggina è una società che punta tantissimo sul vivaio e i risultati ci stanno dando ragione. Stiamo disputando un buon campionato, la zona playoff è alla nostra portata e sono tanti gli elementi di prospettiva”.
Siamo quasi giunti al giro di boa. Squadra sorpresa e squadra delusione per Nicola Amoruso..
“Bè la Samp credo sia la delusione più grande. Spesso succede che le squadre che retrocedono dalla A incontrino difficoltà a trovare il passo. La sorpresa è il Sassuolo, anzi, ancora di più il Verona, gioca bene e fa punti”.
Passiamo al Toro. Riuscirà a mantenere i ritmi del girone d’andata ?
“Secondo me sì, il Toro è la squadra che ha dimostrato di avere qualcosa in più di tutte le contendenti. Soprattutto in termini di idea di gioco. Le cose sono cambiate sul serio, anche grazie a un mister come Ventura che ha saputo dare un cambio di mentalità e un’ottima organizzazione di gioco”.
Da attaccante, chi l’ha impressionata di più dell’attacco di Ventura?
“ Direi Stevanovic, forte fisicamente e tecnicamente”.
Nelle ultime giornate (se si esclude Pescara) il Toro ha avuto qualche problema ad andare in gol. Colpa degli avanti granata?
“Non credo sia un problema, visto che sono in tanti ad essere andati in gol”.
Passiamo al tema caldo di questi giorni. Che cosa ha pensato quando è ri-esploso il caso calcio scommesse?
“Guardi, sinceramente non ho mai fatto una scommessa in vita mia, però credo sia un problema generale, che coinvolge tutta la società, non solo il calcio. Hanno sdoganato ogni forma di scommessa online. Ci sono tante famiglie che sono state rovinate dal gioco”.
Secondo lei si tratta di un “gruppo di pochi sfigati” come ha dichiarato Zamparini, o il sistema è più radicato, soprattutto nelle categorie inferiori, come sostiene Lo Monaco?
“Non saprei, secondo me non è una questione di denaro, ma di gioco d’azzardo, di rischio. Il discorso economico arriva dopo, è in secondo piano”.
Lei ha giocato con Doni. Come si spiega che un giocatore della sua levatura e carriera, possa rimanere coinvolto in questa vicenda?
“Innanzitutto aspetterei a dare sentenze. Cristiano è un ragazzo serio, molto legato all’Atalanta. Dal lato umano mi dispiace un sacco, anche perché ha una bambina. Comunque ripeto, è un problema che coinvolge tutta la società. Una cosa, però, le società potrebbero farla e cioè fare prevenzione, chiamando esperti e studiosi a parlare della malattia del gioco d’azzardo”.
Simone Farina è più un eroe o uno che ha fatto solo il suo dovere? Sa che c’è chi lo propone per la Nazionale?
“Secondo me ha fatto un bellissimo gesto. Poteva semplicemente stare zitto e non esserne coinvolto. Invece ha avuto il coraggio di denunciare. Non è da tutti, bisogna fargli i complimenti. Beh, forse la Nazionale è un po’ esagerata come proposta”.
(foto M.Dreosti)
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