''Sento quella Coppa Italia come mia''
di Roberto Maccario - I festeggiamenti per la promozione in serie A di domenica scorsa hanno riportato alla mente dei tifosi granata l'ultimo trofeo vinto dal Toro, la Coppa Italia 1993 firmata Gian Mauro Borsano e Emiliano Mondonico. Noi abbiamo intervistato uno dei protagonisti di quel trionfo, Daniele Fortunato, in rete nella finale contro la Roma e doppio ex per Albinoleffe-Torino.
Buongiorno Daniele, il Toro torna in serie A: un successo meritato con una squadra che è stata in testa praticamente dall'inizio alla fine.
Anche se nel calcio non c'è mai nulla di scontato direi che è un risultato quasi inevitabile per l'organizzazione e la convinzione con cui il Torino si è imposto durante tutto l'arco del torneo.
Anche i tifosi, dopo tre anni di sofferenza, hanno potuto gioire: se lo meritano...
Tutti i tifosi del mondo meritano di festeggiare ma quelli granata sono speciali. Il Toro deve stare nella massima serie, per la piazza e per il blasone, spero che si riesca a dare stabilità e che finisca questo continuo e snervante saliscendi. Torino può avere due squadre nel calcio che conta e, avendo giocato anche nella Juve, posso dirvi che questa ha molti più sostenitori in giro per l'Italia ma meno in città: Torino è granata!
A proposito di festeggiamenti: al suo nome è legato l'ultimo successo granata, quello nella Coppa Italia del 1993. Ci descriva le emozioni di quel momento.
Credo che quella vittoria sia stata il punto più alto della mia carriera: ho conquistato anche una Coppa Italia e una Uefa con la Juve ma non è stata la stessa cosa. Con Mondonico ho vissuto quel torneo da protagonista con alcuni assist importanti e un goal nella finale contro la Roma, che abbiamo eliminato dopo aver superato Lazio e Juventus: insomma, sento quel trionfo come mio.
Ci parli ora della sua esperienza all'Albinoleffe.
Sono arrivato l'anno scorso come vice di Mondo e abbiamo ottenuto una salvezza risicata, ai play-out contro il Piacenza. Quest'anno invece mi hanno affidato la panchina: era una situazione molto difficile perchè il mercato non è stato praticamente fatto in quanto i giocatori in scadenza andati via sono stati rimpiazzati con i vari giovani che avevamo in prestito nelle serie minori. Tuttavia abbiamo disputato alcune partite gagliarde, come quella dell'Olimpico dove riuscimmo a fermare i granata sullo zero a zero e, dopo ventiquattro giornate, al momento del mio esonero, eravamo ad un punto dalla salvezza diretta. Poi forse la società ha pensato che si potesse fare meglio anche se io ho spiegato come più in là di così non si potesse andare e purtroppo i risultati mi hanno dato ragione.
Nonostante la retrocessione di quest'anno,il presidente Andreoletti ha lavorato bene, raggiungendo anche risultati impensabili come lo spareggio play-off del 2008 contro il Lecce...
E' vero, anche se ultimamente si è deciso di chiudere i cordoni della borsa e la situazione è peggiorata di anno in anno: prima salvezza all'ultima giornata, poi play-out e infine retrocessione. Sinceramente credo che quest'anno, con un pò di organizzazione in più, si potesse almeno arrivare alle ultime giornate con qualcosa ancora da giocarsi.
Infine una domanda di mercato: si parlava di un suo possibile ritorno sulla panchina dei seriani l'anno prossimo con Emiliano Mondonico come direttore tecnico, c'è del vero oppure no?
Assolutamente no, sono solo voci. Credo che la società continuerà con Alessio Pala, l'ex allenatore della Primavera, anche in Lega Pro. E' un tecnico molto preparato che sta lanciando diversi giovani interessanti; questi ragazzi proposti dall'Albino nelle ultime giornate hanno giocato sempre con grande impegno e grande coraggio, senza guardare al risultato ma con il desiderio di fare bella figura, riuscendo anche a fermare sul pari il Verona di Mandorlini.
Foto Campo
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