Sereni: 'Nessuno ha la storia del Toro'
di Alessandro Salvatico
Una chiacchierata con Matteo Sereni è un momento piacevole. Il numero 1 del Toro è numero 1 anche per i tifosi, come testimonia il sondaggio di fine stagione di TN in cui i lettori lo hanno acclamato miglior granata 2007-2008 con una sorta di plebiscito (circa il 60% dei voti). Il portierone è ora in Sardegna, a godersi le meritate vacanze; anche se, a quanto pare, non riposa poi molto, visto il tempo che dedica alla sua seconda (seconda?) passione, la pesca. Non accenniamo al discorso-Nazionale, ritenendolo argomento ormai svisceratissimo, visto che per mesi Sereni ha dovuto rispondere a domande su questo argomento. Per il resto, parliamo un po’ di tutto, del Toro passato e di quello futuro, ma sfioriamo soltanto argomenti tecnici, dialogando più che altro su tutto ciò che concerne gli aspetti umani delle situazioni: con Matteo è così, si finisce per parlare più di uomini che di calciatori.
Matteo Sereni, la comunità dei tifosi granata, tramite un sondaggio da oltre diecimila votanti, ti ha eletto miglior giocatore del Torino per il campionato appena concluso.
Grazie. Grazie per questo riconoscimento, mi fa molto piacere. Spero di potermi migliorare ancora.
Possiamo dire che questa è stata la tua miglior stagione?
No, non credo. Ho giocato come ho sempre fatto quando sono stato titolare. Al Piacenza, nel ’98, forse giocai perfino meglio, nell’Empoli feci un’altra bella stagione, alla Samp due grandissime annate, in Inghilterra per 4 mesi consecutivi fui giudicato il miglior giocatore, a Brescia pure fui giudicato il migliore… Ho giocato come so giocare. Anche alla Lazio, a parte qualche problema all’inizio, per quel poco che ho potuto ho fatto bene. Devo cercare di migliorarmi sempre, ma questo è quel che so dare. Forse sono sempre stato un po’ sottovalutato; ma non importa, chi mi conosce sa il mio valore. Ho preso tante batoste, proprio tante, e sono andato avanti perché per fortuna ho le spalle larghe. Mi sono conquistato tutto con delle belle batoste. Ma la soddisfazione è anche maggiore, nel conquistarsi le cose così, con la propria forza e basta. Non è per sbruffonaggine che dico questo; ricordo che quando arrivai dissi “il mio obiettivo è, a fine stagione, risultare uno dei primi 3 portieri del campionato”.
Probabilmente, di questo campionato, sei stato non solo tra i migliori, ma addirittura il primo.
Per rendimento forse sì, è possibile.
Probabilmente, non essendo mai stato molto “pubblicizzato”, come dicevi tu, finora chi ti aveva visto giocare ti apprezzava come meritavi, mentre altri non conoscevano appieno il tuo valore. Eppure, mai come quest’anno hai guadagnato in visibilità non solo presso la tua tifoseria, ma in assoluto.
Beh sì, ma la storia calcistica che ha il Torino, forse non ce l’ha nessun’altra al mondo. E’ una società conosciuta dovunque e per cui tutti nutrono rispetto, ed è più importante di altre che magari hanno vinto di più. E’ sempre osservata con un occhio di riguardo. Che poi si barcameni tra difficoltà e risultati altalenanti, è un altro discorso; ma per fortuna c’è una società e c’è un progetto, per cui si spera di arrivare ad ottenere risultati come quelli della Fiorentina, o come quelli che negli anni scorsi ha ottenuto l’Udinese, o la Sampdoria, squadre che han lavorato bene. Io ho la fortuna di essere arrivato qui.
Che i tifosi ti amino non te lo devo nemmeno dire.
Quel che mi han dato i tifosi… All’ultima giornata, mi han fatto venire non i brividi, di più, mi han fatto...rigirare la pelle. Mi han dato delle emozioni che mi porterò dentro per sempre, per sempre! Certe cose sono incancellabili, è un bagaglio che avrò con me e che non lascerò mai.
E in città, come ti sei trovato, e come si è trovata la tua famiglia? A parte i tifosi, con la gente, per strada.
Ma in città non è che trovi altro, a parte i tifosi… C’è solo il Toro in città, non è che incontri tanti personaggi “diversi”. E’ vero. E se proprio capita di trovare qualcuno dell’altra sponda, sono sempre stati gentili con me, mi han tributato rispetto e fatto i complimenti.
Come città, ci siamo trovati molto bene. E’ bellissima, non credevo così tanto.
Un po’ come Sereni: non è abbastanza pubblicizzata, ma chi la conosce la apprezza e la ama…
Mi dicono che sia un po’ cambiata dopo le Olimpiadi, io non lo posso sapere, ma va bene così. E’ una città dove si vive bene, è una grande città, non per nulla è stata la prima capitale d’Italia. Unisce i pregi della grande città con un modo di vivere che rimane comunque piacevole.
Tornando alla squadra, a quella che verrà, si parla molto di acquistare un attaccante. Oggi ad esempio circola con insistenza il nome di Cellini. L’hai visto giocare?
No, quest’anno la Serie B sono riuscito a guardarla molto poco. Ne ho sentito parlare, questo sì.
Capita mai che il Presidente chieda consiglio anche a voi giocatori, magari a quelli per i quali nutre più stima umana?
Devo dirti di no, per lo meno a me non succede. Non so se poi capita ad altri, magari sì nei casi in cui si parli di qualcuno con cui si sia giocato insieme in passato. I consigli li chiede ai dirigenti.
Immagino tu sia a conoscenza delle voci di mercato che sono uscite proprio oggi e che ti riguardano.
Guarda, io non voglio saperne niente. Ho appena iniziato la vacanza, non voglio proprio pensare a nulla. L’ho saputo perché me l’ha detto mia moglie, per telefono. Sono cose che da un lato possono fare piacere, lusingarti, e dall’altro possono darti fastidio. A Silvia ho detto “Pensaci tu”, e lei sa come fare con me: me l’ha accennato, quasi di sfuggita in mezzo ad una conversazione, e stop, sa che non voglio proprio sentirne parlare, adesso.
Una bella fortuna, farsi curare i proprii interessi dalla persona che ti conosce meglio di chiunque…
Mia moglie è la mia salvezza. Sì, lei sa cosa dirmi e anche cosa non dirmi, mi fa da scudo, io a lei mi affido totalmente. E’ la mia protettrice.
Stai comunque seguendo il calciomercato in generale?
Non tanto. Io navigo parecchio in internet, dove tra l’altro vi leggo sempre, anzi: in rete, sul Toro, leggo solo ToroNews; ma qui è difficile, la connessione è all’età della pietra, e allora ne approfitto per curare ancora di più la pesca.
Ti ci stai dedicando molto?
Tutto il tempo, praticamente. Mi alzo ogni giorno alle 5 per iniziare, e ci sto andando anche ora, tra poco esco (sono le 19:30, ndr). Una fatica… A volte proprio non ne ho voglia.
Non ne hai voglia? Ma…allora perché lo fai? E poi: vai a pesca anche a quest’ora?
Eh sì, devo fare una pescata notturna perché vado a prendere i calamari. Perché lo faccio? Perché è una malattia. Certo, è un piacere, ma è anche una vera malattia: spesso è faticosa, dopo ore che stai da solo in piedi su una barchettina quando scendi a terra poi ci vuole un po’ a riprendersi. L’unico difetto di Torino è che non ha il mare, per cui per tutto l’inverno rinuncio ad andare; ora sto dando sfogo.
E tuo figlio Simone, l’hai già contagiato, o non gli interessa?
Contagiato sì, eccome. Se per caso mi vede che sto uscendo per andare, vuole subito venire con me. E io lo porto, anche se magari a volte perdo mezza giornata di pesca per stargli dietro, anche perché spesso vado al largo a prendere pesci grossi e può essere anche pericoloso. Ma non posso dirgli di no.
In attesa di essere raggiunto da lui e da tua moglie, hai “staccato” del tutto. Non hai nemmeno sentito i compagni?
No. A parte Jimmy. Ma lui è un discorso a parte… Guai a chi me lo tocca, Jimmy: lui è una persona grandiosa, e noi abbiamo un rapporto che va al di là del lavoro e al di là di tutto, un rapporto come quelli di cui ne capitano pochi nella vita. Forse non tutti si rendono conto di quanto è importante uno come lui all’interno di una squadra e di uno spogliatoio. Lui fa bene a quelli che ha intorno, ci tiene su il morale, è unico. E mi ha aiutato tantissimo. Se il mio inserimento è stato facile e veloce, in gran parte è merito suo.
A proposito di portieri, mi dai il tuo giudizio da collega su Gomis?
Penso che andrà a farsi le ossa e a giocare un po’ da un’altra parte. Se migliora, specie mettendo la testa a posto, può diventare qualcuno. Tecnicamente ha delle doti notevoli, atleticamente poi è potentissimo, davvero un giorno potrebbe essere uno dei più forti. Se ascolta i miei consigli.
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