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Esclusiva

Sgrigna a TN: “Toro, a gennaio c’è margine per un paio di colpi di mercato”

Andrea Calderoni

In esclusiva su Toro News le parole dell’ex attaccante di Torino e Hellas Verona

Alessandro Sgrigna ha vissuto a Torino e Verona due promozioni dalla Serie B in due stagioni consecutive. La prima in granata nel 2012 con 7 reti nel torneo cadetto con Ventura in panchina. La seconda in gialloblù nel 2013, dopo essersi trasferito a gennaio proprio dalla Mole alla città di Romeo e Giulietta. Con il Torino ha collezionato 82 apparizioni, segnando 15 gol, mentre con l’Hellas meno di 20, siglando comunque 3 reti. In esclusiva su Toro News presenta i temi della sfida tra il Torino e l'Hellas di domenica 19 dicembre alle 18.

Buongiorno Alessandro, è stato giusto secondo lei forzare la mano con il turn over in Coppa Italia? Lo hanno fatto sia il Torino, sia il Verona, venendo eliminati. 

“La Coppa Italia non può che essere interpretata come un’opportunità per chi gioca meno. Si tratta di una competizione importante ma è una vetrina per chi gioca meno. È un’occasione per mettere nelle gambe minutaggio per farsi trovare pronti quando poi si è chiamati effettivamente in causa in altre circostanze”.

E quando si gioca poco risulta complicato farsi trovare pronti?

“Non è semplice, confermo. Però, nel Torino ci sono tanti giocatori importanti e da loro ci si aspetta che quando entrano in campo diano il massimo. In ogni caso, ora il Torino potrà guardare con maggior profitto al campionato, senza altre preoccupazioni di fondo. L’eliminazione può anche fare bene”.

A Genova Ivan Juric avrà ricavato indicazioni importanti?

“Juric avrà ricavato delle risposte anche in vista del mercato di gennaio. Tutte le partite ufficiali sono un test. Il tecnico avrà le idee chiare su chi può fare e chi non può fare al suo caso.

I primi sei mesi del croato a Torino l'hanno convinta?

“Il croato è un allenatore importante, che dà tutto. Sta facendo bene e a gennaio secondo me si può ritoccare qualcosa per migliorare ancor di più la rosa”.

Però, Juric insiste che il mercato si fa in estate, non in inverno...

“Il mercato di luglio e agosto è fondamentale per mettere le basi. Juric in tal senso ha ragione. Ma anche a gennaio c’è margine per inserire due o tre giocatori mirati, magari già conosciuti dal tecnico. Si tratta di un lavoro da svolgere di concerto tra società e guida tecnica. Si possono aggiungere qualità e motivazioni, anche a chi rimane, durante il mercato invernale. Non servono cinque o sei innesti, ma un paio di colpi mirati si possono effettuare”.

Juric ripenserà in queste ore agli anni al Verona?

“La prima volta che si affronta un'ex squadra si pensa sempre agli anni trascorsi. A Verona Juric ha lasciato il segno e credo che sia ricordato in modo molto positivo dai tifosi. Ha fatto cose grandi e penso che le replicherà a Torino. Il pensiero al passato, perciò, c’è ma poi una volta che inizia la partita si pensa sempre e soltanto al bene della propria squadra”.

E sull’Hellas che parere si è fatto?

“L’avvio è stato turbolento e non positivo. Ma con Tudor è cambiato diametralmente il rendimento. Va dato atto al tecnico di aver lavorato benissimo. Sarà un match aperto tra due squadre fisiche e tecniche. Sono due formazioni di buona classifica e per il Torino la gara in casa contro il Verona rappresenta un possibile trampolino di lancio”.

Che cosa hanno rappresentato Torino e Hellas nella sua carriera?

“Sono state tappe importantissime. A Torino ho vissuto due anni e mezzo intensi e belli che mi hanno fatto toccare la Serie A a 33 anni. Al Torino devo tanto: alla gente, a chi mi ha voluto bene, al presidente Cairo. A Verona ho vinto un altro campionato di B ed è stato un bel percorso, sebbene sia stato meno lungo. Entrambe le piazze mi hanno regalato emozioni indescrivibili”.