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Esclusiva

Stefan Schwoch a TN: “A Udine Juric può aver sbagliato qualche mossa”

Andrea Calderoni

L'ex di Torino e Venezia in esclusiva su Toro News torna sulla sconfitta di Udine dei granata, partita che ha commentato per Dazn

Domenica Stefan Schwoch ha curato il commento tecnico di Udinese-Torino per Dazn. Ha osservato da vicino i granata, incappati in una brutta serata. L’Udinese ha vinto nel finale contro la squadra di Ivan Juric, ma la prestazione dei granata non è stata convincente. In esclusiva su Toro News Schwoch commenta i 90 minuti della “Dacia Arena” e ci accompagna alla sfida tra due sue ex squadre: il Torino e il Venezia. Ricordiamo, infatti, che con i piemontesi ha ottenuto una promozione dalla B nella stagione 2000/2001 con Giancarlo Camolese in panchina.

Buongiorno Stefan, dalla cabina di commento come ha visto il Torino a Udine?

“Può starci un passo falso. A inizio 2022 poteva fare nove punti in tre gare. A Udine c’è stato un passo indietro. L’Udinese ha trovato le mosse giuste per mettere in difficoltà il Torino e il Torino non ha trovato le giuste alternative. I bianconeri hanno coperto le fasce, accettando la parità numerica di 5 contro 5 dietro. Cioffi è andato a prendere i centrali difensivi granata senza lasciarli spazio per impostare e per creare superiorità numerica in mezzo al campo. Zima di solito sale palla al piede e crea superiorità, mentre a Udine non è successo”.

Dunque, sono parecchi i meriti dell’Udinese.

“Sì, perché quando una squadra gioca male, c’è il merito dell’avversario. L’Udinese ha sfornato un’ottima prestazione. Se fosse finita 0 a 0, come tutti a un certo punto pensavano, l’Udinese avrebbe meritato il successo ai punti, proprio come negli incontri di pugilato. L’Udinese nell’arco dei novanta minuti ha fatto meglio del Torino”.

L’hanno sorpresa i soli due cambi effettuati dalla coppia Juric-Paro?

“Di solito Juric attinge molto dalla panchina. Avrà avuto i suoi validi motivi. La visione della gara dall’esterno è diversa rispetto che dalla panchina (ricordiamo che Juric era squalificato alla “Dacia Arena” ndr). Juric fino a oggi ha fatto non bene, benissimo. Una volta che può aver sbagliato qualche mossa non bisogna rimproverarlo. Gli allenatori vivono la partita intensamente e devono prendere decisioni nell’immediato. È un attimo commettere degli errori. Comunque, io archivierei Udinese-Torino come una gara storta che nel corso di un cammino di crescita ci può stare”.

Archiviato l’ultimo match: come giudica questo cammino granata?

“Il giudizio non può che essere positivo. Il Torino cerca di imporre la propria idea di gioco, mentre lo scorso anno il Torino subiva le idee avversarie. Con Juric i granata aggrediscono alto, vogliono sempre vincere e sono propositivi. Il Torino non piace soltanto a me, ma piace a tanti”.

Quanto possono incidere le assenze di Sasa Lukic e Rolando Mandragora contro il Venezia?

“Penso pesi di più l’assenza di Lukic perché si è dimostrato molto duttile. Mandragora verrà sostituito da Pobega, mentre Lukic può coprire più ruoli, proprio come a Udine. Il Torino, comunque, ha una rosa interessante e valida, non soltanto nei titolari ma anche nei sostituti. La cosa importante è che Juric in questi mesi è riuscito a trasmettere dei valori e un’identità. Tutti sanno quello che vuole Juric”.

Come ha visto Pietro Pellegri a Udine?

“L’ho visto proprio pochi minuti. Ha dettato la profondità, era alla prima partita. Si tratta di un ragazzo giovane che deve migliorare tanto. Secondo me, ha un allenatore che lo farà crescere. Juric sa trasmettere lo spirito di sacrificio. Il croato non può che fare bene a un giovane, come dimostrato a Verona. Pellegri potrà dare il suo contributo, altrimenti Juric non l’avrebbe voluto al Torino”.

Sabato ci saranno di fronte Venezia e Torino, entrambe legate al suo passato. Che cosa hanno rappresentato queste esperienze?

“Sono due belle parentesi della mia carriera. In entrambi i casi ho vinto il campionato. Al Torino sono rimasto un anno: la partenza non fu bella, poi vennero sistemati i problemi nello spogliatoio e il valore della rosa fece il resto. Al Venezia avevamo una rosa che non doveva vincere il campionato, ma ci riuscimmo e le due annate furono importanti”.

La svolta sotto la Mole l’aveste con l’avvento di Camolese.

“Sì, vero. Camolese mise a posto alcune cose. Ma i cambiamenti partirono da dentro lo spogliatoio con alcuni giocatori che andarono via”.

Cosa si aspetta sabato?

“Il Venezia non vince da tante partite. Questo mette nervosismo. Il Venezia ha tanti stranieri e questo non giova, anzi alla lunga può pesare. Il Torino sarà molto arrabbiato e metterà tanta pressione al Venezia in ogni angolo del campo. I granata dovranno stare attenti alle ripartenze venete, a partire da quelle di Okereke”.