Toro News Interviste ''Torino e la A: pensiero stupendo''
Interviste

''Torino e la A: pensiero stupendo''

Redazione Toro News
di Valentino Della Casa - Dopo la strepitosa partita contro la Sampdoria, Valerio Di Cesare (qui e seguenti in foto N. Campo) è diventato uno degli uomini del momento in casa granata. Anzi, nel cuore dei tifosi lui è già entrato da tempo, dato che da diverse settimane possiamo leggere sugli spalti dell’Olimpico lo striscione “Ave Di Cesare”, colpa “di un gruppo di amici...

di Valentino Della Casa - Dopo la strepitosa partita contro la Sampdoria, Valerio Di Cesare (qui e seguenti in foto N. Campo) è diventato uno degli uomini del momento in casa granata. Anzi, nel cuore dei tifosi lui è già entrato da tempo, dato che da diverse settimane possiamo leggere sugli spalti dell’Olimpico lo striscione “Ave Di Cesare”, colpa “di un gruppo di amici del massaggiatore. Me l’avevano promesso, pensavo scherzassero. Quando l’ho letto sono scoppiato a ridere, uno striscione per me? Fantastico!”. In esclusiva a Toro News, Di Cesare racconta come ha vissuto la partita di lunedì ma soprattutto confida tutti i sogni e tutte le speranze per il futuro, suo e del Torino.

Valerio, complimenti per l’ottima partita.
Grazie mille, abbiamo giocato veramente alla grande.

Veramente ci riferivamo alla tua prestazione.
La mia dite? Ma io mi sono “soltanto” divertito! A parte gli scherzi, ho visto le pagelle, ma penso che veramente tutto il gruppo abbia disputato una gara importante, e naturalmente questo esalta le prestazioni dei singoli. Abbiamo avuto un momento difficile soltanto quando abbiamo subito il gol, su cui in realtà ho qualche responsabilità io stesso.

Troppo spazio a Juan Antonio?
Esattamente, ma quella azione è stata frutto di una valutazione che, purtroppo, non ha portato a quello che speravo. Il fatto è che, in quei casi, o fai fallo e prendi l’ammonizione, o provi a chiudere il più possibile lo specchio della porta, sperando che l’avversario sbagli la mira. Purtroppo il suo gol è stato fenomenale, ma poi noi siamo stati ancora più bravi a reagire. Da brividi l’esultanza di tutto lo stadio al secondo gol.

A proposito di ammonizioni, il Di Cesare sempre ammonito dello scorso anno sembra ormai uno sbiadito ricordo.
È vero, ma questo dipende anche da come è impostata la squadra. I reparti sono molto compatti, e i centrocampisti riescono a darci una mano nel compito difensivo. In questo modo noi riusciamo a giocare soprattutto d’anticipo, evitando le ammonizioni che, in altre occasioni, arrivavano a grappoli.

A quando l’esultanza per un tuo gol?
Cavolo, proprio non vuole arrivare! E ci ho provato tanto, mica sono rimasto sempre dietro! Eppure nulla, la palla non vuole decidersi ad entrare. Pazienza, io continuerò a provarci e magari prima o poi riuscirò a segnare. Ossessione? Per niente, ma sarebbe bello poter esultare, magari in una partita in casa.

A proposito di esultanza, hai pensato a qualcosa di particolare in caso di promozione?
No, anche perché alla promozione non ci voglio pensare. Anzi, vorrei dire chiaramente di aspettare a cantare vittoria, perché ancora non è stato fatto nulla e siamo ben lontani dalla fine della stagione. Bisognerà arrivare a fine aprile per poter avere qualche certezza in più, e soprattutto bisognerà avere almeno 80 punti, visto come corrono anche tutte le altre squadre. Ma vincere qui, con questa maglia, sarebbe veramente una figata (ipse dixit, ndr).

E magari poi restare anche l’anno prossimo.
A pochi mesi dal mi ventinovesimo compleanno, ovviamente spero di poter avere una chance in Serie A, ma per adesso, credetemi, sono completamente concentrato sul nostro obiettivo attuale. E poi dipenderà anche da cosa deciderà la società, i matrimoni si fanno in due.

E allora torniamo a parlare dell’obiettivo attuale. Vi siete posti qualche traguardo a breve termine, per la rincorsa alla A?
Beh, io credo che nelle prossime tre partite dovremo dare il 150%. Riuscissimo a fare bottino pieno contro Brescia, Grosseto e Verona sarebbe veramente importante, anche alla luce di Sampdoria-Verona e Pescara-Sassuolo del week end dopo la pausa, che noi non faremo. Quello potrebbe darci un grandissimo slancio per il prosieguo della stagione, non soltanto a livello di entusiasmo, ma anche -più concretamente- a livello di punti.

C’è un avversario che in particolare non vorresti trovare ai play off?
Sì, i play off stessi! Non li voglio nemmeno prendere in considerazione.

Allora chi si prenderà il secondo posto?
Sia chiaro che sono soltanto simpatie, ma se devo dirne una citerei il Pescara. Mister Zeman mi ha sempre affascinato molto, e lo ritengo un vero maestro del calcio.

Tu, però, di certo non puoi lamentarti…
Affatto! Anzi, con mister Ventura posso dire che i rapporti migliorano giorno dopo giorno. In Estate ci siamo parlati molto, lui disse che ero importante e mi chiese di restare. Accettai ben volentieri, sapendo di trovare una concorrenza comunque agguerrita. Il mister mi ha sempre seguito moltissimo. Dove mi ha corretto? Soprattutto sulla testa, dicendomi di dare di più in allenamento. Io l’ho fatto, e i risultati posso dire con orgoglio che si vedono. L’importanza dell’allenatore, in questa squadra, si vede eccome.

Grazie mille, Valerio. In bocca al lupo.
Grazie a voi, forza Toro!