''Torino fu la mia prima esperienza importante''
In granata nel triennio 1994/1997 prima di approdare a Bologna l’anno successivo per l’importante cifra di 6,5 miliardi di lire.
Paolo Cristallini, vero centrocampista da Toro, tutto cuore e muscoli con un discreto vizio del goal, guarderà alla partita di domenica con un occhio particolare e con un bel bagaglio di ricordi.
Buongiorno Cristallini: tre anni sotto la mole, tre anni molto intensi. Che ricordi ha di questa esperienza?
E’ stata un’ esperienza che mi ha fatto crescere molto sotto il profilo professionale e sotto quello umano. Dopo aver giocato in provincia a Pisa sono capitato per la prima volta in un ambiente importante e ho provato grandi emozioni: la paura e l’adrenalina quando sono arrivato e la tristezza quando sono andato via.
La sua prima stagione in granata, la ‘94/’95, fu memorabile: con una squadra assemblata in fretta e furia riusciste a fare un grande campionato, non è vero?
E’ vero: fu una stagione particolare, con una rosa molto ampia e ricordo che partimmo molto male, con grandi difficoltà a trovare gli equilibri giusti. Poi, con l’arrivo di Sonetti, le cose migliorarono sia dal punto di vista tattico che da quello caratteriale: per vincere due derby non basta trovare il giusto modo di giocare ma devi anche avere gli attributi. Quell’anno c’era una grande unità di intenti e l’uomo in più fu sicuramente Abedì Pelè.
Nelle due stagioni successive le cose andarono peggio: prima la retrocessione e poi la mancata promozione. Lei però non ha mai mollato e ha sempre dato tutto, vero?
Quando giochi nel Toro, anche se arrivano risultati negativi, non puoi mai mollare o impegnarti di meno perché la tensione e il seguito sono tali da non consentirti di distrarti.
A Bologna invece come è andata?
Per me quella fu una stagione di ricostruzione: il nostro mister Ulivieri era molto attento ai dettagli e feci una certa fatica ad inserirmi; poi a metà stagione riuscii a trovare spazio e a giocare con una certa continuità. Ricordo con piacere quell’esperienza anche per aver avuto l’onore di giocare al fianco di un pallone d’oro come Roberto Baggio.
Ancora una volta Torino-Bologna metterà in palio punti importanti: partita corretta ma tosta dunque?
Sarà una sfida difficile per entrambe: non è un’ultima spiaggia ma un match che dirà sicuramente chi dovrà soffrire di più e chi di meno nell’arco del campionato. Tutte e due le squadre sono attrezzate per salvarsi e anche il Bologna, a dispetto dei pochi punti, è in una buona condizione come ha dimostrato la partita contro l’Udinese.
Lei ricopre attualmente la carica di ds del Vicenza: come stanno andando le cose dopo il ripescaggio in serie BWIN?
Bene ma dobbiamo migliorare sotto tutti i punti di vista. La squadra è stata assemblata all’ultimo istante e ha dovuto fare i conti con qualche infortunio di troppo ma credo che la qualità ci sia e che possiamo fare bene.
A proposito di elementi qualitativi, come se la sta cavando Dominique Malonga, vecchia conoscenza granata?
Il ragazzo è molto sereno e contento della sua nuova sistemazione: è partito molto forte anche se ora sta accusando qualche problema di condizione fisica. Tuttavia se, come penso, riuscirà a mettere insieme una quarantina di presenze sarà pronto per fare finalmente il grande salto avendo tutte le carte in regola per sfondare.
Il giocatore è ora di proprietà del Cesena e in prestito al Vicenza con diritto di riscatto, qualche rimpianto da parte del Torino?
Anche se la sua situazione contrattuale è quella credo che il Torino sia sempre molto attento al giocatore e, nel caso in cui dovesse esplodere, potrebbe farsi nuovamente vivo.
Grazie e in bocca al lupo.
Grazie a voi
Roberto Maccario
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