Toro News Interviste ''Toro: compagine forte e compatta''
Interviste

''Toro: compagine forte e compatta''

Redazione Toro News
di Andrea Ferrini   Passato dal vivaio del Toro e tornato in granata dopo aver vagabondato per tutto lo stivale e tutte le categorie, Paolo Beruatto risponde garbato e disponibile alle nostre domande in merito alla partita di sabato contro il Padova. L’attuale mister degli Allievi della Sampdoria, infatti, ha anche allenato il Padova nel 2000 e ricorda con piacere e dovizia di dettagli entrambe le esperienze.   Buongiorno...

di Andrea Ferrini

Passato dal vivaio del Toro e tornato in granata dopo aver vagabondato per tutto lo stivale e tutte le categorie, Paolo Beruatto risponde garbato e disponibile alle nostre domande in merito alla partita di sabato contro il Padova. L’attuale mister degli Allievi della Sampdoria, infatti, ha anche allenato il Padova nel 2000 e ricorda con piacere e dovizia di dettagli entrambe le esperienze.

Buongiorno Beruatto, da calciatore lei è esploso nel vivaio del Torino, poi ha vissuto esperienze un po’ in tutto lo stivale (Avellino, Asti, Monza) prima di ritornare in granata e fermarsi per ben sei anni. Cosa si porta dietro dell’esperienza sotto la Mole?

“Nel vivaio del Toro, di fatto, passai solo un anno, ma fu un’esperienza fondamentale nel mio percorso di crescita calcistica. Nonostante non abbia fatto la classica trafila delle giovanili ricordo ancora di aver avuto a che fare con persone eccezionali che mi hanno insegnato moltissimo. Mi riferisco in particolare ad Ercole Rabitti, un vero genio del calcio, del quale conservo tutt’ora alcuni lavori. L’attualità dei suoi studi ne fa un precursore fuori dagli schemi, non per niente già all’epoca era docente a Coverciano.”

In seguito ha abbandonato il granata per poi tornarci diversi anni dopo.

“Esattamente. Rientrai in uno scambio con il Monza nel quale venne coinvolto, se ricordo bene, un certo Patrizio Sala. E,sì, confermo l’aneddoto che racconto sempre: il contratto con il Monza lo firmai sul cofano del vecchio Mercedes! Quando tornai al Torino lo feci nell’ultimo anno della gestione Pianelli, in un Toro che definirei povero, con una squadra smantellata rispetto a quella straordinaria che vinse lo scudetto. Subentrò quindi Rossi, che fu un grande presidente circondato da collaboratori capacissimi, i quali cercarono per rimettere in piedi un Toro importante”

Terminata la sua carriera da giocatore è cominciata quella da allenatore e anche qui non è mai stato fermo un attimo. Tra le numerose squadra allenate c’è anche il Padova, avversario dei granata sabato prossimo.

“Padova fu una delle esperienze più belle della mia vita, in tutti i sensi. Sebbene approdai in Veneto nel momento peggiore per i biancoscudati, in tre anni passarono dalla serie A alla C2, l’esperienza che accumulai fu fondamentale per la mia carriera. Sono convinto che riuscire a far bene a Padova, dove il pubblico ricorda molto le tifoserie del sud per calore e attaccamento, sia una scuola di vita che ti permette di affrontare qualsiasi altra esperienza a testa alta. Inoltre a Padova ho vissuto per quattro anni e ne conservo un ricordo splendido.”

Torino e Padova si incontreranno sabato in quello che sarà uno scontro al vertice. Impressioni, pronostici?

“Il Toro è una squadra determinata e ha tutte le carte in regola per fare di questo l’anno giusto. Ho avuto modo di vedere i granata in azione a Genova e mi hanno dato l’impressione di una squadra forte. Ventura è riuscito a creare un gruppo compatto e deciso. Il Padova invece è un ottimo mix di giocatori esperti e giovani talenti, con delle individualità importanti come Milanetto e Italiano. È una squadra che può arrivare in alto.”

Lei attualmente allena gli allievi della Sampdoria. Che aria tira in casa blucerchiata?

“Il clima ovviamente non è dei migliori. Si viene da un cambio di allenatore e la squadra sta ricercando la giusta mentalità per tornare a fare bene. Nonostante il momento di difficoltà bisogna stare tranquilli perché la squadra è forte e il campionato di B è talmente lungo e difficile che qualsiasi squadra può ribaltare la propria situazione passando dalle stelle alle stalle e viceversa.”

A proposito di questo campionato ci dia le sue impressioni in merito a quest’annata di B.

“Come ho detto il campionato è caratterizzato da un fortissimo equilibrio: il bello è proprio che si può vincere e si può perdere con tutti, nessun risultato è deciso in partenza. Tolto il Toro che pare avere attualmente una marcia in più, bisogna tenere d’occhio le sorprendenti Sassuolo, Verona e Pescara. La squadra di Zeman in particolare mi ha impressionato positivamente, non molla mai e se la gioca con tutti. Ma la serie B è infinita e chi avrà la meglio lo si scoprirà solo all’ultima giornata.”

Grazie Beruatto, a presto.

“Grazie a voi, sempre a vostra disposizione.”