'Toro, le motivazioni possono fare la differenza'
Claudio Garella, attualmente direttore tecnico del Canavese, squadra che milita in serie C2 e che domenica si gioca una fetta di salvezza importante contro la Pro Vercelli, ci ha parlato di Torino e Napoli, due squadre molto importanti nella sua carriera di calciatore, con la prima ha inziato con la seconda si è consacrato.
Claudio Garella, cosa rappresenta l'esperienza al Toro per lei?
In granata ho intrapreso i primi passi nel calcio professionistico, giocando diverse stagioni nel settore giovanile. Poi in prima squadra ho disputato appena una presenza in campionato e poi sono passato al Casale.
E gli anni di Napoli?
Un’altra tappa molto importante della mia vita professionale. Un’esperienza molto diversa rispetto a quella in granata. Sono arrivato a Napoli nel pieno della maturità dopo gli anni a Verona. In Campania ho giocato con grandi campioni e soprattutto con il più forte di tutti, Diego Maradona. Insieme abbiamo vinto uno scudetto indimenticabile.
Che partite erano i suoi Torino-Napoli?
Erano sempre sfide importanti, d’alta classifica. In palio c’era l’Europa. Noi giocavamo per il tricolore ma anche il Toro era una formazione sempre organizzata e soprattutto temibile in casa, sotto la spinta della Curva Maratona.
Come giudica la stagione attuale dei granata?
E’ stato senz’altro un campionato brutto, al di sotto delle aspettative iniziali. Ora è davvero fondamentale che tutto l’ambiente si compatti in vista di un obiettivo troppo importante che è la salvezza. Raggiunto questo traguardo bisognerà analizzare attentamente gli errori che sono stati commessi e cercare di non ripeterli in futuro.
Il campionato degli azzurri è sinora soddisfacente?
Il Napoli ha fatto in gran parte ciò che ci si attendeva alla vigilia, del resto è una formazione che dispone di molti buoni giocatori. Magari ad un certo punto sembrava poter ambire a qualcosa in più di una salvezza tranquilla.
Il suo pronostico per la sfida in programma domenica prossima?
Le motivazioni saranno molto diverse. Quelle del Toro saranno per forza di cose a mille. I granata hanno un solo risultato a disposizione per poter avvicinarsi alla salvezza: la vittoria. Le motivazioni del Napoli, invece, sono un’incognita. Mi dicono che la società stia pensando all’Intertoto ma ciò che è certo è che il Toro si giocherà molto.
Domenica è il 4 maggio, una data fondamentale per la storia del Toro. Può diventare una spinta in più?
La spinta in casa granata c’è sempre. Penso al calore della Maratona. Poi, senza dubbio, il 4 maggio è una data da ricordare ed onorare al meglio da parte di tutti, squadra e tifosi. La tragedia di Superga fa parte della storia del Toro ma domenica oltre alla passione ed alla grinta servirà soprattutto lucidità.
Come procede il suo impegno con la squadra degli ex giocatori granata?
Andiamo avanti, facendo qualcosa per beneficenza ma in campo è sempre più dura… Lunedì sera, ad esempio, giocheremo a Chivasso contro una formazione di ex calciatori juventini. Sarà derby. E’ bello ritrovarci tutti insieme e ricordare i nostri bei tempi.
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