Toro News Interviste ''Toro non porti limiti, sognare è possibile''
Interviste

''Toro non porti limiti, sognare è possibile''

Redazione Toro News
di Davide Agazzi - Sono ben trentacinque le primavera sulle spalle di Ivan Franceschini, l'ex difensore centrale del Torino, ora giocatore dell'HinterReggio, squadra neopromossa in Seconda Divisione di Lega Pro. Una nuova, inedita, avventura per uno che ha vestito la maglia granata per ben tre anni, in Serie A, dal 2006 al 2009,...

di Davide Agazzi - Sono ben trentacinque le primavera sulle spalle di Ivan Franceschini, l'ex difensore centrale del Torino, ora giocatore dell'HinterReggio, squadra neopromossa in Seconda Divisione di Lega Pro. Una nuova, inedita, avventura per uno che ha vestito la maglia granata per ben tre anni, in Serie A, dal 2006 al 2009, senza mai togliersi però grandi soddisfazioni. Lo abbiamo intervistato, in esclusiva per Toro News, per sapere della sua nuova esperienza e per conoscere il suo parere sul Torino di Giampiero Ventura.

Buongiorno Franceschini, dopo tanto girovagare, alla fine, si torna sempre in Calabria. Pronto per la vecchia C2?

Si, assolutamente. Sto bene, ho ancora la possibilità di giocare tra i professionisti e sono molto contento. Sono tornato a Reggio perchè qui vive la mia famiglia. Non conosco la categoria, non ci ho mai giocato, ma spero di poter dare il mio contributo anche quest'anno.

Dall'amaranto della sua ex Reggina al granata di un'altra vecchia fiamma. Quel Torino che non ha mai saputo regarle troppe soddisfazioni.

Torino è stata una tappa importante della mia carriera, purtroppo le cose non sono mai andate come dovevano andare. C'era obiettivi importanti e siamo riusciti a salvarci per due anni, retrocedendo il terzo. Poi, tra l'infortunio e alcune scelte tecniche ho visto abbastanza poco il campo. Ringrazio però Camolese che mi diede l'opportunità di giocarmi le mie carte durante la mia ultima stagione in granata, altrimenti avrei rischiato di non giocare mai più a calcio dopo due anni in panchina.

Che cosa manca alla squadra di Ventura per poter competere in Serie A?

Non saprei dire cosa manca a questa squadra, di certo c'è che ha tenuto lo stesso allenatore, e questo è molto importante. Credo che più dei giocatori, adatti o meno alla categoria, sia importante che la squadra abbia una propria identità, un proprio gioco. E credo che Ventura abbia le idee piuttosto chiare.

Parliamo di difesa: Glik, Di Cesare, Rodriguez, Darmian e ovviamente Ogbonna. Sono questi i nomi giusti per la difesa del Torino?

Di questi conosco personalmente solo Angelo (Ogbonna, ndr), che ha sempre dimostrato qualità eccezionali. Oltre a quelle tecniche, nello spogliatoio era già un bravissimo ragazzo, educato, tutti punti in più. E' sicuramente il valore aggiunto di questa squadra e merita assolutamente la Nazionale.

Che obiettivi deve porsi il Toro?

Sicuramente la salvezza sarà l'obiettivo principale. A Torino c'è sempre tanto entusiasmo, soprattutto adesso dopo tanti anni di cadetteria. Da troppo tempo il Torino non disputa competizioni internazionali, sognare un po' non può far male.

Infine, una battuta sul calcioscommesse, dopo le sentenze di oggi. C'è modo di mettere fine agli scandali nel calcio?

E' molto difficile e credo che questi giri di soldi convengano a molti. Anche lo Stato non ha aiutato il calcio legalizzando le scommesse, si possono fare soldi anche solo con una partita. Truffare è' troppo semplice e credo che, con questo attuale sistema, sia impossibile mettere un freno.