''Un anno importante per Meggiorini''
di Davide Agazzi - Per il Torino, andare a giocare a Cittadella è diventato un incubo. Tre partite e tre sconfitte, pochi precedenti che non allietano certo la memoria dei tifosi piemontesi. Risultati maturati per errori e demeriti di casa Toro, ma certo dovuti alla grande organizzazione che guida la squadra veneta. Realtà consolidata del nostro campionato cadetto, capace, ogni anno, di sfornare attaccanti pronti per il salto di qualità, tra cui anche il neo granata Riccardo Meggiorini. Dietro questa struttura c’è anche lo zampino del direttore generale Marchetti, che abbiamo intervistato, in esclusiva per Toro News, per conoscere il segreto di questa squadra e quali sono le sue previsioni per la partita di domani.
Buongiorno direttore, Toro e Cittadella sono reduci entrambe da un buon momento di forma. Che partità sarà quella di domani?
Noi stiamo disputando delle buone partite, ma sappiamo di affrontare la squadra più forte del campionato. Spero sia un bello spettacolo per tutti i tifosi del Tombolato, che aspettano sempre con entusiasmo questa sfida. Tatticamente sarà una partita tra due squadre diverse, che cercheranno di sfruttare gli spazi concessi dall’avversaria.
Al Toro è appena arrivato Riccardo Meggiorini, un giocatore che lei dovrebbe conoscere bene. E’ l’attaccante giusto per questo Toro?
Meggiorini lo conosco molto bene. E’ un giocatore da Serie A, un ragazzo che ha carattere, uno che non molla mai. Recentemente ha avuto qualche vicissitudine, ma ritrovare Ventura, col quale ha un ottimo rapporto, gli porterà certamente giovamento. Credo che questo sia un anno importante, mi auguro però che inizi dalla prossima settimana.
Ogni anno il Cittadella sforna attaccanti di un certo livello. Qual è il segreto della vostra società?
Il segreto è prendere i giocatori nel momento giusto della loro carriera. Per esempio, Meggiorini prima di arrivare qua non aveva ancora dimostrato le sue qualità, ma grazie ad un ambiente tranquillo, senza pressioni, i giocatori riescono a dare il massimo.
Una tranquillità data anche da una discreta continuità di progetto, cosa sempre più rara nel calcio di oggi.
E’ verissimo, basti pensare che portai Foscarini in Prima Squadra dalla Primavera e ancora oggi è il nostro allenatore. Fosse per me, lo lascerei sulla panchina del Cittadella tutta la vita. Andiamo un po’ controcorrente, rispetto alle tante società mangia allenatori. Credo sia fondamentale per una buona organizzazione.
Il Cittadella gioca bene e porta punti a casa. I play-off sono una realtà già presa in considerazione?
Il nostro obiettivo è la salvezza. Dobbiamo rimanere umili e pensare sempre alla prossima partita. Se riusciamo a fare punti contro Torino, Padova e Sassuolo, le nostre prossime avversarie, forse potremmo goderci un campionato tranquillo e sognare altri obiettivi.
Gennaio è il mese del mercato: si muove qualcosa in casa Cittadella?
Faremo poco. In uscita, qualche giocatore ha rifiutato alcuni trasferimenti, come Bellazzini che non si è accordato con lo Spezia. In entrata, cercheremo di prendere un centrocampista, ma per il momento non c’è ancora nulla di certo.
Infine, quale giocatore teme maggiormente in questo Torino?
Sicuramente Iori, un altro ragazzo che conosco bene e che deve molto al Cittadella. L’avevo preso dal Carpenedolo e adesso è l’uomo in più di questo Toro, il centrocampista più importante del gioco di Ventura.
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