Lo stadio Mazzola e quel legame con il PSI: la storia di Santarcangelo
Il Grande Torino come esempio valoriale. Il Grande Torino come simbolo. Il Grande Torino come eterno messaggio nell'etere di un'Italia che nelle difficoltà ha bisogno di aggrapparsi alle certezze della propria tradizione. E quand'anche il progressismo la fa da padrone, certe cose non si dimenticano, non spariscono. Nel primo dopoguerra l'Italia viveva un periodo di rinascita, di ricerca di una felicità scomparsa negli anni martoriati dalla "grande guerra" e soprattutto di ritrovamento dei propri valori, dimenticati in favore di qualcosa che si riteneva fosse più grande, ma così non era.
Se il 2 giugno 1946 i ragazzi del Grande Torino facevano da sponsor alla Repubblica, la tragedia di Superga del 4 maggio 1949 ha scosso il nostro paese, che vedeva in quelle maglie granata più di una squadra di calcio, al di là dei colori e della fede calcistica. Gli Invincibili, divenuti tali, non hanno smesso di diffondere il proprio messaggio e i valori da loro portati avanti. Anzi, forse, quel messaggio l'hanno amplificato. Attraverso figure via via differenti in base, soprattutto, alla destinazione geografica, i nomi dei caduti hanno continuato a risuonare nelle orecchie degli italiani fino ai giorni nostri. Un nome, su tutti, è sempre stato universale, al di là dei colori, al di là dei confini: Valentino Mazzola.
Andate ad Orbassano e troverete lo stadio Valentino Mazzola. Andate a San Cataldo, in provincia di Caltanissetta, e troverete lo stadio Valentino Mazzola. Andate a Santarcangelo di Romagna, in provincia di Rimini, e troverete lo stadio Valentino Mazzola. Per questo l'Under 18 del Torino, impegnata proprio su quest'ultimo campo per la semifinale scudetto contro l'Inter, avrà modo di sentirsi, almeno un po', a casa. E la storia che lega il nome del capitano degli Invincibili allo stadio dove normalmente gioca il Santarcangelo Calcio merita davvero di essere raccontata.
Oggi parliamo di FC Young Santarcangelo quando ci riferiamo al calcio nella cittadina di Santarcangelo di Romagna, della squadra che nel 2019 ha cominciato un proprio percorso con idee giovani, fresche e di qualità. Questa storia, però, risale al precedente club romagnolo, risale all'Associazione Sportiva Santarcangiolese. Negli anni '50, il calcio era diffuso in quelle zone, l'Associazione Sportiva Santarcangiolese era nata prendendo le veci dell'Unione Sportiva G. Lombardini, che aveva creato un doppio legame fabbrica-sport nei tempi della guerra. Concluso il periodo buio, la Santarcangiolese fu il modo per tornare a creare un legame con la cittadina piuttosto che con la fabbrica e, indirettamente, con la guerra.
Il primo campo calcato dalla formazione di Santarcangelo di Romagna era più centrale e sorgeva al Clementino, oggi parco giochi nel centro storico del paese, come ci racconta il direttore sportivo del club Luca Scattolari. La tragedia di Superga aveva colpito la giunta di sinistra che guidava il comune negli anni '50 e, così, si scelse di dedicare l'impianto sportivo al capitano del Grande Torino: Valentino Mazzola. Tra le figure autorevoli della giunta comunale, spiccava un nome: Filippo Tassinari, membro di rilevanza nel Partito Socialista Italiano e grandissimo tifoso granata. Grazie ai racconti del presidente del Santarcangelo Calcio, Nelson Nicolini, siamo riusciti a ricostruire l'importanza di Tassinari nella conservazione del nome dell'impianto. Divenuto sindaco, Tassinari avviò i lavori per la creazione di uno stadio che fosse all'altezza del valore che il calcio aveva per i cittadini di Santarcangelo di Romagna. Nella zona dove sorge oggi, quindi, ecco il nuovo impianto sportivo, inaugurato nel 1969. Il sindaco granata Filippo Tassinari, rimasto alla guida del comune di Santarcangelo di Romagna per tutti gli anni '60, ebbe ancora la possibilità di battersi affinché, al sorgere del nuovo stadio, questo mantenesse il nome scelto per l'impianto precedente. Così, ancora oggi, l'Under 18 del Torino ha la possibilità di giocare in un impianto che prende il nome di Valentino Mazzola.
© RIPRODUZIONE RISERVATA