Toro News Mondo Granata Toro, torna la Maratona con la Carrarese: l'inizio di una nuova fase

Toro, torna la Maratona con la Carrarese: l'inizio di una nuova fase

Matteo Curreri
Dopo mesi di protesta fuori dallo stadio, il tifo organizzato torna sugli spalti. Il sostegno alla squadra riparte, la contestazione a Cairo resta

Ci eravamo lasciati così, con la Curva Maratona stracolma per il derby. Questa sera sembrerà quasi che non ci fosse nulla di strano in quella presenza massiccia, nell'eccezione alla regola rappresentata dalla stracittadina. Tutti, però, sappiamo che non è così: c'è ben altro. La Maratona tornerà a tutti gli effetti. Contro la Carrarese il tifo più acceso dei granata proverà a spingere il Toro di Ignazio Abate verso una vittoria che permetterebbe di cominciare al meglio la stagione. Ma non è così semplice: ritrovarsi in curva in questa serata di Ferragosto è anche il frutto di una decisione sofferta.

Dalla cessione di Bellanova allo stadio vuoto

Dobbiamo tornare indietro all'estate del 2024, a quella cessione di Raoul Bellanova che aveva inasprito nuovamente il rapporto tra la piazza e la proprietà Cairo. Un malcontento fino a quel momento rimasto sotto traccia, in modalità silenziosa, esploso però come non si vedeva dagli anni della Serie B, quando l'idillio con l'editore milanese, alimentato dalla speranza al momento del suo arrivo dopo il fallimento, si era già ampiamente rotto.
Da lì, la contestazione si è fatta sempre più insistente. I cortei, la massa stanca ma orgogliosa in pellegrinaggio verso Superga, fino alla decisione più drastica, quella che fino a qualche mese prima sembrava utopia: lasciare lo stadio vuoto. Da Torino-Lecce in poi, il dodicesimo uomo si è preso una pausa. Non dall'amore per il Toro, ma dal rapporto fitto con qualcosa in cui non si riconosceva più. "Il Toro siamo noi", recitava lo striscione che accompagnava i cortei del tifo organizzato. Una spaccatura netta. E così lo stadio, dove settimanalmente si ribadisce l'appartenenza a determinati valori che travalicano i meri risultati sportivi, entrò in una dimensione spettrale. I seggiolini bianchi a tinteggiare ciò che abitualmente trasuda di granata. Pallidume, di pari passo con una stagione sportiva tutt'altro che entusiasmante.
Piuttosto che convivere ancora con il Toro di Cairo, sembrava più Toro organizzare un torneo di calcetto di fronte al consueto chiosco, punto di riferimento dei ragazzi ultrà. E così Bologna, Lazio, Parma, Verona, l'invasione interista a ridosso del ventunesimo scudetto, Sassuolo, fino alla partita che non è una partita come le altre, in un momento che non è un momento come gli altri.

L'eccezione del derby

"La protesta contro la società continua, compatta e senza passi indietro. Fino al termine del campionato resteremo fuori dallo stadio. È una scelta dura, ma necessaria. Per rispetto di noi stessi, della nostra storia e di ciò che il Toro rappresenta. C'è però una partita che va oltre tutto questo: il derby. Non è una contraddizione. Non è un passo indietro. Entreremo per noi. Per la nostra gente e i nostri colori", spiegò la Curva Maratona in un comunicato.
E così fu sold out, in una serata poi balzata alle cronache per gli scontri che portarono al ferimento del tifoso juventino Marco Basoccu. Restava però un'estate e, con essa, un bivio. Mentre i tifosi della Lazio, in quella che rappresenta la situazione più analoga alle vicende granata, hanno optato per continuare a oltranza la protesta fuori dall'Olimpico di Roma, quello torinese tornerà invece a riempirsi.

La Maratona torna, la contestazione resta

"Non entrare, secondo noi, oggi non ha più tutto questo senso, anche perché se il Toro dovesse vincere due partite, le persone tornerebbero tutte allo stadio e fuori rimarremmo le solite 200 persone", spiegavano lo scorso 19 luglio fuori dal Filadelfia, prendendo atto dello scollamento tra l'intenzione iniziale e una realtà diventata un po' diversa. La Maratona oggi, dunque, tornerà allo stadio. Ma la contestazione continua. Durante il confronto del 19 luglio, i rappresentanti della Curva avevano annunciato un corteo in avvicinamento a Torino-Milan, la prima di campionato. Oggi è stato ufficializzato: appuntamento alle 17, fuori dal Filadelfia. Prima, però, c'è la Carrarese. Non sarà un ritorno alla normalità, perché quanto accaduto nell'ultimo anno non può essere cancellato da una serata di Ferragosto. E al Filadelfia, i cori e uno striscione contro la società erano presenti (oltre a "Cacciamani non si vende"). Sarà piuttosto l'inizio di una nuova fase: il sostegno alla squadra tornerà a farsi sentire dagli spalti, la contestazione alla società continuerà dagli stessi spalti. Dopo mesi trascorsi fuori, la Maratona torna a casa. Senza dimenticare perché se n'era andata.