I gruppi organizzati ufficializzano il rientro in curva: "Entriamo per il Toro, non per Cairo". La protesta proseguirà sugli spalti e il 23 agosto è previsto un corteo dal Filadelfia all'Olimpico Grande Torino

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Toro in ritiro, l'opinione dei tifosi dopo la prima amichevole estiva (Video)

Era la data da segnare sul calendario, ma una volta arrivati nei pressi del Filadelfia, anche grazie alle indiscrezioni dei giorni scorsi, era già chiaro quale sarebbe stata la decisione: era stata presa in anticipo e serviva soltanto la cornice giusta per comunicarla. Circa 250 persone, dalle 17:00 in poi, si sono radunate davanti al bar "Fragole e Barbera", in attesa che il maggior numero possibile di tifosi potesse ascoltare le spiegazioni dei gruppi organizzati della Curva Maratona. Una volta spostatisi nello spiazzo antistante lo stadio Filadelfia, intorno alle 18:00, è arrivata la presa di posizione ufficiale: "Noi avevamo l'idea di rientrare allo stadio, continuare la contestazione e poi, in base a come va la squadra, comportarci di conseguenza", spiega un esponente ultrà. La motivazione è chiara: "Non entrare, secondo noi, oggi non ha più tutto questo senso, anche perché se il Toro dovesse vincere due partite, le persone tornerebbero tutte allo stadio e fuori rimarremmo le solite 200 persone".

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È una questione di numeri, di presenza, ma anche della ricerca, come tifoseria, di un'identità appannatasi a causa delle divisioni interne. "Non entriamo per Cairo, entriamo per il Toro", spiegano. Il rischio, altrimenti, è quello di perdere la propria singolarità come tifoseria e "diventare come tutte le altre. La nostra forza era quella di sostenere il Toro in ogni occasione".

La scelta di rientrare convince la maggioranza. Un ragazzo di 22 anni, in particolare, manifesta però il proprio disappunto: "Allo stadio ho deciso di non andare, negandomi anche esperienze e ricordi", confida. "Tutte le motivazioni che avete dato immaginavo che le avreste date e le rispetto assolutamente. Una cosa, secondo me, è giusto che ve la ricordiate quando in futuro le cose dovessero andare male: di non riabbandonare lo stadio, perché secondo me perdereste in coerenza". La decisione di riprendersi la Maratona, a detta di un ultrà, è rivolta anche a chi, come il ragazzo, si è allontanato dallo stadio: "Se riusciamo a contestare Cairo dentro lo stadio e persone come te, che oggi non vengono, si riavvicinano all'ambiente e riusciamo ad aumentare i numeri, poi tra qualche mese si potranno pensare contestazioni più grandi. Se invece tutte le persone come te, di vent'anni, leggendo i social mi dicono 'io non vado allo stadio perché c'è Cairo', noi moriamo come tifoseria".

La contestazione, dunque, proseguirà e un primo importante segnale verrà dato già alla prima giornata. L'intenzione è infatti quella di organizzare un corteo dal Filadelfia allo stadio Olimpico Grande Torino nelle ore precedenti a Torino-Milan del prossimo 23 agosto. "Per chi è interessato, noi tutti i mercoledì sera ci troviamo al chiosco sotto la Maratona. Sarebbe bello che ci fosse tutta questa gente ogni mercoledì".

Da quanto affermato dall'avvocato Pierluigi Marengo, presente alla discussione, la scelta di tornare in curva (su segnalazione di Mario Patrignani dei Fedelissimi di Pesaro) sarebbe appoggiata da tutti i Toro Club del Centro Italia. Marengo ha inoltre ricordato che i Giuristi Granata hanno presentato ricorso al Tar contro il provvedimento che limita le trasferte, auspicandone l'annullamento. Ha infine riferito che, secondo un sondaggio informale tra i tifosi, i più giovani si sono espressi in maggioranza a favore del ritorno allo stadio, mentre i sostenitori del boicottaggio sarebbero prevalentemente di età più avanzata. Da segnalare, infine, l'assenza all'incontro dei Torino Hooligans.

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