L'analisi del rientro della Maratona allo stadio "Olimpico-Grande Torino" da parte del direttore di Toro News
La Maratona rientra allo stadio: i dettagli (VIDEO)
Come interpretare il ritorno in Maratona dei gruppi organizzati? La domanda richiede una riflessione. Ieri, domenica 19 luglio, è stata certificata una decisione che già da qualche giorno era stata preannunciata. Toro News con una settimana d'anticipo rispetto alla riunione del Filadelfia vi aveva riportato segnali di distensione da parte della Maratona. La parola distensione va contestualizzata: rientrare allo stadio non significa placare la contestazione nei confronti di Urbano Cairo. I discorsi affrontati sono stati piuttosto emblematici: la protesta contro Cairo va avanti ad oltranza e vedrà i gruppi della Maratona protagonisti (vedi corteo prima dell'esordio in campionto contro il Milan), cambierà però la modalità. La via della diserzione è stata abbandonata dal tifo organizzato (ancora da chiarire la posizione di Torino Hooligans, assente all'appuntamento al Filadelfia di ieri). La contestazione, quindi, dall'esterno torna all'interno dello stadio. A distanza di sette mesi dalla decisione di lasciare la Maratona vuota per le partite interne del Torino si può dire che la via della diserzione non ha prodotto i frutti sperati. Il cuore della tifoseria granata non ha retto l'urto di abbandonare costantemente il proprio posto allo stadio e alla fine ha dovuto schierarsi decidendo di sottoscrivere un nuovo abbonamento per la stagione 2026/2027.
Chi può sorridere di questo rientro della Maratona? In primo luogo può sorridere e un po' respirare il presidente Urbano Cairo. La contestazione non cesserà, cambierà soltanto modalità, però ancora una volta l'imprenditore alessandrino sembra aver superato brillantemente un'acuta crisi. Lo scollo tra tifoseria e presidenza non era mai stato così accentuato come nei primi mesi del 2026. La diserzione di massa aveva certamente fatto parlare di sè, pur non riuscendo a mantenere quella costanza che invece è stata dimostrata a Roma dalla tifoseria della Lazio. Ora Cairo tornerà a vivere una situazione a cui si è abbondantemente abituato nel corso della sua pluridecennale esperienza da presidente. Il dramma della diserzione di massa per Cairo non sarebbe stato economico ma avrebbe inciso notevolmente sull'immagine. Va detto che l'immagine non migliora nemmeno se subisci cori e fischi ogni qualvolta la tua squadra gioca in casa, però probabilmente cori e fischi sono uno strumento più convenzionale di contestazione e anche lo stesso Cairo si è fatto il "callo" negli anni.
Può sorridere anche la squadra: avere il supporto della Maratona non è indifferente e può alla lunga spostare gli equilibri. Ci deve però essere un patto difficile da stipulare. Il patto non prevede fischi e insulti al primo passo falso in casa o alla prima prestazione negativa della squadra. Il saper dosare nel migliore dei modi quelle che saranno le modalità di contestazione con quelle che saranno le modalità di supporto della squadra sarà fondamentale e rappresenterà un esame di responsabilizzazione nei confronti dei gruppi organizzati che dovranno camminare su un filo molto sottile cercando di rimanere in equilibrio. Probabilmente il miglior esempio di come si possano far convivere le due facoltà di una tifoseria (contestazione alla presidenza e supporto alla squadra) arriva dalla vicina Genova e dalla tanto odiata sponda doriana. Il tifo della Sampdoria è stato infatti esemplare negli ultimi travagliati e in qualche maniera tragici anni della società. Con 18mila abbonamenti nel 2025/2026 in Serie B la Sampdoria ha fatto segnare un record invidiabile. La contestazione non è mancata ma parallelamente non è mancato il supporto alla squadra, sebbene i risultati per lunghi tratti del campionato cadetto siano stati così brillanti. La convivenza è possibile ma serve tanta intelligenza da parte di tutti.
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