Il classe 1996 ex Empoli ha appena iniziato la sua seconda stagione in granata

- Pinzolo
top 5

La top 5 del primo Torino di Abate, sorpresa Luongo (Video)

Ardian Ismajli si è presentato in conferenza stampa al termine della seduta puramente atletica della mattinata di domenica 19 luglio. Il classe 1996, ex Empoli, ha appena iniziato la sua seconda stagione in granata. Ha nel mirino le sue prime 150 presenze in Serie A. Nella scorsa annata ne ha messe insieme 27 con la maglia granata. Sabato ha giocato i 45 minuti iniziali della prima amichevole contro il Pinzolo. Ha agito al centro della difesa con Coco a destra e Biraghi a sinistra. Ieri vi abbiamo proposto le sue prime impressioni, oggi vi portiamo il suo intero intervento di fronte a giornalisti e telecamere: "Il ritiro sta andando molto bene, la prima settimana è in archivio. Le gambe sono un po' pesanti, stiamo lavorando tanto sia fisicamente sia tatticamente. Abate vuole portare il suo stile di gioco. Arriveremo alla linea che vuole il mister".

Ismajli

Abbiamo visto tante esercitazioni tattiche della difesa: come sta nascendo la linea a tre? "Il mister e il suo staff vogliono una linea difensiva più alta, non vogliono difendere in area. Più sali, meglio è. Loro stanno provando, noi siamo qui per apprendere. Le cose stanno andando bene perché stiamo capendo il suo modo di giocare. Quando rientreranno gli altri ragazzi dalle vacanze il gruppo sarà più completo e capiremo ancora meglio".

Il mister chiede una ripartenza dal basso e il fuorigioco alto: come ti stai trovando con queste richieste? "Non è facile, già in passato abbiamo fatto una difesa allineata. Però, la richiesta di Abate differisce dalle altre perché ogni allenatore ha le sue idee. Stiamo capendo la ripartenza dal basso, non siamo ancora al top ma direi che ci stiamo lavorando per farci trovare pronti".

Ci sono tanti giovani e qualche volto nuovo: chi ti ha colpito di più? "Cacciamani è uno dei ragazzi che sta facendo meglio. Già l'anno scorso aveva fatto un ottimo ritiro e poi ha messo insieme un grande anno alla Juve Stabia con Abate. Può fare sicuramente un bell'anno in Serie A. Non dico altri nomi perché altrimenti rischio di far abbassare loro la guardia. Per Cacciamani il discorso è diverso".

Sia con Baroni sia con D'Aversa sei stato al centro del progetto: ti senti leader? "Tutti siamo importanti. Il calcio non è singolo, ma di squadra. Ci sono giovani ed esperti. Gli esperti devono aiutare i giovani dentro a stadi da 30mila persone. Posizione? Io sono un centrale. Baroni mi aveva messo più braccetto, non era la mia posizione ma avevamo bisogno di giocare così e mi sono adattato. D'Aversa mi ha messo centrale. Io mi sento più centrale e anche quest'anno sto giocando in quel ruolo. Comunque, sono a disposizione della squadra".

Senza fare paragoni con altri mister del passato, quali sono le principali peculiarità di Abate? "Personalità e atteggiamento positivo nei confronti dei giocatori. Ti spinge e ti dà forza anche se hai commesso un errore. Quando ti parla, non pensi più al passato. Il mister è giovane ma ha già messo insieme tanta esperienza, lo si vede da come parla con noi, come ti aiuta. Anche noi dovremo aiutarlo in questa sua prima esperienza in Serie A, speriamo di farcela".

Ci sono differenze rispetto al ritiro dello scorso anno? "Ogni anno è diverso. L'anno scorso era diverso il contesto, un paio di giocatori erano andati via. Noi siamo professionisti, siamo qui per lavorare e altre dinamiche le segue il direttore sportivo. Noi siamo un gruppo misto, ma non c'entra nulla perché se hai 21 o 22 anni non sei più un giovane come prima. Tutto nasce dalla mentalità acquisita: se hai vent'anni o trent'anni non cambia nulla, dipende dalla tua mentalità".

Hai ancora un anno di contratto più un anno opzionale. Ti sei già seduto con la società per parlare del rinnovo? "Ancora presto, ci pensa il mio procuratore. Io sono un professionista e devo essere fino all'ultimo giorno con il Torino un professionista. A fine anno vedremo come si potrà procedere. Ora inizio la seconda stagione, ho ancora un anno più uno opzionale".

Spesso si impara dagli errori. Nella scorsa stagione il Torino ha avuto la seconda peggior del campionato: cosa non ha funzionato e come si può fare meglio? "Il calcio non è facile da fuori, dentro è un'altra cosa. Nessuno vuole essere nella posizione in cui ci trovavamo noi difensori l'anno scorso. Io avevo un paio di problemi. Poi, alle volte sono mancati un paio di noi e le difficoltà ci sono state. Io, Coco e Maripan eravamo buoni difensori, però non posso dirti se eravamo meglio o peggio di altri. Sono sicuro che quest'anno miglioreremo e faremo meglio come reparto".

Nella scorsa stagione eravate partiti a quattro, poi siete passati a tre. Ora l'idea sembra molto più chiara. Come cambia lavorare con questa linea a tre di Abate? "Noi possiamo giocare sia a quattro sia a tre. Baroni ha preferito passare a tre anziché a quattro, scelta sua e io eseguo perché sono calciatore. Con l'arrivo di D'Aversa siamo andati molto meglio, siamo cresciuti, siamo saliti e abbiamo fatto quattro mesi buoni. Abate ha visto che possiamo giocare con il 3-4-2-1 e il 3-4-3, vedremo".

Hai avuto un paio di problemi lo scorso campionato. I numeri dicono che con te in campo la situazione cambiava in meglio. "Più di me nessuno vuole essere migliore. Non è stato facile convivere l'anno scorso con un paio di infortuni muscolari, sempre alla stessa gamba. Passato quel brutto periodo, sono migliorato. Noi siamo un gruppo squadra e non posso parlare di me come singolo. L'obiettivo è fare meglio dell'anno scorso".

Allo Spezia sei stato allenato da un giovane Vincenzo Italiano. Trovi punti in comune con il giovane Ignazio Abate che stai imparando a conoscere al Torino? "Sì, posso dire che Abate mi ricorda Italiano. Sono uguali per atteggiamento e anche modalità di gioco. Professano l'uomo contro l'uomo e sanno trasmetterti energie quando ti mancano. A volte ti senti stanco, allenatori come loro ti aiutano e ti spronano permettendoti di dare quello che serve alla squadra".

Lo staff del mister è nuovo e rinnovato. Dal punto di vista del carico atletico ci sono delle differenze rispetto alla scorsa stagione? "Il mister ha portato il suo staff. Il modo di lavorare non cambia. Ognuno ha i suoi ritmi. Io da solo dovrò prestare attenzione a prevenire quelli che potrebbero essere dei problemi fisici. Però, come detto, l'anno scorso è andato. Ora testa a questa stagione che è iniziata bene".

Dal tuo racconto traspare molto entusiasmo in questo gruppo. Ai tifosi ti senti di poter dire di fidarsi di voi? "Io ai tifosi posso dire che siamo noi quelli che abbiamo la responsabilità del loro ritorno allo stadio. Servono le vittorie per portare la gente allo stadio. Quando giocavo all'Empoli e sfidavo il Torino, vedevo la curva granata dietro la porta e capivo che non era una cosa che poteva succedere in tutte le altre squadre. Noi daremo il massimo per riportare la gente allo stadio".

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti