Museo del Grande Torino, la presentazione: "Servono 7 milioni. Tavolo a novembre..."
Comincia la conferenza stampa per la presentazione del progetto per la costruzione del Museo del Grande Torino. A Villa Claretta sono presenti istituzioni comunali e regionali, ma anche ex calciatori granata come Sala e Zaccarelli.
Dario Lorenzoni, Assessore ai lavori pubblici e all'innovazione digitale Grugliasco: "Abbiamo ospitato il museo del Toro. Doveva essere provvisorio. Ci teniamo a perdere il museo perché la sua casa è a Torino. Qualche tassello è stato fatto, non basta, dobbiamo fare qualcosina in più".
Beccaria: "Quello che voglio sottolineare è l'unicità di questo museo. Questo è l'unico museo che è gestito con risorse di volontariato. Tutti quanti lavoriamo per la causa comune. Queste situazioni pur essendo belle e importanti è giusto che abbiano un termine. Finora abbiamo fatto gli amatori ed è giusto che facciamo i professionisti, il Filadelfia richiede un altro impegno. Il Fila è il cuore pulsante dove tutto è nato. Perché noi nasciamo il 30 giugno 1994 quando Calleri dismise le attività. Al Filadelfia dovremo essere aperti 7 giorni su 7. Un percorso nelle nostre intenzioni protetto, che manterrà il ruolo delle guide come ciliegina sulla torta per tutti quelli che vorranno un racconto appassionato dei tifosi. Questo museo non solo ripercorre la storia sportiva del Torino, ma anche della nostra città e della nostra nazione".
Renato Zaccarelli: "Quando Luca Asvisio mi ha chiesto di entrare in questo gruppo avevo difficoltà. Ma passo dopo passo la squadra ha cominciato a ingranare. Oggi possiamo essere fieri del lavoro che abbiamo fatto. Oggi ci serve l'ultimo assist. Claudio sala è qui con noi ma qui non ce lo può dare. Sento che abbiamo una responsabilità. Far sì che questa memoria verrà consegnata a chi verrà dopo di noi. Questo museo non vuole essere luogo soltanto tramandare ricordi ma anche per comprenderne il significato. Se riusciremo a portare a termine questo progetto possiamo dire che gli Invincibili sono tornati a casa".
Claudio sala: "Io arrivo a Torino nel '69. Non conoscevo la storia del Torino. Vedo un'elica e una gomma e mi chiedo dove sono arrivato. 11 anni dove io ho amato questa squadra. Sono qui per quelli che lottano e per portare a casa un risultato. Abbiamo purtroppo vinto una volta sola. Per quanto riguarda la storia del Torino mi fa piacere che torni al Filadelfia. Complimenti per la scelta. Penso di dedicarmi per far si che questa squadra abbia ancora un futuro".
Giampaolo Muliari: "Volevo ringraziare Renato: non ti ho mai visto così emozionato. Per noi portare il museo al fila non è solo gesto fisico ma portare un percorso di vita durato 30 anni. Il desiderio di portare a termine un percorso restituendo il museo nella sua casa".
Marco Bo, architetto del progetto: "Il museo del Toro va a inserirsi nel lotto ancora libero. Caratterizzato da parte edificare e dedicata ai parcheggi. L'iter autorizzazione non è stato breve. L'edificio pensato è stato pensato lasciano perdere progettazioni precedenti. Ho pensato a un contenitore quasi sabaudo. Per contenere il più possibile i costi è stato creare un contenitore molto basico. L'edificio si compone di due piani fuori terra. Uno al piano terra e due spazi verdi ai lati, uno fondamentale che chiamo aiuola o giardino della memoria. L'altro giardino che chiamo giardino del pallone. Ingresso, reception, alla sinistra c'è la sala polivalente per la cittadinanza. A fianco una sala riunione polivalente per gli ex calciatori per fare una loro sede anche per incontri. Sarà una cosa che occasionalmente verrà sfruttata come prima sala di mostre temporanee. C'è anche un'apertura verso il giardino della memoria. Una zona servizi importante che può accogliere comitive. Da qui al museo permanente di dimensioni 950 metri. Ci sono 2 uscite di sicurezza. E terminato il giro si ritorna nella parte sottostante e si indirizza visitatori nello spazio book shop. C'è una caffetteria e la possibilità per i giocatori di far giocare i ragazzini nello spazio del pallone. Per il tempo di realizzazione io ritengo che in 15 mesi si possa realizzare".
Assessore Carretta: "Il museo si basa sull'aereo, una storia, ma anche un futuro da costruire. Un museo da dedicare al Toro è fondamentale. La grande forza del Toro è di entrare a vibrare anche se non si è tifosi del toro. Un museo fondamentale nella costruzione di un percorso che va dallo Stadio al Robaldo. Oggi è un momento importante e da qui bisogna partire".
Asvisio: "Nel vecchio programma di mandato della giunta c'era il rilancio del Filadelfia. È possibile che vostro programma di mandato possa riproporre che museo e questa parte di tTorino possa essere rilanciata"?
Carretta: "Si parlava di cittadella granata. Ci vorranno altri cinque anni per portare a termine certi progetti".
Roberto Bertasio: "La Fondazione non è un centro di committenza. Abbiamo bisogno di aiuto esterno. Si dovrà sviluppare un centro esecutivo e questo avrà capitolo di spesa. Per il costo del manufatto siamo sull'ordine dei 7 milioni di euro. Questo costo dovrà essere calibrato per il proseguo".
Asvisio: "La Fondazione è molto sana. Non abbiamo debiti. Siamo riusciti a raccogliere un po' di denaro che abbiamo in cassa. Ma è fondamentale che si riesca a ottenere cifra superiore a 7 milioni. Chiediamo aiuto alle istituzioni e alle fondazioni. Ma non bisogna solo parlare. Io ho voluto fare un gesto. Qualche anno fa un amico mi ha regalato una maglia di grandissimo valore di Mazzola e vorrei darla al futuro museo del Filadelfia. A me farebbe piacere nel ricordo di mio padre che questa maglia di Valentino Mazzola sia il primo segno tangibile che questo museo si possa costruire".
Assessore Bongioanni: "Il Filadelfia è la casa giusta per il museo. Ci sono risorse che dovremo aggiungere e per il prossimo anno dovrei averle. Diremo di allestire un tavolo tecnico entro la fine di novembre. Alla luce della progettualità capiamo chi mette cosa".
Cirio chiama Bongioanni: "Un saluto a tutti. Mio padre era grande tifoso del Toro. Per noi è un pezzo di vita del Piemonte e dell'Italia. Cercheremo di fare la nostra parte".
Paola Casagrande, vicepresidente Fondazione Crt: "È un progetto che merita attenzione. Ovviamente bisogna sedersi attorno al tavolo. Credo che se c'è una larga collaborazione sicuramente il primo passo è fondamentale. Questo è già pronto e cantierabile ed è un aspetto importante".
Federico Viano, Compagnia di San Paolo: "Porto saluti presidente Gilli. È un progetto che dobbiamo ascoltare. Importante per un pezzo di città e per la cultura del paese".
Quando potrebbero essere pronto? Bertasio: "15-18 mesi per la realizzazione del manufatto. Prima c'è un anno per appaltare il lavoro".
Il tavolo di lavoro di novembre può portare a una concretezza? Bongioanni: "Quando si fanno questi tavoli per uscite con una risposta. Entra nelle priorità strategiche quanto meno per le mie deroghe. La cifra è estremamente importante. Ci ragioneremo sopra".
Giuseppe Ferrauto, Consigliere di amministrazione Torino Fc: "Noi siamo parte della fondazione. Vogliamo capire il business plan che ancora non ci è stato mostrato".
Beccaria: "Spero che il Torino voglia partecipare. Si accorgeranno che raccontiamo la loro storia, non la nostra".
Finisce qui la conferenza stampa.
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