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Spalletti pre Torino-Juventus: “D’Aversa sta facendo bene, Toro con identità e forza”

Matteo Curreri
Le parole del tecnico bianconero alla vigilia del derby dell'ultima giornata di campionato

Alla vigilia del Derby della Mole, Luciano Spalletti è intervenuto in conferenza stampa per presentare il match dell'ultima giornata di campionato. La Juventus, per agguantare una complicata qualificazione alla prossima Champions League, ha soltanto bisogno dei tre punti. Di seguito le dichiarazioni del tecnico dei bianconeri.

17.00 A breve comincerà la conferenza stampa di Luciano Spalletti in vista del derby di domani sera.

17.10 Ecco Spalletti via alla conferenza

Cosa si aspetta dalla squadra?

"Mi aspetto una prestazione degna di quello che è successo questa settimana e degna dell'importanza della partita. Mi aspetto questa reazione che ci vuole per una partita così importante".

Perché non si è vista una Juventus dominante?

“Il rammarico non è tanto le partite in cui non siamo riusciti a vincere e abbiamo creato. Semmai quello di non essere riusciti a essere noi stessi o di non aver fatto la stessa mole di gioco che ci aveva contraddistinto in questo periodo. Dal mio punto di vista la spiegazione è che io devo guardare quello che la squadra propone e come si è presentata in campo e mi devo prendere le mie responsabilità. Di fronte a loro ero sempre convinto di parlare con degli uomini e non solo degli esecutori. Toccare la testa degli uomini a volte ti fa anche toccare situazioni che non ti aspetti. Per me non conta trovare degli alibi e andare a dare responsabilità agli altri. Poi naturalmente devo fare analisi e trarre delle conclusioni. Se presento una squadra in campo e la prestazione è quella lì sono il primo che deve riflettere su quelle possono essere difficoltà caratteriali, che carattere si ha quando si affrontano certe situazioni. Tutto ciò che abbiamo fatto insieme non diventa tutto sbagliato. Per me ci sono analisi più profonde che mi permettono di programmare il futuro in maniera meno emotiva e legata a un episodio. Purtroppo però l’episodio può ribaltare tutto. Abbiamo il kit che usiamo in base a quello che è successo. In settimana ci abbiamo anche messo che eravamo tutti nervosi… E’ successo raramente di dovermi confrontare con i calciatori in maniera più brutta. Io parlo con degli uomini e sono convinto di parlare con degli uomini”.

Quanto la partita di domani avrà un peso sul suo futuro?

“Programmare significa andare anche oltre il risultato. C’è un progetto dietro, di mettere le basi per un futuro che ci auspichiamo. Si entra nel ragionamento e si va poi a dare uno sviluppo, a tentare di costruire quello che abbiamo detto precedentemente. Noi vogliamo ugualmente creare la possibilità di lottare per qualcosa di importante sia che siamo in Champions sia se non lo siamo. E’ chiaro che siamo dispiaciuto per il risultato che non abbiamo fatto. Ma il traguardo non è una speranza ma è sul campo di domani. E noi abbiamo un solo modo per raggiungere quel traguardo che è vincere domani. Dobbiamo fare tutto il possibile per portare a casa il risultato”.

Come ha vissuto questa settimana?

“Non siamo stati nervosi questa settimana. Abbiamo analizzato la cosa e siamo dispiaciuti. Poi si decide di fare un percorso di recupero ieri. Ma senza nervosismo, che è una parola che ci viene attribuita. Oppure squadra in difficoltà, allo sbando, ma tutto dipende da un episodio o da una partita. Provo dispiacere come vive ogni persona un evento un po’ personale. O dai la colpa agli altri o te lo prendi e lo porti a casa. A me purtroppo determina tanto una vittoria. Passo delle serie senza vita quando la squadra non esprime bene il lavoro del quotidiano. Sono dispiaciuto e naturalmente questo mi condiziona un po’ la vita in generale”.

Ha mai pensato alle dimissioni?

“Non mi è mai passato per la testa. Io non ho chiesto di parlare con nessuno. E’ tutto programmato, con Elkann e la società si parla tutte le settimane. Ci incontreremo più volte per capire cosa ci vuole per il futuro. Il percorso che dobbiamo fare sarà invariato. Bisogna usare la logica, la testa e ribaltare quello che ci è successo. E’ un fatto che può succedere e bisogna essere bravi a creare questa ripartenza. Le ripartenze sono soprattutto mentali, perché non c’è più tanto tempo per metabolizzare. Quello della reazione, dell’avere l’intelligenza di vedere le cose in maniera equilibrata, diventa fondamentale”.

Questo gruppo l’ha delusa sull’aspetto motivazionale?

“Il calcio ora consuma tutto velocemente. Per me non è così. Non scarico le mie delusioni sui calciatori, me le prendo e me le tengo per me. Sono io il primo a criticare me stesso. Poi posso dire che è il carattere a fare la differenza e serve per dominare te stesso nella confusione o in una situazione difficile da controllare nel contesto. E’ il carattere che fa vedere se sei protagonista di te stesso oppure no. Si vede nella gestione dei momenti in cui tutto è spento. E’ lì dentro che trovi il carattere che ti forgia per essere sempre te stesso e non perdere la postura. Sotto questo aspetto dobbiamo fare dei passi in avanti. Io qualunque cosa succeda non verrò domani sera a criticare dopo la partita i miei calciatori. Io li rispetto e gli voglio bene e hanno anche fatto un buon lavoro, glielo devo riconoscere e se lo meritano. Poi ci sono dei momenti che ci sono stati dei non risultati che ci pesano. Il mio pensiero è che abbiamo fatto buone cose”.

Cosa significa per lei il derby di Torino?

“D’Aversa lo conosco bene e lo stimo come allenatore e come persona. Gli faccio i complimenti per come sta facendo. La sua squadra ha identità, forza e energia. Il derby di Torino sembra diverso da quello di Milano e Roma. Ci sono due squadre agli antipodi per radici, ambizioni e obiettivi. Questo è quello che si racconta da qualche anno. Poi arriva la partita e c’è una contesa, un obiettivo importante. Di fronte ci sono due squadre di livello top per i suoi tifosi, la storia del calcio, che fanno luccicare un po’ a tutti gli occhi. Devi affrontarlo non sarà una partita facile. Il derby lo si vivrà addosso e lo si rispetterà per la città”.

Ha meno fiducia nel progetto o sente meno fiducia da parte della Juventus? Oppure non si aspetta cambiamenti?

"Non li aspettate perché non ci saranno cambiamenti. Io dico cio' che succede, forse sbagliando e mettendo sul tavolo quello che è uno stato d'animo perché ci rimango male quando la squadra non fa quello che vorrei. Ma con la società c'è l'intenzione di andare avanti insieme. Dal mio punto di vista, se non mi verrà detto qualcosa che non so, è tutto a posto. Io ho fiducia nella società e la società ha fiducia in me. Poi c'è il dispiacere per le partite non vinte ma allo stesso tempo siamo stimolati dal dover far bene e dover andare avanti per fare delle cose importanti e fare in fretta perché ci sarà da andare a creare una squadra di livello che possa dare la possibilità ai suoi tifosi di sentirsi protetti e di sentire di avere a che fare con una squadra importante".

Cosa si aspettava dalla Juventus e cosa ha trovato? Che bilancio può fare?

"Ho trovato una società che anche questa settimana ha parlato di come migliorare le strutture, che secondo me sono già proiettate per il futuro. Questo è bello e stimolante. Mi aspettavo una squadra che mi desse delle risposte da un punto di vista tecnico e tattico, le ho ricevute, c'è stato a un certo punto il pensiero di mantenere un livello alto ma poi sono dovuto venire qui a dire che ogni tanto rimango sorpreso dal fatto di non trovare quello che c'è dentro la partita, in alcuni momenti della partita non sono riuscito a trovare quello che loro hanno e che avevamo preparato. Pensavo di farcela a determinare qualcosa di importante, ancora è tutto a portata di mano sul campo, domani sera dopo la partita faremo altre valutazioni ma sarà lo stesso perché vanno fatte delle valutazioni profonde indipendentemente dall'episodio che cambia la partita. Secondo me aver scelto la Juventus è stata la scelta giusta"

Come stanno Yildiz e Thuram? Ci sarà un ballottaggio tra i portieri?

"Yildiz non è a disposizione, Thuram si. La formazione la dirò domani"

17.45 Finisce qui la conferenza stampa