Torino, D'Aversa in conferenza: "Rimarrei, ma non mi è stato ancora detto nulla. Sui giornalisti..."
Il Torino chiude il campionato pareggiando 2-2 il derby contro la Juventus: Roberto D'Aversa, dopo il match, parla con i broadcaster e poi si presenta in sala conferenze all'Olimpico Grande Torino per rispondere alle domande dei cronisti presenti. Ecco tutte le sue dichiarazioni.
D'Aversa, la conferenza post Torino-Juventus 2-2
00.30 - Si attende l'arrivo di Roberto D'Aversa in conferenza stampa.01.04 - Inizia la conferenza di D'Aversa.
Nel secondo tempo, con la Juve che già sapeva di essere fuori dalla Champions... è mancato qualcosa in più? "I ragazzi hanno fatto bene, con l'ingresso di Casadei le cose sono cambiate e così con l'ingresso degli altri. La Juventus avrebbe voluto vincere a prescindere dalla Champions perchè è pur sempre un derby. La partita ha chiuso un percorso molto importante, quello fatto in casa, in cui la squadra ha dimostrato di avere il Dna del Torino, quello di non mollare mai. Il dispiacere è che non si è vinto, ma sono orgoglioso dei ragazzi per quello che hanno fatto. E' stata la partita dell'amore, sia dei giocatori per i tifosi, sia dei tifosi per i giocatori".
Una partita con un clima surreale... "Nel primo tempo, non bene entrambe le squadre, il secondo tempo è stato più bello, ma non era semplice perchè è vero che il clima era surreale. Vedere il pubblico della Juventus e parte del nostro pubblico andare via è stata una sconfitta per tutti. Anche se si parla di un derby, ci deve essere serenità. Siamo noi in mezzo al campo che ci dobbiamo dare battaglia, ma il contesto deve essere sereno. Non posso essere preoccupato perchè so che mia moglie e i miei figli sono fuori dallo stadio. E i tifosi non possono decidere se far giocare una partita. Tutti quanti comunque ci auguriamo che il tifoso della Juventus possa stare meglio".
Il suo desiderio sul suo futuro? "Quando sono stato chiamato dal presidente e dal direttore sportivo, mi hanno chiesto di raggiungere un obiettivo e lo abbiamo raggiunto. Poi il presidente si è preoccupato molto affinchè il finale di campionato non fosse come quello dell'anno scorso. Ci siamo parlati la settimana scorsa nel suo ufficio e gli ho detto che indipendentemente dalla scelta che faranno lo ringrazierò sempre per avermi dato la possibilità di allenare il Torino. Quando c'è stata la chiamata mi sono prefissato solo di arrivare al 24 di maggio, il tempo per fare altro non l'ho avuto".
Il suo desiderio è di rimanere? "Quando ho accettato un contratto di quattro mesi, al presidente e al direttore sportivo ho detto che avrei fatto di tutto per fare loro cambiare idea".
Qualora restasse, cosa serve per fare un salto di qualità o almeno per salire qualche gradino? "Poter partire in ritiro sarebbe già un grande vantaggio. Poi ci sono delle situazioni che dipendono dai programmi di una società. Col pareggio di oggi abbiamo chiuso con la media di 1.5 punto a partita, che portata su un campionato regalerebbe al Torino una posizione degna. Sulla programmazione, parleremo nel caso in cui si decidesse di andare avanti".
Che voto si dà D'Aversa in questa esperienza? C'è un momento particolare che le è rimasto? "L'ingresso di oggi in campo, perchè non c'era mai stata l'occasione di giocare davanti al nostro pubblico, poi è vero che quello che è successo dopo ha smorzato l'entusiasmo. Mi sarebbe piaciuto godermela senza alcun tipo di problema. Siamo contenti di aver finito il percorso dentro casa da imbattuti. Si poteva pensare che giocare senza pubblico in un momento difficile poteva essere un vantaggio, ma io credo di no e stasera è stato dimostrato, perchè l'abbiamo ripresa anche grazie all'aiuto del pubblico, che ha spinto i tifosi ad andare oltre".
Come si è congedato dai giocatori? "Chi vuole domani può venire al Filadelfia, ho dato appuntamento per salutarci. Magari alcuni non potranno per impegni vari, ma voglio ringraziare tutti e già oggi l'ho fatto. Sono orgoglioso di loro, della loro disponibilità. Quando siamo arrivati, si era a tre punti dalla Zona B, la squadra veniva da una partita persa 3-0, in cui c'era stata un'espulsione e tanta sfiducia. Oggi ci tenevamo a lasciare un bel ricordo, a prescindere dalla fine dei contratti e da altro. Non era semplice fare quello che questi ragazzi hanno fatto. E' solo merito loro se ci sono riusciti, sono veramente orgoglioso di averli allenati".
Ha visto Cairo e Petrachi dopo la partita? "No, ma succede spesso di non incontrarci dopo le partite, anche a causa di interviste varie".
Avete appuntamenti? "Al momento no, perchè in questa settimana l'unica mia preoccupazione era il derby".
Lei è un po' deluso? Nel senso che molti pensano che lei meriterebbe il rinnovo... "No, non c'è stato il tempo per avere questo sentimento. Innanzitutto devo ringraziare anche voi e l'ambiente. Ho chiesto che tutti quanti facessero in modo di aiutare la squadra. A volte si potevano evitare determinate situazioni, ma voi siete molto bravi a fare il vostro lavoro, perchè spesso e volentieri sapevate cose di spogliatoio, oppure sapevate la formazione. Qualche volta, però, avete sottovalutato la persona che avevate di fronte, perchè sono altrettanto bravo quanto voi".
Le sue parole suonano come un addio, visti i tanti ringraziamenti. Ma non siamo noi che l'abbiamo sottovalutata, forse qualcun altro... "I miei complimenti erano sinceri. A volte però ci sono cose che vanno a ledere la serenità, mi riferisco allo spingere su un giocatore piuttosto che su un altro, oppure del parlare di altri allenatori. Però ho trovato un gruppo di giornalisti bravi e professionali. Comunque, se la società mi avesse già comunicato di non essere l'allenatore del prossimo anno lo direi senza problemi. Se ringrazio tutti, è per quello che c'è stato in questi mesi. Io quello che dovevo fare penso di averlo fatto".
Nicola nella sua stessa situazione disse di aspettare un appuntamento dopo l'ultima di campionato... E' ancora lì che lo aspetta. "Non posso parlare del passato. Queste domande non dovete farle a me"
Potremmo fare ancora una conferenza nei prossimi giorni, per parlarsi con più calma? "Io lo avrei fatto anche durante l'anno, pure per parlare di tattica, oppure per permettervi di capire meglio le scelte. Se c'è la possibilità non mi tiro indietro assolutamente".
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