Torino, ennesima conquista d'oltreoceano? Tutti gli affari americani in Italia
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In questi periodi di guerra, l'immagine che in Europa abbiamo dell'America sta cambiando. E non in positivo. Quando si guarda verso Occidente si vede sempre più raramente il "sogno americano", tra East e West coast e una vita all'insegna del denaro e delle possibilità lavorative e di vita. L'idea che gli americani sono un popolo in balìa di scriteriati megalomani pronti a tutto per conquistare una fetta di mondo è sempre più diffusa e l'appeal del mondo a stelle e strisce continua a ridursi gradualmente. Quel che non manca, e non mancherà mai, è anche quel che guida l'opinione: "Sua Maestà, il denaro". Come "vecchi amanti", Italia e USA continuano a farsi l'occhiolino e in un periodo estremamente recente in cui anche il Torino sembra attenzionato dai magnati d'oltreoceano, gli occhi di chi ha a cuore la questione granata sono rivolti a cercare esempi positivi della contaminazione americana nel Belpaese. In Serie A, di esempi ce ne sono eccome. Ma andare a colorarli di verde o di rosso è compito davvero arduo. Proviamo a dare qualche indicazione.
Serie A, la contaminazione americana: tutti gli affari d'oltreoceano
Spesso si parla e si accomuna le figure di Cairo, Lotito e De Laurentiis, che - seppure in maniere e con risultati decisamente diversi - rappresentano ormai quasi un unicum, la vecchia figura del patron. Con essi si pone Pozzo, che anche lui è stato protagonista nella scorsa stagione di trattative in lingua angloamericana. Dall'altra parte, tra chi ha già fatto questa transizione troviamo le milanesi, tra le prime a passare in mano straniera (tra cinesi e indonesiani) finendo poi con RedBird (Milan) e OakTree (Inter). Fanno seguito i Friedkin della Roma, unici nella Capitale ma non nel centro Italia: la scomparsa di Rocco Commisso ha sconvolto la piazza fiorentina, che ora spera nelle capacità del figlio. Anche a Bergamo, il 55% della società fa riferimento a Pagliuca, che, nonostante il piacevole suono del cognome, di nome fa Stephen. Andando su squadre che hanno avuto meno successo troviamo l'Hellas dei texani Presidio Investors, il Parma di Kyle Krause, il Pisa di Alexander Knaster e, guardando anche al campionato cadetto, il Venezia di Duncan Niederauer e il Monza del fondo BLV. A questi non si dimenticano le quote di minoranza del Cagliari che Giulini ha ceduto al fondo Praxis Capital Management.© RIPRODUZIONE RISERVATA