Museo del Grande Torino al Filadelfia: il progetto, i costi e i tempi
Presentato a Villa Claretta il progetto del nuovo museo granata. Servono oltre sette milioni di euro per realizzarlo. L'assessore Bongioanni propone un tavolo con istituzioni e fondazioni entro novembre
Il progetto c'è, ma ora servono le risorse per realizzarlo. Il futuro Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata, destinato a sorgere accanto allo stadio Filadelfia, è stato presentato oggi a Villa Claretta, a Grugliasco, dove dal 2008 sono custoditi i cimeli della storia granata. A raccontarli sono guide appassionate e preparatissime, strabordanti di aneddoti, che a loro modo hanno ricreato lo spirito del vecchio Filadelfia. Ma ora è arrivato il momento di tornare a casa. Lo ha detto persino l'assessore ai Lavori pubblici di Grugliasco, Dario Lorenzoni: "Ci teniamo a perdere questo museo, perché la sua casa è a Torino".
Museo del Grande Torino al Filadelfia: come sarà il nuovo edificio
A illustrare il progetto è l'architetto Marco Bo, che ha scelto una struttura essenziale anche per contenere i costi. "Ho ripensato questo progetto per cercare di realizzare un contenitore il più sobrio possibile", spiega. Il museo sorgerà nell'area ancora libera, delimitata da via Spano, via Giordano Bruno e via Filadelfia. Secondo le tavole progettuali, avrà una superficie lorda complessiva di circa 2.128 metri quadrati, distribuiti su due piani fuori terra. Al piano terra troveranno spazio una sala polivalente aperta alla cittadinanza, ambienti destinati agli ex calciatori granata, circa 120 metri quadrati per le mostre temporanee, un bookshop e una caffetteria. Il primo piano ospiterà invece l'esposizione permanente, su una superficie di circa 950 metri quadrati. "Anche il modo di fare i musei è cambiato", osserva Bo, richiamando la necessità di aggiornare il percorso espositivo attraverso le tecnologie digitali. All'esterno sorgeranno due aree verdi: il Giardino della Memoria e il Giardino del Pallone, quest'ultimo pensato anche per consentire ai bambini di giocare. L'obiettivo sarà garantire l'apertura sette giorni su sette, con la possibilità di visitare autonomamente il museo, senza rinunciare alle guide.I costi e il nodo dei finanziamenti
Il progetto ha già superato una parte del percorso amministrativo. "Adesso la convenzione è firmata, adesso bisogna solo fare quelli che sono i passaggi decisivi", ricorda l'assessore allo Sport del Comune di Torino, Domenico Carretta. Il nodo principale resta quello dei finanziamenti. "Per il costo di realizzazione dell'intervento siamo nell'ordine dei sette milioni di euro, IVA e imprevisti compresi", chiarisce Roberto Bertasio, segretario generale della Fondazione Stadio Filadelfia. A questa cifra dovranno aggiungersi le spese tecniche, quelle per l'allestimento e i costi di affidamento a un soggetto esterno. L'assessore regionale al Turismo e allo Sport, Paolo Bongioanni, prospetta la possibilità di destinare al museo parte delle risorse per gli investimenti nel turismo del prossimo anno e propone un tavolo con istituzioni e fondazioni entro novembre, per definire "chi mette cosa e chi fa cosa". Durante la conferenza arriva anche una telefonata del presidente della Regione Alberto Cirio all'assessore Bongioanni: "Non so se avremo tutti i milioni che vi sta promettendo Paolo - dice in vivavoce - ma cercheremo di fare la nostra parte".E il Toro?
Al progetto guardano con interesse anche le fondazioni bancarie torinesi, senza che siano stati ancora assunti impegni economici. "È un progetto che merita attenzione - osserva Paola Casagrande, vicepresidente della Fondazione CRT -. Ovviamente bisogna sedersi attorno al tavolo". Una disponibilità all'ascolto arriva anche dalla Compagnia di San Paolo, rappresentata da Federico Viano, che porta i saluti del presidente Marco Gilli. E il Toro? Il coinvolgimento resta da definire. "Vogliamo capire il business plan, che ancora non ci è stato mostrato", afferma il consigliere di amministrazione Giuseppe Ferrauto.Domenico Beccaria, presidente dell'Associazione Memoria Storica Granata, auspica una maggiore partecipazione del Torino FC alla realizzazione e alla futura gestione del museo: "Mi auguro che dopo 25 anni che esiste il museo ci si renda conto che raccontiamo la storia sua e non nostra".Museo del Grande Torino al Filadelfia: i tempi e l'emozione di Zac
Quanto ai tempi, "ci vuole almeno un anno per arrivare all'appalto dell'intervento - precisa Bertasio -. Dopo di che, 15-18 mesi" per la costruzione dell'edificio. A commuoversi è soprattutto Renato Zaccarelli. Zac fatica a nascondere l'emozione mentre parla della responsabilità di tramandare la memoria granata alle nuove generazioni. "Se riusciremo a portare a termine questo progetto, potremo dire che gli Invincibili sono tornati a casa". Parole accolte dagli applausi dei presenti. A suggellare la giornata è il gesto di Luca Asvisio, che dona al futuro museo una maglia originale di Valentino Mazzola, ricevuta in regalo anni fa. Un omaggio al padre, che gli aveva trasmesso la passione per il Toro.© RIPRODUZIONE RISERVATA
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