Abate non esclude piani B: possibile doppia punta per il Torino?
Il bello del calcio è l'enorme ventaglio di possibilità che offre a livello tattico. Non esiste un solo modulo, ogni allenatore registra la sua visione del gioco dandogli la sua interpretazione indipendentemente dalla disposizione degli undici giocatori in campo. Poi è chiaro, ci sono allenatori più pragmatici, altri più rigidi e ancora tecnici più elastici. Durante la conferenza stampa di presentazione di Torino-Milan, gara d'esordio per entrambe le squadre nella Serie A 26/27, il tecnico granata Ignazio Abate ha aperto alla possibilità del doppio attaccante, escludendo di fatto il solo 3-4-2-1.
La doppia punta come secondo abito del Torino...
"Assolutamente, non mi precludo niente. I moduli li fanno i giocatori. Avendo così tante punte a disposizione è un’opzione. Bisogna trovare un equilibrio". Abate ha le idee molto chiare a riguardo, non ci sarà un solo modulo. Lo stesso discorso era stato fatto anche da Vanoli nel suo unico anno in granata, con il progressivo passaggio dal 3-5-2 con cui il Torino aveva iniziato la stagione al finale 4-2-3-1. C'erano state delle dinamiche che avevano portato a quella modifica, ma il tecnico non aveva mai escluso il cambio.
Lo stesso discorso dunque vale per Abate, ma sempre richiamando alla parola "equilibrio", un vero e proprio mantra per gli allenatori. Automaticamente il tecnico esclude la rigidità tattica: sono i giocatori a fare i moduli e avere, al momento perché il mercato è imprevedibile, tante punte può rappresentare una soluzione a livello offensivo soprattutto a gara in corso. Lo stesso Abate non è mai stato un rigido: Adriano Mongiello di Radio Sportiva in una recente intervista ai nostri microfoni aveva accennato sulla capacità del tecnico di lavorare con il materiale a disposizione.
...Ma come arma a gara in corso
L'abbondanza del reparto offensivo dunque mette nelle giuste condizioni il tecnico per poter provare il cambio modulo, ma è ipotizzabile questo scenario soprattutto a gara in corso e con il risultato in bilico. In un campionato come questa Serie A che predilige il blocco basso difensivo e l'assenza di spazi l'idea della doppia punta può diventare un fattore. Chi può ricoprire quel ruolo? Il primo nome che viene in mente è quello di Duvan Zapata, al netto però delle sue condizioni fisiche e atletiche.Il colombiano è ben conosciuto per quella incredibile capacità di attirare su di sé la marcatura e di tenere testa al difensore avversario. Una soluzione che può portare alla creazione di uno spazio su cui permettere l'inserimento della mezzala o del trequartista. Abate nella conferenza stampa post Carrarese aveva parlato del 4-4-2 per stanare i toscani di Cioffi, anche loro sistemati col blocco basso. Scenario tattico interessante, chissà se la sfida con il Milan potrà essere già un banco di prova per questo nuovo contesto.
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