Toro News Toro Approfondimenti Abate senza Njie: cosa comporta la sua cessione?

Abate senza Njie: cosa comporta la sua cessione?

Andrea Novello
Njie, un giocatore catalizzante: non una certezza, una possibilità. Che ora, il Torino, non ha più

Volpato segna, Laurientè crea pur sprecando, Berardi entra e segna il gol decisivo, Dominguez entra ed è subito una spina nel fianco. No, non è soltanto il riassunto della seconda sconfitta consecutiva del Toro contro il Sassuolo per 2-1. È anche il ritratto di quello che è mancato ai granata al Mapei: un giocatore capace di saltare l’uomo, dare uno strappo in velocità, cambiare ritmo e soprattutto aggiungere imprevedibilità. Il Toro, quel giocatore, lo avrebbe avuto. O meglio, lo ha ancora per poco. Alieu Njie è rimasto in panchina per tutti i novanta minuti, senza nemmeno scaldarsi, a differenza di quanto accaduto contro il Milan una settimana fa, quando il suo ingresso aveva cambiato il volto della squadra. Al Mapei, invece, la sua esclusione è sembrata quasi un'anticipazione di ciò che sta per accadere: lo svedese sta per diventare un giocatore della Fiorentina, con un'operazione che dovrebbe portare nelle casse granata circa 20 milioni di euro bonus compresi, oltre a una percentuale sulla futura rivendita.

Njie: non una certezza, una possibilità

Eppure sarebbe sbagliato raccontare Njie come il titolare che il Toro sta perdendo. Non lo è mai stato. Il classe 2005 non ha mai trovato la continuità necessaria per imporsi, alternando presenze, panchine e spezzoni di gara. È stato un giocatore da inserire nel momento giusto, più che un punto fermo dell'undici iniziale. Ma è proprio questo a rendere particolare la sua possibile cessione: Njie non era indispensabile per costruire il Toro, ma poteva diventarlo per cambiarlo. Ha caratteristiche difficili da ritrovare nella rosa granata: accelerazione, profondità, uno contro uno e la capacità di aumentare il ritmo di una partita. Non sempre è riuscito a sfruttarle, ma era uno dei pochi a poterlo fare. Un giocatore catalizzante, insomma: non una certezza, ma una possibilità.
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E contro il Sassuolo quella possibilità non c'era. Anche perché il Toro doveva già fare a meno di Casadei, fermato dall'infortunio, mentre Oristanio è rimasto in panchina per tutti i novanta minuti. Non è un dettaglio: quando una partita si è messa sui binari dell'equilibrio e, successivamente, su quelli della negatività, Abate non ha avuto dalla panchina una soluzione offensiva in grado di cambiare davvero il ritmo della gara. Il Sassuolo sì: Laurienté ha continuato a creare problemi nell'uno contro uno, Berardi è entrato al 72' e sei minuti più tardi ha trovato il gol del 2-1, Dominguez ha aggiunto vivacità. Il Toro, invece, ha dovuto cercare la soluzione attraverso il gioco e il sistema, senza trovare quella giocata capace di rompere una partita che chiedeva proprio qualcosa di diverso.

E adesso?

È anche per questo che il 3-5-2 può diventare una soluzione sempre più importante. Senza Casadei, che - va detto - non aveva fatto bene fin qui, Abate ha avuto bisogno di ridisegnare gli equilibri e di dare maggiore densità in mezzo al campo, avvicinando i due attaccanti e affidando ai quinti il compito di garantire ampiezza. È un sistema che può dare solidità, che poco si è vista contro i neroverdi, e presenza centrale, ma che porta con sé anche una rinuncia: senza esterni offensivi puri, si riduce una delle principali fonti di imprevedibilità, quella dell'uomo che riceve largo, punta il diretto avversario e crea qualcosa dal nulla. La differenza è che, con due trequartisti alle spalle della punta, il 3-4-2-1 può garantire maggiore libertà tra le linee e qualche soluzione in più nell'uno contro uno. Il 3-5-2, invece, accentua la necessità di affidarsi ai quinti per l'ampiezza e agli attaccanti per creare superiorità. Con la partenza di Njie, dunque, viene a mancare una delle poche alternative capaci di aggiungere imprevedibilità e cambiare ritmo alla partita

La cessione, dal punto di vista economico, può dunque avere una sua logica. Njie è giovane, non è mai stato un titolare fisso e il Torino può ricavare una cifra importante da un giocatore che non ha ancora dimostrato continuità. Ma il valore di un calciatore non si misura soltanto nei minuti giocati o nei gol segnati. Si misura anche da ciò che offre una rosa quando la partita prende una direzione diversa da quella preparata in settimana. E in questo senso Njie era una possibilità che oggi il Toro non avrà più. Perché il calcio non è soltanto una questione di sistemi: puoi costruire il 3-5-2 più equilibrato possibile, occupare bene gli spazi e muovere la palla. Poi, però, quando la partita si blocca, serve qualcuno che il sistema sia in grado di romperlo. E con la perdita di Njie, il Toro non lo ha più.

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