Toro News Toro Approfondimenti Casadei più vicino alla porta: Abate vuole i suoi gol, ma servirà tempo

Casadei più vicino alla porta: Abate vuole i suoi gol, ma servirà tempo

Andrea Novello
Il tecnico ha chiesto al classe 2003 di occupare l'area di rigore: l'intento è chiaro

Adesso la sua posizione in campo è ben chiara, così come l'intento di Ignazio Abate. Nell'amichevole vinta contro l'Alcione Milano il tecnico granata ha mostrato un Torino capace di cambiare pelle tra fase difensiva e offensiva: senza palla la squadra si è schierata con un 4-2-3-1, con Casadei largo a destra, mentre in possesso si è spesso trasformata in una sorta di 3-4-2-1, con il classe 2003 alle spalle di Simeone insieme a Njie. Cacciamani ha occupato la corsia sinistra, Dembélé si alzava a destra. Al contrario Biraghi è stato molto più bloccato dietro insieme a Coco e Ismajli hanno composto la linea difensiva a tre in costruzione. Al di là del modulo, molto camaleontico, la scelta che racconta chiaramente l'idea di Abate: sfruttare appieno le capacità di ogni suo singolo giocatore e in questo caso avvicinare Casadei all'area di rigore e sfruttarne gli inserimenti.

Casadei più vicino alla porta: l'idea di Abate

L'obiettivo è chiaro: riportare Casadei a essere un centrocampista da gol. Le qualità del classe 2003 non sono mai state in discussione. Da box-to-box ha sempre avuto tempi d'inserimento e senso del gol fuori dal comune, come dimostrò al Mondiale Under 20 del 2023, chiuso con sette reti e il premio di miglior giocatore del torneo. Nelle ultime stagioni, però, è stato spesso utilizzato in posizioni più arretrate, lontano dalla porta e costretto a partecipare maggiormente alla costruzione del gioco. Nella scorsa stagione ha segnato 6 gol, pur entrando spesso dalla panchina. Abate, invece, vuole rivedere quel Casadei capace di fare la differenza negli ultimi sedici metri con continuità, trasformandolo in un'arma aggiunta per aumentare il peso offensivo del Toro.

Un lavoro ancora tutto da assimilare

Il progetto, però, è ancora in fase di costruzione. Anche contro l'Alcione Milano si è visto come Casadei debba ancora assimilare i nuovi movimenti richiesti dall'allenatore. Dalla panchina Abate lo ha richiamato più volte, invitandolo a occupare con continuità l'area di rigore e a restare vicino alla punta negli ultimi venti metri. L'istinto, invece, è stato spesso quello di abbassarsi per partecipare alla manovra o uscire dall'area per dialogare con i compagni. Un'abitudine maturata nelle ultime stagioni che richiederà tempo per essere modificata. Ma il messaggio dell'allenatore è già arrivato forte e chiaro: se il Toro vorrà aumentare il numero dei gol, una parte passerà inevitabilmente dai piedi, dalla prestanza fisica e dagli inserimenti di Cesare Casadei.