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D'Aversa porta la nave in porto: c'è un abisso rispetto alla gestione Baroni

Andrea Calderoni
L'analisi della partita del tecnico granata capace di riportare il Torino a vincere per la terza volta consecutiva in casa, non accadeva da fine 2023

Roberto D'Aversa non è un mago, però sta portando alla normalità il Torino. Sta vincendo le partite che deve vincere, ha perso le partite che sulla carta doveva perdere. Sta dimostrando che la rosa del Torino 2025/2026, a maggior ragione dopo il mercato di riparazione di Gianluca Petrachi, non era una rosa da lottare fino all'ultima curva per la salvezza. La gestione D'Aversa sta mettendo in evidenza, ancor di più, le lacune della gestione di Baroni che erano davvero troppo lampanti. D'Aversa non ha stravolto nulla, non ha portato grande spettacolo ma ha portato concretezza nel momento in cui serviva perché quando è subentrato il Torino si trovava impantanato nel fango della salvezza. Ha tra l'altro portato in dote la terza vittoria consecutiva allo stadio "Olimpico-Grande Torino", un fatto che sotto la Mole per i granata non si verificava dalla fine del 2023. D'Aversa merita dunque un plauso per quanto fatto fin qui, anche a livello psicologico perché ricostruire una rosa finita a pezzi dopo mesi e mesi di confusione tecnica con Baroni non era affatto semplice.

Scelte equilibrate sia nell'undici iniziale sia dalla panchina

Nemmeno contro l'Hellas Verona si è visto il miglior Torino, qualche sbavatura c'è stata, vedi il gol scaligero nato da una gestione alquanto errata dei granata. In altre fasi il Torino è stato poco brillante. Detto questo, il Torino ha vinto con merito la partita e ha archiviato definitivamente il discorso salvezza. Nessuna scelta strana, nessuna scelta cervellotica durante la partita e gara portata a casa in modo intelligente da D'Aversa. Diciamo che la conduzione del match contro l'Hellas Verona è stato quanto di più diverso rispetto ai sei mesi di Baroni in cui i pasticci erano all'ordine del giorno sia negli undici iniziali sia nelle sostituzioni in corso d'opera. Ha aspettato metà secondo tempo per effettuare il primo cambio inserendo Marianucci per Coco, poi cambi alla pari tra Adams-Kulenovic e Gineitis-Prati. Nel finale ha rispolverato anche Biraghi. Portato la nave in porto, si può dire che tutto è bene quel che finisce bene.