I meriti dell'allenatore: D'Aversa non solo evita il tonfo ma regala la rimonta
Azzardiamo: il Torino di Marco Baroni avrebbe replicato lo scempio del "Meazza" anche il 26 aprile. E dire che c'erano tutte le condizioni anche per il Torino di Roberto D'Aversa di subire la più classica delle imbarcate. Per sessanta minuti il Torino ha giocato male, sotto ritmo, mettendo in vetrina quelle che sono state le lacune di una stagione anonima e deludente. I gol presi sono la fotocopia del discorso affrontato. Sul 2 a 0 in favore dell'Inter in uno stadio quasi più nerazzurro che granata il rischio di abbassare ulteriormente la soglia della concentrazione era alto. Il rischio di uscire con le ossa rotte come accaduto diverse volte in stagione era dietro l'angolo (i fantasmi di Milano e di Como e anche quelli di Genova stavano bussando alla porta granata). Invece, il disastro non si è materializzato perché l'ultimo terzo di partita il Torino l'ha giocato da Toro (non a caso usiamo il termine Toro) e complice anche qualche disattenzione da parte di un'Inter già destinata a cucirsi sulla maglia lo Scudetto è avvenuta una rimonta inaspettata, potente e coinvolgente. Si può definire una rimonta da Toro, una rimonta da applausi in cui anche D'Aversa ha i suoi meriti.
Il tecnico si sta giocando le chance di conferma in vista della prossima stagione. Nell'ultima mezz'ora contro l'Inter ha dimostrato di saper incidere toccando le corde giuste, una su tutte quella dell'Under-21 della Nazionale svedese Njie. Il suo inserimento ha donato brillantezza al Torino. Njie è stato messo come quinto a destra e la novità ha destato certamente curiosità. La prima dello svedese in quella zona di campo è andata bene perché il suo ingresso, unito a quello di Marianucci alle sue spalle, hanno contribuito a imbastire la rimonta granata. L'altra scelta da elogiare di D'Aversa riguarda Ilkhan, il quale è stato ripescato per l'occasione e non ha tradito le attese fornendo anche un assist. La gestione alla lunga della partita è funzionata, D'Aversa ha dimostrato di aver in mano il timone della barca. Purtroppo per il tecnico ex Empoli è una barca a vela e senza più il vento dell'obiettivo da raggiungere non sarà semplice tenere il mare con velocità, però da abile marinaio è riuscito a sfornare una manovra in grado di salvare la partita e di cancellare in parte la delusione dello "Zini".
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