Ismajli, da leader della difesa a possibile alternativa: i rischi del leone in gabbia
"Là dietro dobbiamo essere degli animali nella testa, perché si è prima difensori". Pochi giorni fa Abate concludeva con questo passaggio la risposta a una domanda durante la conferenza stampa al termine della sua prima gara ufficiale sulla panchina del Toro. Una vittoria di misura che ha mostrato qualche idea interessante, ma anche diverse lacune tecniche. Tra queste, la difficoltà nell'impostazione dal basso, legata soprattutto alle caratteristiche dei difensori a disposizione del tecnico. Il riferimento della domanda era Coco, probabilmente per uno svarione commesso dal guineano nel secondo tempo contro la Carrarese, quando ha perso palla in maniera goffa in una zona delicata del campo. Abate aveva subito sottolineato l'importanza del "non specchiarsi troppo", ma se c'è un difensore nella rosa granata che rappresenta alla perfezione il concetto di "animale" nella testa, ma anche nel modo di giocare allora quello è Ismajli. Eppure, in questo momento, l'albanese sembra un leone in gabbia.
La panchina in Coppa Italia
Abate in Coppa Italia ha preferito schierare nella linea difensiva di partenza Comuzzo, Coco e Comert, mentre Ismajli è partito dalla panchina. Una scelta comprensibile soprattutto per l'intenzione di costruire dal basso, anche se, a dirla tutta, nessuno dei tre difensori scelti dal tecnico ha mostrato qualità particolarmente brillanti in questo fondamentale. L'ex Empoli è poi subentrato al 68' per sostituire un Comuzzo stremato dai crampi, in un cambio dettato più dalla necessità che dalla volontà. Sia chiaro: la gara contro la Carrarese poteva essere considerata a tutti gli effetti un altro test in vista della grande prova di domenica contro il Milan. Comprensibile, quindi, la scelta di Abate di provare e sperimentare. Se, però, questo può essere considerato un primo mezzo indizio, il secondo arriva dalla precedente amichevole contro l'Avellino: stesso terzetto difensivo e Ismajli ancora in panchina. Nel ritiro di Pinzolo era stato il centrale inamovibile e probabilmente il più affidabile, ma agli occhi di Abate sono bastati gli arrivi di Comuzzo e Comert per farlo scivolare nelle gerarchie. Per ora, però, sono soltanto due mezzi indizi che, sommati, fanno un indizio. E un indizio, si sa, non fa una prova.
L'interesse dell'Udinese
Nel frattempo, a pochi giorni dall'esordio in Serie A, è arrivata la notizia dell'interesse dell'Udinese per Ismajli. Che si tratti soltanto di una voce o di una trattativa concreta, questo non significa necessariamente che il Toro lo abbia messo sul mercato. Ma ecco il terzo indizio, quello più pesante. E se si mettono insieme panchina contro la Carrarese, esclusione dall'undici iniziale contro l'Avellino e interesse dell'Udinese, il quadro comincia inevitabilmente a diventare più chiaro. A ogni buon conto, Ismajli, nonostante gli infortuni e gli acciacchi che lo hanno accompagnato nel corso della carriera e al Toro, in campo è sempre stato, almeno in maglia granata, proprio quell'"animale" che Abate cerca. Uno che pensa prima di tutto a fare il difensore, che non ha bisogno di specchiarsi e che difficilmente concede cali di concentrazione. Da leader della difesa a possibile alternativa: Ismajli scalpita e, se l'Udinese dovesse fare sul serio, potrebbe essere proprio il club friulano a liberarlo da quella che oggi sembra una vera e propria gabbia.© RIPRODUZIONE RISERVATA