La questione Grande Torino: tra il pressing di Carretta, il Politecnico e la concessione
Mentre la squadra di Ignazio Abate sfrutta la pausa delle Nazionali per affinare i meccanismi di gioco al Filadelfia, sulle scrivanie di via Arcivescovado e di Palazzo Civico si gioca una partita istituzionale fondamentale per il futuro del club granata. Al centro del dibattito c'è la gestione e il destino dello stadio Olimpico Grande Torino, un nodo rimasto aperto dopo la scadenza della storica decennale, terminata nel 2025, e le successive proroghe tecniche concesse dal Comune. Le recenti dichiarazioni dell'assessore allo Sport, Mimmo Carretta, hanno riacceso i riflettori su una vicenda complessa.
Il monito di Carretta e la proposta che tarda ad arrivare
Il fulcro del messaggio lanciato dalla Città riguarda le tempistiche amministrative: "il tempo stringe". La proroga concessa lo scorso giugno era strettamente legata alla manifestazione d'interesse presentata nell'aprile precedente, con cui il club granata annunciava la collaborazione con il Politecnico di Torino per elaborare una proposta di partenariato pubblico-privato (PPP). Un piano pensato per la riqualificazione e la gestione dell'impianto che ancora non è stato ufficialmente depositato sugli uffici di Palazzo Civico. "Ci aspettavamo una risposta in questi giorni sullo stadio, è utile che ciò avvenga anche perché bisogna mettere in moto la macchina. A giugno abbiamo prolungato il contratto anche per una manifestazione di interesse del Politecnico. La proroga è valida fino a dicembre... Abbiamo esigenze amministrative", ha sottolineato Carretta. La volontà dell'amministrazione resta quella di trovare una soluzione condivisa.
Il quadro della situazione: dalla scadenza del 2025 all'esposto
Con la scadenza della concessione decennale nel 2025, il rapporto tra il Torino e il Comune è proseguito attraverso una proroga temporanea. L'obiettivo è individuare una soluzione di lungo periodo che consenta di riqualificare l'impianto. Ad aprile il club ha formalizzato una manifestazione d'interesse e sottoscritto un protocollo d'intesa con il Politecnico per elaborare una proposta di partenariato pubblico-privato, riguardante anche il Robaldo. Alla vicenda si è aggiunto l'esposto presentato alla Procura regionale della Corte dei Conti dagli avvocati Paolo Rendina e Pierluigi Marengo, che chiedono di verificare eventuali danni erariali legati alla gestione dello stadio, con particolare riferimento ai rinnovi della concessione e alla mancata gara pubblica. Carretta ha difeso l'operato dell'amministrazione comunale.
Prospettive e prossimi passaggi
Entro la fine dell'anno la situazione dovrà trovare un punto di raccordo. La formalizzazione del progetto di partenariato con il Politecnico consentirebbe di avviare il percorso per la trasformazione dello stadio Olimpico Grande Torino in un impianto moderno, garantendo al club granata una casa funzionale e al passo con le esigenze del calcio moderno. Qualora i tempi dovessero allungarsi ulteriormente oltre la scadenza di dicembre, le parti saranno chiamate a valutare le opzioni amministrative più idonee per garantire la prosecuzione delle attività sportive e definire il futuro dell'impianto.
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