L'inutile sosta di Patterson: ora serve diventare torinesi e Abate...
Poteva essere l'occasione giusta al momento giusto. Invece, le tre settimane trascorse con la Scozia si sono trasformate per Nathan Patterson in una parentesi che ha lasciato ben poco. Le aspettative personali potevano essere alte dopo un Mondiale disputato in parte da protagonista, con tre presenze su tre e due gare da titolare. La chiamata del neo commissario tecnico scozzese Pocognoli era arrivata nonostante un avvio di stagione in granata caratterizzato da uno scarso minutaggio. Nelle prime tre partite di campionato in cui è stato a disposizione, comunque, Abate aveva scelto di inserirlo gradualmente nelle rotazioni del Torino, concedendogli spazio dalla panchina contro Fiorentina e Bologna. Le quattro gare di Nations League, però, hanno lasciato un sapore più amaro che dolce. Un'occasione che Patterson non è riuscito a sfruttare fino in fondo, restando ai margini del nuovo corso della Tartan Army.
Un'ora non basta
Le sfide della Scozia contro Slovenia, Svizzera, Macedonia del Nord e Slovenia bis hanno aperto un nuovo ciclo, con l'ex tecnico del Monaco chiamato a sperimentare uomini e soluzioni. Patterson, però, è stato protagonista soltanto della gara più complicata per la Tartan Army: quella contro la Svizzera. Un match inevitabilmente condizionato dall'espulsione iniziale di Hendry e concluso con un pesante 3-0 per la Nazionale di Rodriguez e Comert. Quella resta l'unica ora di gioco raccolta da Patterson durante la sosta, prima della sostituzione intorno al sessantesimo minuto. Poi tre panchine consecutive, senza mai riuscire a entrare dalla panchina. Un bilancio che racconta di un giocatore ancora lontano dall'essere una pedina centrale, proprio nel momento in cui avrebbe avuto bisogno di minuti e fiducia per dare continuità al proprio percorso e tornare con più convinzioni a Torino.Ora serve il Toro
Il ritorno in granata, allora, deve rappresentare una ripartenza, o meglio una prima e vera partenza. La parentesi con la Scozia non ha dato a Patterson il minutaggio che cercava, ma adesso la responsabilità passa nuovamente ad Abate e soprattutto al terzino scozzese. Per conquistarsi spazio non basterà più il curriculum o il potenziale mostrato in passato: servirà diventare davvero torinese e torinista, entrare nei meccanismi della squadra e trasformare ogni occasione in una risposta concreta. Il tempo per farlo c'è, ma le gerarchie non aspettano. Patterson dovrà lavorare per ritagliarsi un ruolo più importante nel Toro, con l'obiettivo di trasformare una sosta internazionale che ha lasciato poco in una seconda parte d'inizio stagione finalmente da protagonista. E l'infortunio di Fortini, in tal senso, può già regalargli maggiore spazio, a partire dalla gara di lunedì contro l'Udinese.© RIPRODUZIONE RISERVATA